Yves Bonnefoy, La casa natale

Mi svegliai, era la casa natale,
la schiuma s’abbatteva sulla roccia,
non un uccello, solo il vento ad aprire e chiudere l’onda,
l’odore dell’orizzonte da ogni parte,
cenere, come se le colline celassero un fuoco
che altrove divorava un universo,
passai nella veranda, la tavola era apparecchiata,
l’acqua urtava i piedi del tavolo, la credenza.
Bisognava comunque che entrasse, la senza-volto
che sapevo sbattesse alla porta
del corridoio, dal lato della scala scura, ma invano,
tanto alta era già l’acqua nella sala.
Giravo la maniglia, che resisteva,
quasi sentivo i rumori dell’altra riva,
quelle risa dei bimbi nell’erba alta.
Quei giochi degli altri, per sempre gli altri, nella loro gioia.

Yves Bonnefoy, La casa natale
da Le assi curve (Mondadori, 2007)
Traduzione Italiana di Fabio Scotto

 

bonnefoy

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3 risposte a Yves Bonnefoy, La casa natale

  1. vikibaum ha detto:

    affascinante…tra sogno e realtà. buondì dani

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