L’arte originale di Agnes Herczeg

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L’artista tessile ungherese Agnes Herczeg è nata nella città di Kecskemet. Si è laureata nel 1997 all’università ungherese di belle arti. Durante gli studi, ha imparato molte tecniche di artigianato tradizionale, dai ricami e merletti al macramè e tessitura. Per creare le sue opere Agnes utilizza solo materiali naturali (rami di albero, radici, frutti, semi, conchiglie, pietre, filati…) che integra armoniosamente in composizioni dall’aspetto originale. Combinando tecniche innovative con fantasia e abilità artigiana,realizza lavori che richiedono parecchio tempo,infatti occorrono diversi giorni solo per completare un piccolo pezzo.
La tecnica adottata da Agnes ricorda la tecnica di tessitura nodulare o semplicemente il macrame decorativo. Questa tecnica è conosciuta fin dai tempi antichi, sin dai primi nodi su un ascia di pietra e dal primo passepartout. Secondo alcune fonti in Europa il macrame è comparso nei secoli VIII-IX. Questa tecnica era conosciuta nell’antico Egitto, Assiria, Iran, Perù, Cina e Grecia antica.
Nei periodi antichi i marinai tessevano una rete di nodi abbinati con cavi che si intrecciavano in vari disegni; molti nodi grazie alla loro bellezza e originalità hanno poi influenzato le arti e l’artigianato del macramè. I modelli risultanti non sono solo belli ma anche decisamente resistenti.

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Francesco Garnier Valletti e il museo della frutta

Francesco Garnier Valletti nacque a Giaveno nel 1808 iniziò la sua attività come confettiere e in seguito cominciò ad esercitare la professione di ceroplasta, prima a Torino e poi a Milano dove venne introdotto alla Corte imperiale di Vienna e lì cominciò a riprodurre oltre ai fiori anche frutti.
La sua attività di modellatore in seguito lo condusse a San Pietroburgo, alla Corte dello Zar Nicola I e dal 1851, cominciò a girare l’Italia e l’Europa esponendo il suo lavoro nelleEsposizioni Internazionali. Collezionò almeno 32 medaglie e nel 1878, venne insignito da Umberto I cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.
Molte delle sue creazioni si possono ammirare a Torino al Museo della Frutta,dove è collocata la straordinaria collezione di oltre mille frutti modellati a fine Ottocento da Valletti.
Il primo Museo Pomologico risale al 1857 nel Regio Stabilimento Agrario dei Burdin,una famiglia di vivaisti trasferiti da Chambery a Torino nel 1822.
L’attuale Museo presenta i lavori di Valletti acquistati dalla Stazione Agraria nel 1927 e custoditi in mobili appositamente costruiti per esporli; i frutti sono rappresentati nella lorointierezza e anche in una visione sezionata con i diversi stadi di marcescenza; centinaia di varietà di mele, pere,pesche,albicocche,susine, uve. Le varietà presenti tutte etichettate sono tanto numerose da far pensare a quante specie sono ormai sparite dai mercati e dalle mense.
Oltre a materiale interattivo vi è anche una ricca biblioteca con interessanti volumi scientifici. Per appassionati o interessati di botanica e agricoltura un luogo interessante dove trascorrere qualche ora.
Il museo si trova a Torino in via Pietro Giuria 15 ; aperto dal lunedì al sabato dalle 10,00 alle 18,00.

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Intervista impossibile a Beatrice

Tra il 1973 e il 1975 su radiorai andò in onda un programma dal titolo “Le interviste impossibili” dove si immaginavano interviste fatte da intellettuali famosi a personaggi della storia passata.Questo è il divertentissimo testo di un fantastico dialogo tra Umberto Eco e una Beatrice Portinari che risulta assai diversa dalla figura angelica descritta dall’Alighieri.Un ascolto assai piacevole che apre a punti di riflessione sul Divin Poeta. 😉

Rimanendo in tema di Beatrice un bellissimo ritratto a lei dedicato del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti (1828-1882) “The Salutation of Beatrice”,

'The Salutation of Beatrice', Dante Gabriel Rossetti.

 

Luce tra le ombre

Luce tra le ombre
nobile e fiera
di un glorioso passato
velata di mistero
che la notte dona
rifletti il tuo viso
sull’umido specchio
che involontario
deforma
la tua bellezza.
Sospiri nostalgica
ricordando
fruscii di sete
d’ampie vesti
struscianti
su selciati
sonoramente picchiettati
da sfiziose scarpette
risate e sussurri
di cipriati volti
incorniciati
da boccolose parrucche
e romantiche note
canticchiate
all’amata
dalle vicine calli.
Mutati i tempi
i costumi e le genti
inossidabile resisti
in un presente
che sfuggente ed avido
offusca ma non cancella
la magia
che solo tu
custodisci nel cuore.
Daniela,marzo 2016

Foto di Kalosf “Ombre”

ombre kalosf

La miglior tv è nelle teche

Paolo Poli e Umberto Eco sono ancora tra noi,dopotutto ciò che conta sono i loro messaggi,la loro personalità meravigliosamente esternata attraverso la loro bravura artistica che è iniziata quando molti di noi erano ancora troppo piccoli per comprenderli. Considero novità ogni cosa che non ho visto letto o ascoltato,anche se si tratta di pezzi datati,perciò reputo interessante questo breve dialogo sul conformismo tra questi due grandi esponenti della cultura,tratto da una trasmissione rai del 1970. Ed è tuttosommato un’esempio di come dovrebbero essere ancor oggi i programmi in tv,ma ormai da diversi anni se non si rovista tra gli archivi c’è ben poco da salvare

Come volo di rondine

Par che provieni
da reconditi miraggi
desideri sfocati
trattenuti a stento,
sogno tra i sogni
il più disperato
e sperato
volo di rondine
che annuncia
un rinnovo
dell’anima,
ora immersa
in salubre delizia,
soave espressione
di dolcezza contrapposta
a consolidata durezza;
grazia che danza
sul palco del cuore
e lo sottrae
ad ogni livore.
La tua presenza
fermerà la mia sete
placherà i miei tormenti,
suggerirà nuove note
a madrigali d’amore;
tu, sobria
tenera essenza
comparsa dal nulla
come quadrifoglio
tra ortiche,
attraverso caldi sorrisi
già m’indirizzi
in direzione
di estatici orizzonti.

Daniela,marzo 2016resized

Sulla tolleranza (Karl Popper)

 

“La tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi. In questa formulazione, io non implico, per esempio, che si debbano sempre sopprimere le manifestazioni delle filosofie intolleranti; finché possiamo contrastarle con argomentazioni razionali e farle tenere sotto controllo dall’opinione pubblica, la soppressione sarebbe certamente la meno saggia delle decisioni. Ma dobbiamo proclamare il diritto di sopprimerle, se necessario, anche con la forza; perché può facilmente avvenire che esse non siano disposte a incontrarci a livello dell’argomentazione razionale, ma pretendano ripudiare ogni argomentazione; esse possono vietare ai loro seguaci di prestare ascolto all’argomentazione razionale, perché considerata ingannevole, e invitarli a rispondere agli argomenti con l’uso della violenza. Dovremmo quindi proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti.Dovremmo insomma proclamare che ogni movimento che predica l’intolleranza si pone fuori legge e dovremmo considerare come crimini l’incitamento all’intolleranza e alla persecuzione, allo stesso modo che consideriamo un crimine l’incitamento all’assassinio, al ratto o al ripristino del commercio degli schiavi”.

Karl Popper (1902 – 1994) La società aperta e i suoi nemici

Memoria azzerata

Una riflessione sulla memoria,una ricchezza alla quale attingiamo gioie o tristezze passate,nomi,volti,luoghi e tutto ciò che ha arricchito la nostra vita;dunque estremamente importante per creare collegamenti col presente. Ebbene da quando mia madre dopo una seria ipossia perse gran parte della memoria mi son sempre chiesta cosa in realtà ricordasse della sua vita, perchè nei due mesi che ha trascorso in tale condizione prima di andarsene, noi famigliari abbiamo avuto  la sensazione che si ricordasse soltanto cose legate alla sua infanzia-giovinezza. Parlava con noi ma non abbiamo mai avuto la certezza che le sue risposte peraltro vaghe fossero date con la consapevolezza di chi avesse davanti a sè. So che non c’è risposta a queste domande,ma nel calvario che le abbiamo visto trascorrere c’era sicuramente un mio malessere profondo nel non poter sapere come veramente si sentisse,cosa stesse provando ,se avesse ogni tanto qualche barlume in più,qualche spiraglio di memoria riacceso dalle nostre voci che le ricordavano particolari della nostra vita insieme.E’ incredibile come a distanza di anni mi ritorni sempre in mente questa cosa,questa impossibilità di comunicare come avevo sempre fatto con lei in uno splendida confidenza che andava oltre quello di semplice madre/figlia.
La funzionalità del “corpo macchina perfetta” è assai labile,bastano pochi istanti in più senza l’assoluta rapidità di soccorso perchè si inceppi un meccanismo così complicato e delicato. Ed è una tragedia nella tragedia,perchè pur sapendo che non si sarebbe ristabilita,avrei voluto avere almeno la possibilità di parlarle come sempre,di sentirle pronunciare ancora una volta il mio nome e non solo quello dei suoi genitori e  nonni,di poter fare qualcosa in più per lei,di rendermi conto di cosa percepisse e anche della sofferenza che provava.
Anche se è noto che il decorso di un brutto infarto può causare totali o parziali vuoti di memoria, mi capita spesso di avere ancora questi pensieri,quasi come se fossi stata io a smarrire la chiave per la combinazione che avrebbe potuto aprire la porta dei suoi ricordi.
Daniela,marzo 2016

Artwork by Agostino Arrivabene

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Pazzo cuore

(…se tu fossi qui…)

Pazzo cuore
che s’infiamma
urta contro il petto
e lo percuote,
diviene tamburo
scandisce un ritmo
in interminabile ascesa
rimbomba nelle orecchie
infastidite appena
dal suo marcare
un tempo che corre,
mentre vorrei fermarlo…
perchè non sei qui
a sorprendere i miei occhi…
così dopo tanto tempo
quel tuffo ricompare
al tuo pensiero e risveglia
lo spazio infinito
di dolcezza e passione,
la follia di un tempo
che non chiese nulla
se non amore
un dare e avere
finchè ci fu permesso
di trasformare il desiderio
in un solo fiato,
lontani su strada
ma vicini di cuore.

Daniela,marzo 2016

Artwork by Agostino Arrivabene,”Amor vincit omnia”

Agostino Arrivabene,amor vincit omnia