Mancato rispetto dei diritti sulla terra

L’uomo non imparerà mai a rispettare l’ambiente è troppo avido per accorgersi della sua autodistruzione,il denaro incenerisce il buonsenso e le priorità importanti; per ampliare la lettura del posto rilancio l’articolo.Grazie Marianna.

marianna il corso delle cose

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Foreste africane sotto attacco

I polmoni verdi africani sono minacciati. È quanto emerge di un’inchiesta pubblicata il 23 febbraio scorso dalla sezione francese di Greenpeace. Gli ambientalisti puntano il dito contro il colosso dell’agro-business Socfin e lanciano una petizione per evitare la deforestazione nel Bacino del Congo e negli altri paradisi ecologici del continente.

di Michela Trevisan

La produzione di olio di palma è in aumento, e l’Africa è la nuova frontiera. Clima ideale, lacune legislative e corruzione favoriscono, secondo gli attivisti di Greenpeace, un numero sempre maggiore di investimenti che si concentrano attorno alle ricche zone forestali del continente. Azienda leader mondiale dell’agro-business è la holding lussemburghese Socfin, presente attraverso le sue consociate in otto paesi: Ghana (Psg), Liberia (Lac-Src), Sao Tomé e Principe (Agripalma), Sierra Leone (Sac), Costa d’Avorio (SoGB), Nigeria (Okomu), R.D.Congo (Brabanta), Camerun (Safacam e Socapalm). I principali azionisti della Socfin sono il belga…

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Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

9 pensieri riguardo “Mancato rispetto dei diritti sulla terra”

  1. Il dio denaro é l’unico che unisce tutti i popoli. La stupidità umana é tale che in nome di inutili pezzi di carta si distrugge la propria Terra. Come i figli ingrati della cronaca nera che uccidono i propri genitori e fratelli per prendersi l’eredità

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  2. Il problema è che non si può semplicemente dire ad un paese come, che so, la Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), che conosco abbastanza bene: tu non devi deforestare. Con tutti i problemi che hanno, quelli se ne fregheranno della deforestazione anche se poi gli ricadrà sulla testa, o comunque pur con la buona volontà non avranno le forze per opporsi alle multinazionali. Non ci riusciamo in Europa, figurarsi. Quello per cui c’è da lavorare è una coscienza mondiale ma anche una assunzione di responsabilità: cioè, se la foresta è importante per tutto il pianeta come lo è, deve essere tutto il pianeta a prendersene carico; e quindi se vogliamo che la RDC se ne prenda cura (vale per l’Amazzonia, l’Artico…insomma per tutto..) va pagata. Può sembrare cinico, ma in tempi dove tutto ha un valore economico è l’unico modo per uscirne, secondo me: se deforestare rende un TOT, non deforestare deve rendere di più.

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    1. comprendo il tuo punto di vista,ma quando si tratta di ottimizzare la vita,di salvaguardare l’ecosistema,la salute,di agire per le future generazioni ,siamo sicuri che sia l’unica carta da giocare e che dobbiamo anche in questo caso farne una questione monetaria? non si subodora aria di ricatto cui piegarsi?

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      1. Si, ed è un pò la stessa logica di quando si monetizza la CO2 che si immette nell’atmosfera… ma certa gente (noi, in fondo) toccarla nel portafoglio è l’unico modo per fargli capire le cose… ed a volte non basta nemmeno quello… in attesa di un supergoverno mondiale illuminato l’alternativa è contrattare quanta foresta salvare… e nel frattempo veder morire ammazzati, come succede in Amazzonia, quelli che veramente si spendono per fermare l’avanzata delle seghe circolari… in Indonesia in pochissimo tempo hanno distrutto distese immense di mangrovie… e siamo sempre lì: se l’alternativa non la diamo, ma li paghiamo per piantare le palme da olio, quelli pianteranno palme…

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  3. Condivido il pensiero di giomag59: anch’io sono convinto che il solo modo di sensibilizzare governi, aziende e relative lobby sulla salvaguardia degli ecosistemi, sia di renderla un’attività più appetibile degli interessi che al momento vengono perseguiti. A coloro cui non importa nulla di deforestazioni, depauperamento del suolo e cambiamenti climatici, vuoi per avidità vuoi per più stringenti problematiche a breve termine, nessuna conferenza o attivismo ecologico ispirerà una mai una coscienza né farà cambiare idea, fuorché il denaro. E’ una considerazione amara, ma quanto meno può offrire un valido compromesso.

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