Dioses de la Mitología Griega

ANIMASMUNDI

Os recomiendo el documental sobre los dioses de la mitología griega. ¡Muy interesante!

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Talvolta i complimenti son stonati

Alcuni uomini nascono adulatori,spargono complimenti come semi in un campo,sperando in qualche attecchimento;come antichi cavalieri brandiscono sciabolate di spiazzante galanteria e con l’avanzare dell’età trabordano di tronfia sapienza su come si debba amare,spavaldi tentano di adescare prede con una tatticissima dialettica.
Ma le loro conquiste rischiano breve durata,i loro sforzi sono saette di vanagloria che mal si presta al vero amore.
L’amore vero non ha certezze,non è fatto di sentenze,non è vanitoso,non si crogiola mai nelle belle frasi di circostanza,non sopravvive se non c’è sostanza,non si compra coi regali,non si basa su protagonismi nè su banali coincidenze.
Esso non rimane facilmente abbagliato da luccicanti apparenze e non si affronta soltanto con modalità basate sulle esperienze già vissute;ogni persona ha una propria personalità e i clichè non reggono.
L’amore si alimenta di ben altro che di parole sdolcinate, a volte persino inopportune.Si dovrebbe cercare di capire bene la personalità della donna in questione per evitare di diventare ridicoli ai suoi occhi; certi comportamenti da Casanova sono stucchevoli e mal si addicono ad alcune…A mio avviso alcuni non hanno il coraggio di parlar chiaro sul loro esclusivo bisogno di fare solo del sesso; sacrosanta necessità pure quella, ma in questo caso siano chiari,meglio l’onestà che una farsesca maschera.E soprattutto non pronunciare a vanvera la parola “amore”.
Daniela,2015

Immagine dal web

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La Peste

I focolai di peste che continuarono a colpire l’Europa fra il XIV e il XIX secolo furono dovuti alla periodica reintroduzione del batterio Yersinia pestis dall’Asia centrale. Le oscillazioni del clima in quelle regioni innescarono infatti brusche variazioni nelle popolazioni locali di roditori, serbatoio permanente di pulci infette, inducendo queste ultime a cercare nuovi ospiti(red)
All’origine delle epidemie di peste in Europa ci furono le fluttuazioni del clima in Asia centrale. La riaccensione dei focolai di peste che hanno continuato ad affliggere il continente dalla grande pandemia della Morte Nera del 1347-1353 fino alle soglie del XIX secolo non fu infatti dovuta alla sopravvivenza di serbatoi dell’infezione in Europa, ma alla periodica reintroduzione della malattia dall’Asia, in concomitanza con fluttuazioni climatiche che influirono pesantemente sulle locali popolazioni di roditori.
E’ questa la conclusione a cui è giunto un ampio studio condotto da ricercatori delle Università di Oslo e di Berna, che firmano un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.
Fu il clima in Asia a innescare le epidemie di peste in Europa
Cammelli della regione dell’Altai. Facilmente infettabili, questi animali furono il principale veicolo di diffusione della peste lungo le vie carovaniere. (© Colin Monteath/ Hedgehog House/Minden Pictures/Corbis)
La peste è causata dal batterio Yersinia pestis, ed è veicolata dalle pulci infette che infestano i roditori. Finora si è ritenuto che in seguito all’arrivo della peste in Europa nel XIV secolo, che decimò la popolazione del continente, si fossero creati dei serbatoi del batterio nella fauna selvatica locale o nei roditori urbani. Per cercare di identificare questi serbatoi Nils Chr. Stenseth e colleghi hanno esaminato i dati relativi a 7711 focolai storici di peste confrontandoli con gli andamenti meteo-climatici in Europa e in Asia, desunti dalle registrazioni dendrocronologiche (la dendrocronologia studia le correlazioni tra gli accrescimenti annuali degli alberi e le condizioni climatiche vigenti in ciascun anno).
Dall’analisi di questi dati è apparso che nulla indica che si siano creati serbatoi persistenti della peste fra i roditori dell’Europa, con l’eccezione di un’area al suo confine orientale, vicino al Mar Caspio. E’ invece emersa una correlazione con le variazioni nel regime monsonico in Asia, chiaramente registrato nei tronchi degli alberi della regione del Karakorum, che hanno influenzato il clima dell’Asia centrale, innescando un meccanismo di diffusione della peste.
Questi eventi climatici in Asia hanno sempre preceduto di circa 15 anni la comparsa di focolai di peste in Europa, un arco di tempo necessario perché la malattia potesse diffondersi attraverso le rotte commerciali, lungo le quali i ricercatori hanno potuto seguire la progressiva comparsa dei focolai.
Fu il clima in Asia a innescare le epidemie di peste in Europa
Tempi di diffusione della peste dall’Asia centrale all’Europa. (Cortesia B.V. Schmid/PNAS)
Per quanto riguarda più specificamente il meccanismo all’origine del fenomeno, le primavere calde seguite da estati umide favoriscono l’espansione delle popolazioni di roditori, comprese quelle che sono i principali vettori di pulci infettate dal bacillo della peste – il grande gerbillo (Rhombomys Opimus) in Kazakhstan, lo scoiattolo delle steppe (Spermophilus undulates) e la marmotta grigia (Marmota baibacina) nella regione dell’Altai. Quando le popolazioni di questi animali crollano in risposta alle fluttuazioni climatiche, la densità delle pulci per animale aumenta drammaticamente, facilitando la diffusione della peste fra quei roditori, tanto da indurre le pulci a cercare ospiti alternativi, fra cui gli animali domestici e in particolare i cammelli.
I cammelli, facilmente infettabili, sono stati infatti il principale mezzo di diffusione della malattia lungo le vie carovaniere fino ai porti del Mediterraneo e del Mar Nero, dove il loro posto è preso dai ratti.
Articolo tratto da Le Scienze,febbraio 2015.

William Blake- Pestilence, Death of The First Born, 1805

William Blake- Pestilence, Death of The First Born, 1805

Breve riflessione sul tempo

Udiamo il tempo
balzare lento
in un ticchettìo perenne,
inesorabile, senza arresto,
placidamente procede
nel suo determinato tragitto
e come lumaca
col suo guscio al seguito
conquista senza freni le tappe
della nostro percorso terreno,
scandendo in successione i momenti
già trascorsi nel loro trascorrere.
Daniela Cerrato , 2015

Artwork by Vladimir Kush.

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