Gelosia

Assurda gelosia,
infida come serpe,
tagliente come lama,
lacera la carne
ancor pregna d’amore.
Subdola si insinua
come tarlo corrosivo,
intacca , rosicchia,
destabilizza,
e come bestia immonda
partorisce senza sosta
altri dubbi, nuovi sospetti.
Questo ignobile malessere
non turberebbe l’anima
se oltre il fumoso alone
che  offusca la ragione
realizzassimo appieno
il vero carico d’ amore.

(Daniela , 28-08-2014)

 

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JAROSLAV SEIFERT,PRIMA CHE ASCIUGHINO QUEI DUE O TRE BACI

Prima che asciughino quei due o tre baci
sulla fronte
e qui e lì,
ti chinerai per bere
acqua d’argento dallo specchio,
e se nessuno ti starà a guardare
ti toccherai le labbra con la bocca.

C’è un tempo in cui più svelto delle dita
che lo scultore passa
il sangue impaziente ti modella sulla creta
il corpo dal di dentro.

Forse stringerai tra le mani
i tuoi giovani capelli
e li solleverai sopra le spalle
perché somiglino piuttosto ad ali
e davanti a loro prontamente correrai

dove proprio davanti agli occhi
e sul fondo estremo dell’aria
sta il grande, erto, conturbante
e dolce nulla,
che splende.

(da La colata delle campane, 1967 – Traduzione di Sergio Corduas)tumblr_n9vpuuVTiC1sii3e8o1_1280

Se Non Ho Te ( Nomadi )

La mia libertà,

di bere a grandi sorsi i giorni miei,

nuove strade fra di noi

nuove luci, nuovi occhi e poi,

un cammino, che non finisce mai.

La, mia libertà,

la mia vita si apre come una poesia,

le domande dentro di te,

come acqua fra le dita sai

se ne vanno rivedendo gli occhi miei.

E sul tuo cuore sai,

io riposerò

il tuo respiro è soltanto un attimo,

che corre forte

parla di noi,

e non ha tempo di voltarsi mai,

e come i sogni,

che bruciano,

dietro ad un sorriso piano si nascondono,

ed ho paura,

di dirti che,

io non ho niente,

se non ho te.

Ed ho paura

di ammettere

che non ho niente se non ho te,

ed ho paura sai

di ammettere

che non ho niente

se non ho te.

Kurt Mair

Kurt Mair, classe 1954 , nato a Mengen in Germania vive e lavora ad Avigliana (Torino).
Le opere di Kurt Mair ci portano in un viaggio emozionale, al di là del tempo; le sue composizioni rispecchiano un classicismo tinto di ironia e umorismo, e si notano influenze da Durer a Schiele. L’ artista mette a nudo corpi soprattutto di donne, e con una nudità cruda, piena di sensualità ed erotismo.
La femminilità e la bellezza sono trattate con molto vigore, a volte pure con violenza. I corpi tracciati con l’acido e la penna sono mostrati in paesaggi, architetture, colori che ricordano la morbidezza e la delicatezza dell’Italia.

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Georges Gourcat (1863–1934)

Georges Gourçat, detto Sem, fu uno dei più grandi caricaturisti della Belle Epoque e degli “Anni Folli”.
Frequentatore di Maxim’s, dei campi di corse, dei casinò e delle località di villeggiatura alla moda, conobbe tutte le celebrità della sua epoca. Era diventato famoso con il suo album Les sportmen. Proust apprezzava molto la sua arte.

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Giovanni Boldini ( Ferrara 1842 – Parigi 1931)- “Beatrice Susanne Henriette van Bylandt ” (1901)

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Boldini si  formò a Firenze nella cerchia dei macchiaioli, si recò poi a Londra e a Parigi, dove si stabilì nel 1871, divenendo, con i suoi ritratti, il pittore alla moda della borghesia parigina.   Fu portatore di varie innovazioni, fra queste  l’effetto “ fuoco d’artificio ” ottenuto con pennellate di bianco o di nero lucente date come un turbinio del vento, portando certi soggetti  al limite dell’astrazione.