La violenza delle parole

Le parole volano facili
ne proferiamo troppe,
eccessive, osannanti, sprezzanti
alcune non vengono ascoltate,
tanto che si perdono nel vento.
Possono essere dolci, taglienti
lame a doppio taglio
che aprono a volte ferite
difficili da rimarginare;
come graffi sulla pelle
rigano l’anima, la bruciano,
la segnano per rabbia o vendetta.
Parole, veicoli di pensieri
sorelle del silenzio,
impulsive o meditate,
ma pur sempre frecce
di un funesto arco teso
a centrare il bersaglio
spesso il più debole,
quello del cuore.

Daniela ,2015

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immagine dal web

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Todos ustedes parecen felices…

Controvento

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Voi tutti sembrate felici…
…e sorridete a volte quando parlate
e scambiate perfino parole d’amore.
Ma vi amate l’uno per l’altro,
odiandovi nella moltitudine.
Conservate tonnellate di nausea
per ogni millimetro di gioia
e sembrate – soltanto in apparenza – felici.
E parlate
con il fine di nascondere questa inevitabile amarezza,
e quante volte non ci riuscite,
come io stesso non posso occultarla per molto tempo;
questa straziante, sterile, lunga, cieca
devastazione che lentamente mi trascina verso l’ignoto.

Ángel González, Oviedo 6 9 1925 / Madrid 12 1 2008
traduzione di Luigi Maria Corsanico Nastasi

Amo molto questo poeta, Ángel González, qui in questo blog altre sue poesie. In una autobiografia di una ventina di anni fa, così parlava di se stesso “…. lo scenario ed il tempo che corrispondono alla mia vita mi fecero testimone, ancor prima che attore, di innumerevoli avvenimenti violenti. Rivoluzione, guerra civile, dittature…..Lungamente e prematuramente…

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La favola del tempo

Quando si è fanciulli
si vorrebbero bruciare
le tappe della vita,
il mondo adulto appare più bello
ha il sapore di sfacciata autonomia,
godimento di libertà assoluta.
Ogni anno pare senza fine
si susseguono traguardi
per raggiungere maturità.
Ma pensando poi a quegli anni
dopo una manciata di lustri
fatti di doveri e di conquiste
di soddisfazioni e pianti
la cosa magicamente si ribalta
come in un gioco di specchi.
Ecco allora che ci si immerge
nei sogni più iridati
per scacciare il rigore
che il dovere dell’età impone.
Basta un fiore, un profumo
un suono o un colore
che ci fa ricordare
quell’età spensierata
di inconsapevole bellezza,
ove tutto era stupore
e contagiosa allegria
quando si avevano occhi
quasi solo per i balocchi.

Daniela,2015

Pierre Mornet

Artwork by Pierre Mornet

“Just Like A Woman” ( Bob Dylan)

Un bellissimo brano datato 1966 sempre godibile che fa parte dell’album “Blonde on Blonde” del 1966; qui interpretato da Charlotte Ginsbourg.Di seguito il testo,buon ascolto.

“Just Like A Woman” ( Bob Dylan)

Nobody feels any pain
Tonight as I stand inside the rain
Ev’rybody knows
That Baby’s got new clothes
But lately I see her ribbons and her bows
Have fallen from her curls.
She takes just like a woman, yes, she does
She makes love just like a woman, yes, she does
And she aches just like a woman
Buy she breaks just like a little girl.

Queen Mary, she’s my friend
Yes, I believe I’ll go see her again
Nobody has to guess
That Baby can’t be blessed
Till she sees finally that she’s like all the rest
With her fog, her amphetamine and her pearls.
She takes just like a woman, yes, she does
She makes love just like a woman, yes, she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl.

It was raining from the first
And I was dying there of thirst
So I came in here
And your long-time curse hurts
But what’s worse
Is this pain in here
I can’t stay in here
Ain’t it clear that —

I just can’t fit
Yes, I believe it’s time for us to quit
When we meet again
Introduced as friends
Please don’t let on that you knew me when
I was hungry and it was your world.
Ah, you fake just like a woman, yes, you do
You make love just like a woman, yes, you do
Then you ache just like a woman
But you break just like a little girl.

Flashback

Tra le pieghe della mente
intravedo un profilo angelico,
un pensiero che emerge fra altri,
una traccia forse d’infanzia
priva di un tempo preciso.
Appare come sagoma lieve, eterea
senza colori netti,
poco più di un contorno,
come un’antica foto sbiadita.
Col suo fascino silenzioso
mi solletica i pensieri,
forse non è neppure famigliare
oppure si, fatico a metterla a fuoco,
il caso l’ha riportata ed ora
rivive istanti dentro me.
C’è speranza di trovarle un senso
anche se impreciso, ma rimarrà comunque
luce dolce e confortante del passato
anche se non mi sovverrà nitidezza.
Daniela 2015

Karl F. Struss

image by Karl F. Struss

Visioni immaginarie

Creature immaginarie
vivono dentro noi,
rintanate nel nostro spirito;
spesso le cacciamo
come si fa con cose inutili,
succede spesso quando
il nostro animo è corrotto,
sparso di malesseri
o corriamo a rompicollo
sui binari della vita.
Ma quando sfioriamo il cielo
con la punta delle dita
che brillano d’amore,
questi esseri appaiono
nella loro più splendida bellezza,
complici della nostra mente
sanata da brutture.
Visioni immaginarie
di bellezza sconvolgente
che ci elevano
nella dimensione più incantata,
uno spazio colorato dell’esistenza
come negli anni in cui eravamo fanciulli.
Daniela ,2015

Amanda Clark.

Artwork by Amanda Clark

Pensieri volanti

Sulle nuvole passanti
si appoggiano i pensieri,
s’ intravede ora un volto, ora un albero,
un angelo alato o un gabbiano.
Vari contorni mi suggeriscono
curiose interpretazioni,
ma uno in particolare
mi fa sorridere e mi cattura.
Un gigantesco pallido cuore
la cui forma rimane
per qualche minuto appena,
poi allontanandosi lento
perde la sua fisionomia.
Credo fosse il tuo pensiero
che ha incrociato il mio,
in istanti di dolce eternità,
lassù nello spazio infinito
dove tutto può accadere.

Daniela,2015

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