Lettera da Gabriele D’Annunzio a Jouvence (Mezzanotte, 24 Aprile 1923 Frate Grillo)

Desidero proporre questa lettera che mi è capitato di leggere oggi; è di una bellezza tale da destare grande stupore. Si tratta di un messaggio d’amore scritto da Gabriele D’Annunzio alla sua amante ed è pura e alta poesia.

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In questa notte nera, la corona delle tue braccia m’è come una costellazione indelebile.
Perché oggi, in quei pochi attimi di sogno, ho avuto dalle tue giovani braccia una sensazione luminosa, come se tu avessi cinto d’un fuoco bianco la mia tenerezza e la mia tristezza?
Esiste un fuoco fresco ?
Non saprò mai dirti quel che provo, quel che tu mi dai.
Tra l’ebbrezza di ieri e quella d’oggi, non v’è stato per me che supplizio corporale e inquietudine interiore. Tu hai ascoltato, con l’indulgenza più delicata, le mie confessioni.
La grazia del tuo volto attento sembrava modellarsi sulla mia sofferenza.
Poco a poco, credevo di sentire la sostanza del tuo corpo cambiarsi in una specie d’amore caritatevole. Credevo di assistere a un miracolo inaudito: il frutto voluttuoso che si muta in fiore sensibile! Puoi capire ?
Mai tu m’avevi preso fra le tue braccia con tanta dolcezza.
Io ti parlavo delle mie voluttà tormentose e menzognere; e, senza parlare, tu calmavi il mio dispiacere, rinfrescavi la mia bruciatura, consolavi i miei rimpianti e i miei rimorsi.
E, come tu non m’avevi mai coronato con braccia cosi tenere e cosi chiare, tu non avevi mai avuto labbra cosi musicali. La tua carezza era come una melodia infinita.
Ogni moto delle tue labbra era un accordo che, ogni volta, sembrava compiere la perfezione della mia estasi.
Eri una dolce piccola anima con delle labbra. Eri la bocca stessa dell’Amore che guarisce.
Ed eccomi solo, nella notte ! Tu eri seduta là. Qualche filo d’oro riluce nella tua testa bruna…
Come l’altro giorno, quando il mio desiderio ti chiamava, sei riapparsa?
M’hai lasciato di te una sensazione luminosa.
Mi sembra d’avere della luce sulla punta delle mie dita, come se avessi toccato il fosforo.
Dormi ? Tu circondi forse con le tue braccia il sogno dell’amico insonne.
Il tuo seno sinistro mi chiama e si offre…
Vorrei che il mio grido giungesse fino a te; vorrei che il mio desiderio traversasse il lago scuro fino al tuo giardino umido… Tenterò di farti giungere questa lettera notturna.
Sarai forse contenta di stringerla sul petto o di farne il tuo guanciale.
Le tue braccia chiare e tenere sono l’unica aureola della martire Notte.

Auguste Raynaud, La nuit

Auguste Reynaud The Night

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https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
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3 risposte a Lettera da Gabriele D’Annunzio a Jouvence (Mezzanotte, 24 Aprile 1923 Frate Grillo)

  1. thesorrow29 ha detto:

    Senza parole…solo sospiri
    Grazie per averla condivisa con noi
    Buon giorno ♥
    Rodrigo

    Liked by 1 persona

  2. tachimio ha detto:

    Veramente un gioiello. Un grande della nostra letteratura, un poeta davvero raffinato. Grazie per avermelo fatto apprezzare di nuovo. Mi piace il tuo blog. Isabella

    Mi piace

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