Chissà…

Qual sarà la reale paura
di passar a pura essenza
se questa vita è ben più dura
l’altra migliore per credenza?
Daniela 2016

dipinto di Frank T. Zumbachs,”Mysterious World”

frank-t-zumbachs-mysterious-world

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19 risposte a Chissà…

  1. Vittorio Tatti ha detto:

    Paura?
    Nessuna, dal momento che credo non esista niente dopo la morte.

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  2. Giuliana ha detto:

    se non si ha chiarezza di cio’ che si vuole realmente si sara’ sempre insoddisfatti

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  3. isidoromartinelli ha detto:

    La poesia è molto bella.
    Sinceramente, se posso, avrei scritto “migliore” al posto di “miglior”, mi sembra che suoni meglio nel contesto.Ma va bene comunque.
    A presto !

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  4. Nyno ha detto:

    Cosa posso dirti?
    leggerti
    è supremo
    e
    io non capisco
    come la tua
    arte possa
    entrarmi dentro.
    Empatia
    sempre
    empatia.
    Ti abbraccio e ti bacio

    Nyno

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  5. Daniela ha detto:

    alcuni processi mentali sono inspiegabili,ma ben vengano se son positivi 🙂
    Baci ricambiati simpatico Nyno

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  6. fausto ha detto:

    Davanti alla morte di tutti e due i genitori, ci si sente come se le radici della vecchia quercia venissero recise. E allora ci si guarda in giro e si prova una sorpresa strana: è come se si avesse la conferma definitiva che si può restare in piedi anche senza le radici. Noi che non siamo dei “clonati,” ma tutti originali, sentiamo però che i nostri genitori portano via nella morte qualcosa che faceva parte di noi, del nostro corpo ed è come se qualcosa di noi venisse sepolta con loro, e tuttavia noi continuiamo a vivere senza quelle radici, essendo diventati a nostra volta radici, in attesa di essere recise.
    La trasmissione della vita, questa catena meravigliosa che dura da decine e decine di milioni di anni e che andrà avanti chissà fino a quando, non è interrotta dalla morte, anche se qualcuno dei suoi anelli non genera altri anelli. E’ una catena così ricca da sopportare sterilità fisiche naturali, volute per il Cielo o per altre ragioni. E’ la catena della specie che non può interrompersi e garantisce la continuità. Eppure la morte appare come un attentato a questa continuità. Forse è per questo che la natura ci spinge a considerarla nemica. E io credo che, in effetti, sia difficilissimo, forse impossibile accettare la morte per un motivo qualsiasi che venga dalla ragione.
    Umanamente parlando la morte è l’interruzione di un progetto che è stato concepito senza limiti; è la rottura di rapporti nati per durare all’infinito, perché fondati sulla carne e sul sangue, ma anche sul pensiero e sull’amore o sul suo contrario. E’ solo la rivelazione pasquale che consente di superare le grandi svolte della vita, le svolte che produce la morte dei genitori – o dei figli, che sembra ancora più assurda – o delle persone più care. Una morte provoca sempre sconquasso nella vita di alcune persone. Ma la rivelazione pasquale realizza un paradosso mai immaginabile da mezzi umani. La Pasqua è la rivelazione della vita mediante la morte. E’ il Signore della Vita che ce ne spiega il mistero accettando di morire e di seguire quel comune, inaccettabile percorso che conduce fino alla sepoltura. E’ come se il Signore avesse lasciato vincere la morte fino alla soglia della corruzione, per poi fermarla e dire a noi: la nemica è vinta, guardate, perché io l’ho vinta anche per voi. E noi, che eravamo già stremati su quella soglia della corruzione, come quando vediamo apparire i segni della disfatta sul corpo dei nostri cari, appena la morte li ha presi, noi abbiamo ricominciato a sperare. Sì, è così miei cari: il Signore della Vita ci spiega la vita con la morte.
    E tutto questo non impedisce però di piombare nel dolore, perché la morte rimane quella che è: l’interruzione di un progetto, la soluzione apparente della comunicazione amorosa, parentale, amicale. Ma è solo apparenza. Ecco un altro capitolo della lezione pasquale del Signore della Vita. E’ interruzione solo apparente, perché il progetto continua, perché la vita continua e perché la comunione tra noi e i nostri cari non conosce interruzione.
    E’ così: le radici non sono recise, la comunicazione non viene interrotta. E’ solo tutto cambiato: è la vita che viene mutata, ma non annullata. Perché il Signore della Vita è Risorto.

    LA VITA OLTRE

    di Fausto Corsetti

    Un abbraccio forte
    Fausto

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