Sulla tolleranza (Karl Popper)

 

“La tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi. In questa formulazione, io non implico, per esempio, che si debbano sempre sopprimere le manifestazioni delle filosofie intolleranti; finché possiamo contrastarle con argomentazioni razionali e farle tenere sotto controllo dall’opinione pubblica, la soppressione sarebbe certamente la meno saggia delle decisioni. Ma dobbiamo proclamare il diritto di sopprimerle, se necessario, anche con la forza; perché può facilmente avvenire che esse non siano disposte a incontrarci a livello dell’argomentazione razionale, ma pretendano ripudiare ogni argomentazione; esse possono vietare ai loro seguaci di prestare ascolto all’argomentazione razionale, perché considerata ingannevole, e invitarli a rispondere agli argomenti con l’uso della violenza. Dovremmo quindi proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti.Dovremmo insomma proclamare che ogni movimento che predica l’intolleranza si pone fuori legge e dovremmo considerare come crimini l’incitamento all’intolleranza e alla persecuzione, allo stesso modo che consideriamo un crimine l’incitamento all’assassinio, al ratto o al ripristino del commercio degli schiavi”.

Karl Popper (1902 – 1994) La società aperta e i suoi nemici

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12 risposte a Sulla tolleranza (Karl Popper)

  1. indianalakota ha detto:

    Concordo in pieno!

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  2. francescopicciotto ha detto:

    e se siamo noi stessi (e quando dico noi intendo proprio tutti noi anche nel nostro piccolo) i “genitori” degli intolleranti?

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  3. Julian Vlad ha detto:

    Non potrei essere più d’accordo.

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  4. Nico ha detto:

    Cara Daniela hai postato il pensiero di un filosofo che amo, non a caso Popper è considerato il padre del razionalismo critico quindi nemico dell’Empirismo logico. Per lui ogni teoria scientifica, in base al razionalismo critico, appartiene al mondo delle certezze in quanto potrà essere
    verificata indirettamente iniziando dalle conseguenze che provoca, ecco perché quando si parla di conoscenza umana, si fa riferimento alla predisposizione dell’uomo a risolvere i problemi in modo ipotetico creando quindi una Contraddizione tra la teoria enunciata e l’osservazione dei fatti.
    É quindi la Contraddizione che porta l’uomo a cercare la certezza attraverso vari tentativi, quindi di conseguenza attraverso gli errori.
    Quindi carissima Daniela in ogni momento della nostra vita noi facciamo uso continuo della contraddizione, ed è un bene questo, perché in base alle nostre esperienze fatte di successi ed errori , creiamo dei modelli mentali che useremo poi come guida alla ricerca della verità.
    In effetti nell’articolo che hai postato di Popper, è proprio l’uso costante della Contraddizione che fa porre domande continue, che permette quindi di arrivare per tentativi ad una certezza.

    Gran bel post, brava! 🙂

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    • Daniela ha detto:

      la certezza è un punto in continua discussione,aperto a nuove conferme o a contestazioni;è un pensiero che condivido e mi sembra un’argomento su cui meditare parecchio,proprio oggi che ci sono sempre più persone che pensano di avere tra le mani la verità assoluta.
      ciao Nico e grazie.

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  5. Nico ha detto:

    …anzi, visto che è possibile aprire un dibattito sull’argomento Verità e Certezza, ti faccio un copia e incolla di un mio articolo postato sul blog lo scorso anno, sembra capiti a fagiolo 🙂

    da: poesiacultura

    La “verità” è un tema affrontato da molti filosofi antichi, tutti ma proprio tutti hanno voluto distinguere il concetto di verità da quello di certezza, posso citare Platone, Aristotele, Epicuro, Cartesio, Kant e molti altri, ma anche filosofi dell’era moderna hanno voluto esprimere il loro pensiero su questo concetto, fra questi Karl Popper, egli affermava quanto segue:

    “La certezza è uno stato di convinzione soggettiva considerato in genere come effetto di un’evidenza, quindi parliamo di verità di ragione fondata sull’evidenza. Per una comprensione della teoria di Senofane sulla verità è importante mettere in evidenza che Senofane pone una chiara differenza tra la verità oggettiva e la certezza soggettiva. La verità oggettiva è la corrispondenza di un’affermazione con i fatti, in qualsiasi modo noi conosciamo ciò – la conosciamo per certa – o no.
    Perciò la verità non deve essere confusa con la certezza o con una sapienza certa. Colui che conosce qualcosa con certezza, è colui che conosce la verità. Perché conoscere con certezza, significa possedere la verità. Anche la consapevolezza dell’esistenza di una conoscenza congetturale è importantissima. Ci sono verità a cui noi possiamo avvicinarsi solo con laboriose ricerche. La nostra strada quasi sempre ci conduce attraverso gli errori. E senza la verità non ci può essere errore ( e senza errore non c’è fallibilità). “

    Termino riassumendo quanto sopra, si parla di Certezza in quanto la stessa è forma della conoscenza, quindi soggettiva, si parla invece di Verità quando la stessa è forma dell’Essere, quindi oggettiva.
    Un evento è infatti “vero” in sé, “certo” in rapporto a un osservatore esterno. E’ poi indifferente che chi osserva possa conferire valori diversi allo stesso evento, sviluppando quindi in verità soggettive: tutte queste verità soggettive saranno infatti riferite all’essenza del fatto e potranno quindi esistere anche senza alcun osservatore.

    Scusami per averti riempito lo spazio..

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  6. Nyno ha detto:

    Daniela
    hai condiviso un pensiero
    che
    condivido pure io.
    L’ho apprezzato davvero.
    Mi piace staccarmi da soliti e banali
    pensieri messi così senza
    senso.
    Ti bacio.

    Nyno.

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  7. Daniela ha detto:

    capita che per i fatti che accadono attorno a noi ci si debba interrogare su delle questioni piuttosto complesse.Non sempre è facile avere una risposta ai “perchè” e ai “come” che ci poniamo o ad avere la chiarezza sulla posizione da prendere in merito, ma riflettere e analizzare i concetti di alcuni grandi di indubbia saggezza ci aiuta. Grazie per il tuo commento,buona giornata Nyno.

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