Trattienimi

Corri,trattienimi
non lasciarmi fuggire
da questo nostro sogno
dove l’azzurro cielo
si mescola all’oro del sole
al rosa delle tue labbra
il bianco della mia pelle,
ai verdi sfumati
dell’erba che ci solletica
al rosso delle fragole,
succosi frutti che come giochi
ci divertono e stimolano
con le loro dolci rotondità,
dove l’oscurità è solo
quella della complice notte;
il resto sono colori
impressi in una tavolozza
di iridata gioia
che sorprende ogni giorno.
Daniela C.,2015

Ossip Zadkine (Russian-French, 1890-1967) “Pursuit”, 1956

Ossip Zadkine (Russian-French, 1890-1967)

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Torna alla memoria una canzone

Ci sono giorni in cui ci si sveglia con una canzone in testa,normalmente si tratta di brani recenti,ascoltati alla radio la sera prima,o tormentoni che ogni stazione radio trasmette più volte al giorno. Chissà perchè una canzone di tanti anni fa mi è saltata in mente proprio stamattina; in un motivo che ritorna alla memoria c’è sempre un perchè…
Si tratta di una canzone di Baglioni tra le meno conosciute, ma secondo me ha un bellissimo testo.

Il mattino si è svegliato (Claudio Baglioni)
Il mattino si è svegliato
e disteso s’è contro il cielo
mentre il prato si è sposato già
a uno spicchio di sole più in là.
Ed un passero
tutto intento
a beccar qua e là
tra il frumento
e la nebbia lenta sale su
e lo stagno non dorme già più.
E la luce ritrova i colori
tra le foglie dei vecchi filari
mi sento vero
come questo cielo chiaro
e un pensiero
torna dolcemente
dentro la mia mente.
E soffiare piano piano
su quel fiore lì così strano
e pensare mentre soffio che
sembra neve ma neve non è.
E poi correre quasi volando
tra i papaveri mossi dal vento
mi sento vero
come l’aria che respiro
e un pensiero
sempre più impaziente
dentro la mia mente
il mattino si è svegliato
e mi accorgo che
voglio te …

Oscuramento

D’improvviso un vento inatteso
raggelò ogni cosa,
sollevò polveri
che in un turbinio
rapido e snervante
ci aggredì come brigante
che depreda gli averi;
tolse il sorriso,
oscurò il sole
che brillava nell’anima
tutto diventò monocromatico e spento.
Ci si rifugiò nel silenzio,
unico amico nell’attesa
rassegnata e indolente
di un cielo più sereno.

Babajaga ,Daniela,2015

Karl Hofer – Il vento (1930) Karl Hofer - Il vento (1930)

Incontro notturno

Nella notte maggese
i nostri sogni a convegno
si sono intrecciati
in un perfetto incastro,
hanno preso forma
in un’antico casolare isolato
di nuda pietra grigia,
cinto di chiome arboree
dagli svariati toni di verde
che infittivano la penombra della sera;
gelsi querce e castagni
hanno protetto la nostra intimità
e quel luogo antico e quieto,
teatro di chissà quali storie
di altri trascorsi amori,
è diventato un dolce rifugio.
Le nostre anime ivi ritrovate
hanno generato una vitale unione
dove i corpi visti dall’alto
han creato voluttuose spire,
movimenti carnali ritmici
danzando nel più dolce
dei rituali d’amore,
e tutto il nostro essere era lì
in quello spazio proiettato
dall’infuocato condiviso desiderio
di sentirci uniti sino al risveglio.
Daniela Cerrato, 2015

immagine da web

uno

Pensieri colorati

(un amore tra ovest ed est)

Pensieri fugaci
volano veloci
diretti e sicuri
coi colori vivaci
della gioia più vera,
verso l’ambita meta
spumeggianti e iridati
nunzi di messaggi d’amore
di speranze e desideri.
Un delicato ronzìo
ora giunge all’orecchio,
pare annunciare
che altrui pensieri
di medesima natura
giungono in risposta,
guardinghi e delicati
al fin che nessuno
si accorga del brusìo
dei nostri cuori lontani.

Daniela Cerrato, 2015

Artwork: Natalya Makovezkya, “Colibri Flight”

Natalya Makovezkya, Calibri Flight

Accarezzo l’erba

Sotto il peso delle stagioni
susseguite per anni
reclino il capo
verso la madre terra
ospitale genitrice
delle mie radici;
accarezzo l’erba
tenera compagna
in giornate scandite
dagli eventi del cielo
e riposo appena
un tempo infinitesimo
dopo tanta resistenza
al battente maestrale.
Daniela C.,2015

Artwork by Carlo Cordua ,”Lui è stanco” pastello su tavola.

per info :https://www.facebook.com/pages/carlo-cordua-pittore-contemporaneo/111815982185962

Carlo Cordua,Lui è stanco pastello su tavola

Impermanenza

tavolozza di vita

Riflettendo…

La Riflessione

Possessi

Una storia dei tempi del Buddha racconta che un giorno,
mentre l’Onorato nel mondo stava seduto con i suoi monaci vicino al ciglio della strada,
si avvicinò un contadino con un’ espressione molto abbattuta, e chiese:

“Avete visto passare una piccola mandria di mucche da questa parte?”
“No” rispose il Buddha, “Mi spiace”.

“Oh santo cielo!” esclamò il contadino,
“Ho perso tutte le mie mucche e l’anno scorso non c’è stata pioggia a sufficienza per un buon raccolto.
Sono così infelice! La mia vita è rovinata”.

Dopo che il poveretto se ne fu andato, il Buddha si volse verso i suoi monaci e disse loro:

”Monaci, non siete fortunati a non possedere alcuna mucca?”

Maestro di Dharma

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L’avere qualcosa è diverso
dall’identificarci,dal confondere in noi
un valore dato dal possesso di beni.
La fortuna è accogliere l’impermanenza,
la consapevolezza che ogni cosa è destinata
a…

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