“Far brillare il fango”: il dorodango come forma d’arte

Una realizzazione artistica orientale che richiede pazienza ed ha una valenza spirituale che si può paragonare ai Mandala dei monaci buddisti

Il padiglione d'oro

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Avete mai creato un dorodango?
Non è facile per noi occidentali comprendere l’armonia e la pace interiore che possono scaturire da questa, solo in apparenza, semplice e banale attività. Tuttavia questa forma d’arte è una ricerca di bellezza e perfezione che potrebbe essere utile per staccare dalle nostre nevrosi e dal nostro occupare il tempo in modo compulsivo, oltre a produrre un risultato che potrebbe farci sentire orgogliosi della nostra abilità.
Ma non è così semplice come potrebbe sembrare nel vedere il prodotto finito. D’altronde, le cose belle, veramente belle e ricercate, non sono mai facili da ottenere.
Cerchiamo prima di capire cos’è questo oggetto con questo strano nome.
Dorodango (da doro, fango, e dango, pietanza giapponese costituita da riso compatto a forma di gnocco), conosciuto anche come hikaru dorodango, significa letteralmente “far brillare il fango”: è una forma d’arte d’origine giapponese che consiste nel manipolare…

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13 risposte a “Far brillare il fango”: il dorodango come forma d’arte

  1. Franz ha detto:

    Non credo di saper affrontare una tale abilità artigianale…ma l’unione tra le piccole sfere e la forma a spirale sembra richiamare la sequenza benigna dell’universo

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  2. tachimio ha detto:

    Trovo bellissima questa tecnica . E chi meglio dei giapponesi poteva praticarla? Le sfere a guardarle, nessuno direbbe provengano dal mischiare acqua e fango. Una capacità manuale che richiede credo anche tanta pazienza. Grazie mille cara Daniela. Un abbraccione. Isabella

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  3. ACWRyan ha detto:

    Davvero molto interessante! Proverò con dell’argilla, dal vigneto di mio nonno… Questa tecnica aiuta a riprendere contatto con la natura: terra, acqua, aria e ghiaccio… Un respiro di bellezza e semplicità che non nasce mai dal nulla, ma anzi, da tanta fatica, come un piccolo seme che produce una pianta…

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    • Daniela ha detto:

      🙂 è bello poter almeno tentare l’esperimento…in città la vedo dura,mi accontento di avvicinarmi alla natura appena posso in altri modi,godendo il più possibile delle passeggiate tra il verde in cui purtroppo almeno per ora non risiedo.

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  4. Neda ha detto:

    Grazie per aver segnalato questo sito!
    Buona giornata.

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  5. beebeep74 ha detto:

    bellissima questa cosa! grazie per avermela fatta scoprire 🙂

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  6. Julian Vlad ha detto:

    Semplice e straordinario. Non riesco a immaginare la pazienza necessaria a conseguire una manualità tale, sì da modellare delle sfere con le sole mani. Opere che sembrano dire: tutto si può, basta volerlo, e dedicarvi il tempo che occorre, senza fretta né affanno.

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