OrchiDea

Orchidea divina
di dorata luce
splende il tuo volto
nella tarda sera.
Quando il chiarore delle lanterne
volutamente lasciate fioche
scioglierà nella penombra
ogni timido rossore
dietro un paravento
scivolerà il tuo setoso kimono
per donare alle stelle
la tua pelle di luna.
Daniela 2015

Artwork by Samuel Mutzner

Samuel Mutzner

Netsuke, piccole simpatiche sculture

Il Netsuke (si legge “netske”) etimologicamente significa “radice che fissa”, ed è probabile che in origine questo accessorio fosse soltanto un pezzo di legno sommariamente lavorato, ma accuratamente levigato per non sciupare la seta dell’obi, la fascia avvolta come una cintura sul kimono.
Molto presto però, grazie alla loro innata raffinatezza, i giapponesi trasformarono questo ciondolo in una scultura miniaturizzata. I fabbricanti di articoli religiosi furono, pare, i primi a offrire alla loro clientela delle figurine che servivano come netsuke.
Poi il tema favorito dagli scultori di netsuke divenne il mondo animale. Contrariamente all’opinione occidentale, nell’ottica giapponese non esistono bestie considerate vili e altre nobili. Per questo motivo ci sono netsuke a forma di topo di piovra, questo mollusco pare fosse considerato in Estremo Oriente come il simbolo erotico per eccellenza. Accanto alla fauna aborigena reale, raffigurata con uno stile naturalista, si trovano anche delle specie fantastiche come il “kiriu”, una sorta di dragone derivato dal folclore cinese, oppure il “shishi”, mezzo leone e mezzo cane, che tiene in bocca una sfera che la destrezza degli artigiani ha saputo rendere mobile. Più tardi infine vennero rappresentati anche gli oggetti domestici più comuni e ogni sorta di vegetali. Queste statuette, di 5 o 6 cm in media, sono lavorate per lo più in legno di bosso, cipresso, sandalo, ebano, ciliegio, oppure in avorio,corno,giada e altre pietre dure.
Quest’arte orientale è culminante tra il 1750 e il 1850. Su circa 3.000 firme finora identificate, solo alcune dozzine appartengono ad artisti autentici.
Numerosi scultori tra i più importanti e i più antichi, però, non hanno mai firmato le loro opere, mentre altri si attribuivano la paternità di lavori eseguiti in realtà dai loro stessi allievi. Perciò per i collezionisti è meglio giudicare un’opera di per se stessa e non per la firma.
In giro per il mondo ci sono varie collezioni di netsuke: al Museo Baur di Ginevra, al Musée d’Enner a Parigi,al British Museum e al Victoria and Albert Museum di Londra. In Italia c’è una importante collezione al Museo d’Arte Orientale di Ca’ Pesaro a Venezia,altre collezioni si trovano al Museo d’Arte Orientale di Genova e al Museo Poldi Pezzoli a Milano.

Alcuni esempi di netsuke in avorio

netsuke Dog

fox netsuke

netsuke a tigre

Altri esempi di netsuke in legno

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Sarah Paxton Ball Dodson (February 22, 1847 – January 8, 1906)

Artista americana riconosciuta  come  una delle  donne  più meritevoli nella  Parigi di fine  ‘800 .Gli interessi artistici della Dodson erano vasti, dall’influenza francese  classica dei suoi primi lavori,  alla scuole del Rinascimento italiano, seguito da un periodo di ritrattistica realistica. Nel suo tardo periodo lavorò  mescolando realismo e idealismo. I suoi interessi per la  natura e la  poesia hanno influenzato notevolmente sulle sue opere.

Sarah Paxton Ball Dodson, “Meditation of the Holy Virgin”, 1889

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Sarah Paxton Ball Dodson (1847-1906) – “The Morning Stars”

Sarah Paxton Ball Dodson (1847-1906) - The Morning Stars

Categorie in estinzione

Esperti artigiani
dalle preziose mani
con laboriosi passaggi
creano manufatti
di originale bellezza
dove colori,materiali
si mescolano alle idee
impronte personali
tradizioni e luogo
rendono ognuno
diverso e originale.
Animano botteghe, vie
cortili e piazze,
fieri dei loro segreti
le voci colorite
dai richiami altisonanti
narratori di strani aneddoti
stupiscono i curiosi
con mescolanze di
veri e falsi
simpatici o burberi
comunque sempre
tessitori della loro vita.
Daniela,2015

Kashmir

Sole d’inverno, poesia di Antonio Machado

E’ mezzogiorno. Un parco.
Inverno. Bianchi viottoli;
monticelli simmetrici
e scheletrici rami.
Dentro la serra
aranci nei vasi,
e nella botte, dipinta
di verde, la palma.
Dice un vecchietto,
fra il suo vecchio se stesso:
-Il sole, questa bellezza
di sole!…- I bimbi giocano:
l’acqua della fontana
scivola, scorre, quasi muta,
la verdognola pietra.

Antonio Machado

Photo by : Paul Militaru , “to Home”

Paul Militaru to-home

L’edificio Liberty delle Terme Corallo a Livorno

Il complesso termale “Stabilimento delle Acque della Salute” è stato edificato nei primi anni del ‘900 su progetto dall’architetto Angiolo Badaloni (Livorno 1848 – 1920) e inaugurato nel 1905;l’edificio comprensivo di albergo costituisce un tipico e raffinato esempio di architettura in stile liberty, caratterizzato dalla presenza di piastrelle in maiolica e ferri battuti, sia sulle facciate esterne che sulle murature interne dei padiglioni.Fu uno dei primi stabilimenti termali d’Italia che fece meritare a Livorno l’appellativo di “Montecatini al mare”.
Ai tempi del suo splendore era così descritto: “Questo stabilimento per la magnificenza, la ricchezza, l’eleganza ed il comfort è ritenuto uno dei più belli non soltanto d’Italia ma d’Europa”.
Si presenta a forma di anfiteatro con un fabbricato centrale e due padiglioni laterali uniti da un elegante porticato in uno stile di fusione tra quello pompejano e il liberty floreale.
Il fabbricato centrale, con antistante un’ampia terrazza chiusa da balaustra monumentale, ospitava un grande salone per riunioni e concerti caratterizzato da un raffinato lucernario a vetri colorati.
Nel padiglione destro si trovava il pozzo della Sorgente Sovrana, una sala di conversazione e la sala di mescita in cui tre raffinati archi immettevano in una stanza semicircolare dove, da cinque teste di leone in ceramica adornate da maioliche della fiorentina fabbrica Cantagalli, sgorgava l’acqua delle cinque diverse sorgenti che, qui, attraverso condutture, veniva raccolta. Dietro questo padiglione vi era il pozzo della Sorgente Vittoria.Il padiglione sinistro conteneva il pozzo della Sorgente Preziosa, le sale per i medici e il laboratorio chimico-farmacologico. Dietro il padiglione si trovava il pozzo della Sorgente Corallo.
Gli ambienti erano arricchiti da tappezzerie, specchi e mobilia pregiati, da pitture decorative di Mazzanti e Fontana e decorazioni in cemento di Gaetano Sammoggia.
All’esterno un ombreggiato parco era strutturato per le passeggiate di coloro che, per vari tipi di disturbi, dovevano fare la cura delle acque.
Acquistato dopo il 1919 dai ricchi livornesi Chayes, industriali livornesi del corallo, lo stabilimento delle Acque della Salute cessò l’attività termale nel 1940, a causa dell’affievolirsi dell’acqua delle sorgenti.
Una lapide posta sul padiglione diceva:

Scorrendo per tramite occulto
quest’acqua sorgiva
bagnò per secoli inutilmente sotterra
limo vile e infecondo
Curiosità industre commise oggi alla scienza
rilevarne i principî e l’uso benefico
onde meritamente si noma
Acqua della Salute.

Ad oggi purtroppo l’edificio è in totale abbandono.

Attraverso queste immagini dell’epoca trovate sul web si può immaginare lo splendore della costruzione.

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terme corallo

in quest’ultima immagine lo stato d’abbandono

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Infine ,un video trovato su youtube ,che ne testimonia la bellezza passata, con una ricostruzione grafica in 3d.