W.A. Mozart : Horn Concerto No. 4 · II. Romance, III. Rondo

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Notte

La città dorme
nella penombra lunare
uccelli notturni
vagano indisturbati
cogliendo il senso di pace
che la notte regala.
Macchie scure che volteggiano
frusciando tra i rami
rammentano misteriose leggende
di creature ambigue dell’immaginario.
La notte è amica e nemica,
troppo breve o infinita
in funzione dei desideri
tra amori e clandestinità,
turni di lavoro ed insonnie.
La notte è un grande ombrello aperto
che oscura ogni cosa
e in questa confortante oscurità
ci raccogliamo spesso
a meditare su passato e presente.
E quando scrosci di pioggia
rompono il prezioso silenzio
ci si sente cullati come bambini
e rannicchiati in postura fetale
se ne assapora  l’incanto.

(Daniela,23 ottobre 2014)

Emanuel Gottlieb Leutze (1816 – 1868) – Paradise and the Peri

Emanuel Leutze è stato un pittore tedesco naturalizzato statunitense. Era specializzato in particolare nella pittura storica, tra cui il dipinto Washington Crossing the Delaware, attualmente esposto al Metropolitan Museum of Art. Il dipinto Paradise and Peri del 1858, illustra una scena da uno dei quattro racconti che compongono l’Lalla Rookh, una storia d’amore orientale del poeta irlandese Thomas Moore, pubblicato nel 1817
Nella mitologia persiana , i Peri sono degli spiriti alati che stanno tra gli angeli e gli spiriti maligni, e alcune volte visitano il regno dei mortali.
In alcune fonti sono descritti come agenti del male ai quali è stato negato il paradiso fino a quando non scontano una penitenza ; successivamente divengono benevoli.

Emanuel Gottlieb Leutze (1816 – 1868) – Paradise and the Peri
Emanuel Gottlieb Leutze (1816 - 1868) - Paradise and the Peri

Anche Saffo teneva famiglia

Studia Humanitatis - παιδεία

di A. Aloni, in «La Stampa», 12.02.2014, p. 36.   Un papiro egiziano restituisce due frammenti inediti della poetessa: non parlano della sua cerchia femminile ma di due fratelli scapestrati che rischiano di rovinarla

Affresco dall'Insula Occidentalis VI, a Pompei. Donna con tavolette cerate e stilo (o Saffo), 50 a.C. ca. Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Affresco dall’Insula Occidentalis VI, a Pompei. Donna con tavolette cerate e stilo (o Saffo), 50 a.C. ca. Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

La notizia circola da qualche settimana: un nuovo papiro egiziano riporta frammenti di due poemi di Saffo, uno dei quali ignoto. Tutto ha inizio grazie alla generosità scientifica di Dirk Obbink, papirologo di Oxford e curatore della prestigiosa collana dei Papiri di Ossirinco, la più importante del mondo, e la più prolifica di testi inediti. È la seconda volta in questo breve millennio che testi di Saffo vengono ritrovati e pubblicati: dieci anni fa un papiro dell’Università di Colonia ci ha restituito una diversa versione del famoso Carme della vecchiaia e un ulteriore…

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