Rupert Bunny (1864-1947)

Rupert Bunny (1864-1947) ,artista australiano , creatore di dipinti di grande impatto e sontuosi che ritraggono la vita parigina nel tardo XIX secolo  è diventato uno degli artisti di maggior successo della sua generazione.
Importanti i suoi ritratti romantici di belle donne ricche di fascino appartenenti alla belle époque. I suoi dipinti onirici di scene mitologiche rivelano una visione ispirata e fantasiosa della vita e dell’arte.
Il successo internazionale di Rupert Bunny durante i 50 anni che trascorse a Parigi ha visto il suo lavoro esposto in tutta Europa e raccolto dai principali musei.Inoltre ha condotto una vita affascinante e cosmopolita con Nellie Melba, Auguste Rodin, Claude Debussy e SaraBernhardt   Bunny, rupert-charles-wulsten-bunny La Convalescente Bunny, rupert-charles-wulsten-bunny bunny-jeanneBunny, Rupert Femme lisant March__Rupert_Bunny_galleryLarge Bunny_Swan

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Suzanne Valadon ,la vita difficile di una donna artista.

Suzanne (Marie-Clémentine) Valadon naque il 23 settembre del 1865, ebbe un’infanzia difficile,priva di figura paterna e, a causa di ristrettezze economiche della madre, crebbe con l’aiuto dei parenti, finchè non si traferirono Parigi.
Madre e figlia si stabilirono a Montmartre, fervente luogo di incontro tra numerose etnie, le quali contribuirono a creare una comunità che aveva trasformato la collina parigina in un luogo trasgressivo e originale .Anche Suzanne Valadon,crescendo nella vivacità di Montmarte fu spirito ribelle, tanto che si fece espellere per cattiva condotta dal convento dove stava portando a termine gli studi.
Giovanissima ,affrontò le necessità della realtà quotidiana e iniziò ad impegnarsi in umili lavori e a quindici anni, iniziò a fare l’acrobata cavallerizza in un circo. Lasciò quest’ultimo lavoro a causa di una brutta caduta, ma trovò un nuovo lavoro in grado di appassionarla: posò per gli allora giovani artisti Pierre Auguste Renoir e Henry de Toulouse-Lautrec. Con la sua statura media e le perfette proporzioni del corpo , affascinante e sensuale, divenne presto una delle modelle preferite e venne ritratta da Puvis de Chavannes (per il quale posò per sette anni), Jean-Jacques Henner, Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis, Gustave Wertheimer e Hector Leroux.
Divenne anche l’amante di Renoir e Touluse-Lautrec, i quali, insieme ad altri artisti, la incoraggiarono a intraprendere la propria passione creativa.
Ebbe in Edgar Degas il suo più grande estimatore, che non smise mai di incoraggiarla e di offrirle suggerimenti e consigli. Degas manifestò fin da subito nei confronti di Suzanne un profondo rispetto ed accettò di svelarle i segreti delle diverse tecniche pittoriche, comprando egli stesso i dipinti di Suzanne. Per lei, Degas fu probabilmente l’unico vero amico, e in qualchje modo sostituì la figura paterna che gli era mancata.
Suzanne iniziò a dipingere animali come gatti, cani e cavalli, che disegnò sin da giovanissima quando lavorava al circo; con l’apprendimento ,i consigli,il suo talento innato e l’esperienza arrivò ad un buon livello espressivo, tanto che nel 1883 dipinde un notevole autoritratto.
Nello stesso anno divenne madre del piccolo Maurice;il padre era ignoto ma venne poi riconosciuto dal giornalista spagnolo Miguel Utrillo nel 1891.
Questi divenne quel Maurice Utrillo noto paesaggista che con la sua fama oscurò
la figura artistica materna; lei fu sempre vigile sul debole carattere di Maurice, che tentò anche il suicidio, e per lui e per il suo mantenimento sposò Paul Mousis staccato dall’ambiente artistico ma ricco agente di cambio.
Suzanne, nelle sue opere rappresentò paesaggi ma soprattutto la vita quotidiana e gli affetti familiari, in primo luogo il figlio Maurice (Portrait de Maurice Utrillo devant son chevalet – 1921), e dal giovane pittore suo amico Andrè Utter (Portrait de la famille Utter – 1923), con il quale Suzanne divorziata da Paul Mousis, si risposò nel 1914 dando origine così al trio di artisti soprannominato “Trinità infernale”.
Famosi sono senza dubbio i nudi femminili di Suzanne che pur mostrando la pienezza delle forme floride e sensuali, non esaltano l’eterna giovinezza.
Nel corso della sua vita Suzanne riscosse grandi successi e riconoscimenti, partecipò a numerosi saloni ed organizzò esposizioni personali; morì dipingendo all’età di settantatré anni. Al suo funerale parteciparono le più importanti figure del mondo artistico, come Picasso, Braque e Derain.Suzanne

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Suzanne Valadon, Autoportrait (1898Femme dans un hamac - Suzanne Valadon

Suzanne Valadon, Reclining Nude, 1928

La fotografia artistica di Ferdinando Scianna

“Mi considero un reporter, qualunque cosa abbia fatto nella vita, ma sono piuttosto diffidente nei confronti dei generi e delle etichette. Guardo il mondo attraverso il prisma del linguaggio fotografico, tra le componenti del quale è fondamentale il rapporto col tempo e la memoria”….“Ricordare è lo stesso di immaginare; così raccontando un proprio tempo, uno lo trasfigura, lo immagina: letteralmente “lo racconta”. E poiché il racconto è fatto di cose che si eliminano inconsciamente e di cose che si valorizzano, è sempre molto arbitrario, come lo è ogni gesto letterario. E ancora sulla fotografia e la “memoria”: le fotografie non restituiscono “ciò che è stato”, piuttosto ripropongono in una sorta di lancinante presente ciò che non è più”.
( Ferdinando Scianna, fotografo)

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Valentin Serov ,The rape of Europa

Europa, era una giovane e bellissima principessa, figlia del re Agenore e di Telefassa . Un giorno Zeus notò la bella principessa insieme alle sue ancelle sulla riva del mare, dove Europa amava bagnarsi e cogliere fiori. Zeus si innamorò subito di lei e per non intimorire le fanciulle assunse la forma di un toro bianco mettendosi a pascolare l’erba del prato. Le fanciulle, vedendolo calmo, lo presero ad accarezzarlo, addirittura Europa gli salì in groppa. Allora il toro spiccò un balzo e cominciò una lunga corsa, Europa era talmente spaventata che non aveva più voce per gridare, si teneva aggrappata forte al toro che dopo ore e ore di cammino arrivò nell’isola di Creta dove finalmente si tramutò in Zeus. Zeus dichiarò il suo amore ad Europa e fece scendere da Cielo le Ore, sue ancelle, e l’unione fu subito celebrata.
Il lavoro è prodotto sotto l’impressione del viaggio dell’artista in Grecia. Serov si ispirò ai monumenti della cultura micenea di Creta, introducendo nell’immagine un vaso a forma di una testa di toro dal più piccolo palazzo di Knossos, sull’isola di Creta, un motivo di pesci volanti presi da un’affresco e altri monumenti del periodo arcaico.
 Europa di Serov, a differenza di eroine spaventate di opere di antichi maestri, ha un viso perfettamente simmetrico e incarna la perfezione trionfante. Le corna assumono la forma di una lira, cui stringhe invisibili sembrano dare voce al cielo e il mare.

Valentin Serov ,The rape of Europa,1910

The rape of Europa

 

E quel cuore più non risponderà ( Anna Achmatova )

E quel cuore più non risponderà

E quel cuore più non riponderà
Alla mia voce, esultante e afflitto.
Tutto è finito… E il mio canto risuona
Nella notte vuota, ove più tu non sei.

1956

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Anna Andreevna Achmatova ,nata ad Odessa, Ucraina il 23 giugno 1889, non amava l’appellativo di poetessa, perciò preferiva farsi definire poeta, al maschile.
Morì a Mosca il 5 marzo 1966

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Nathan Altman. Portrait of Anna Akhmatova. 1914. Oil on canvas. 123.5 x 103.2 cm. The Russian Museum, St. Petersburg, Russia.

Nathan Altman. Portrait of Anna Akhmatova. 1914. Oil on canvas. 123.5 x 103.2 cm. The Russian Museum, St. Petersburg, Russia.

Il Salice ( di Anna Achmatova )

Il Salice ( di Anna Achmatova )

Sono cresciuta in un silenzio ricamato,
nell’ asilo freddo del giovane secolo.
Il parlar degli uomini non mi era caro,
ma chiaro era per me del vento il fiato.
Amavo le ortiche, i fiori di bardana,
ma più di tutti il salice argentato.
Viveva egli con me, generosamente,
di anno in anno, e i rami suoi piangenti
con tanti sogni, mi sventolavano insonne.
A lui son sopravvissuta, stranamente!
Là resta un ceppo diritto, e con diverse voci
sotto il cielo nostro, sempre quello,
altri salici tra loro ora vociano.
Ed io taccio…. come fosse morto un fratello.

18 gennaio 1940
Leningrado

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Grandi fotografi: Sebastiao Salgado

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Sebastiao Salgado ,famoso fotografo brasiliano, dopo una formazione universitaria di economista ,in seguito ad una missione in Africa da’ una svolta alla sua vita. Sensibile agli aspetti umanitari e sociali ,grande viaggiatore, per sei anni è stato in America Latina per documentarsi sulla vita delle campagne; su questa esperienza ha pubblicato il libro “Other Americas”.
Dal 1993 al 1999 Salgado lavora sul tema delle migrazioni umane e i suoi servizi fotografici sono pubblicati da molte riviste internazionali.
Le sue immagini sono di una bellezza senza tempo,intense e soprattutto giocano sui contrasti del bianco & nero; parlano di natura, animali ed esseri viventi ,di foreste tropicali amazzoniche, di ghiacciai dell’Antartide, di deserti dell’America e dell’Africa e le montagne dell’America, del Cile e della Siberia.
Tra il 1986 e il 2001 si documenta sulla fine della manodopera industriale su larga scala nel libro “La mano dell’uomo”; poi documenta l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo mondo, in due libri di grande successo:” In cammino” e “Ritratti di bambini in cammino” . Grandi mostre itineranti accompagnano sempre l’uscita dei suoi libri.

Vittore Buzzi , fotografo

Vittore Buzzi ,fotografo è nato nel 1968 a Milano.Ha vinto numerosi premi in fotografia editoriale e artistica.Svolge attualmente la sua attività in fotogiornalismo, fotografia artistica, servizi di matrimoni,oltre a tener corsi d’insegnamento.Gli scatti di Buzzi sono  intensi,  trasudano di umanita’ che arriva al cuore; attraverso le sue foto si viaggia attraverso luoghi e situazioni ricche di pathos.Grande conoscitore del mezzo fotografico e grande comunicatore .

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Fotografia d’autore: Eric Valli

Eric Valli ,straordinario fotografo originario di Digione,ma giramondo dall’età di 19 anni ,scatta da una vita immagini incredibili di persone emarginate o comunque al di fuori del sistema. Il suo lavoro lo ha portato nei luoghi più remoti del mondo, dandogli l’opportunità di sbirciare nella vita delle diverse comunità in Thailandia, Tibet , Nepal e Stati Uniti. Egli documenta il modo in cui le persone vivono ancora; una vita senza tecnologia, moda, supermercati, Facebook , marchi o loghi.
Persone che hanno rassegnato le dimissioni dalla modernità e ora vivono una esistenza frugale, più leggera , svincolata dal consumismo. Gente che caccia o coltiva per poter sopravvivere. Le sue foto suggeriscono come la gente possa vivere in completa armonia con la natura, lasciando tutto il resto alle spalle.Fotografie che sono dei veri e propri stimoli per la mente, e fanno pensare a come abbiamo perduto la vera libertà.

9782732427430Derriere l’objectif d’Eric Valli”, photos et propos. Editions Hoëbeke, 20102

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