Moldavia, lapidata a 14 anni — libroguerriero

Rebloggo perchè ciò si sappia e si mediti,poichè come giustamente sostiene l’autrice del post la lotta contro il femminicidio comincia dal non ignorarlo.Ciò che sconcerta è innanzitutto l’età sia della vittima che dei suoi carnefici,ragazzi che dovrebbero avere una visione della vita ancora spensierata e innocente,priva di qualsiasi forma di violenza e invece agiscono come se avessero dentro le loro anime un cumulo enorme di rabbie da sfogare…sconcertante

di Marilù Oliva Lo so che non ne vorreste sentire, di queste storie, tanto meno sotto Natale. Lo so che in molti preferiscono la finzione delle luminarie e del clima festoso. Ma non importa, credo che il primo passo per combattere il femminicidio sia non ignorarlo. Settimana scorsa sono venuta a conoscenza di questa notizia […]

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16 risposte a Moldavia, lapidata a 14 anni — libroguerriero

  1. indianalakota ha detto:

    Mostri che andrebbero estinti! Io ho scritto un post su uno stupro avvenuto in un centro sociale:non c’è limite allo schifo!

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  2. le parole di paola-illaboratoriodipetunia2 ha detto:

    Straziante!!!!potrebbe essere mia figlia…che parole esistono per commentare?nessuna!!

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  3. Giuliana ha detto:

    non riesco piu’ a dire nulla

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  4. Non posso mettere un “mi piace”…. Qui assistiamo all’abisso, nessuna pietà, nessun raggio anche minimo di ragione… nulla, solo ferocia, giustificata dalla gelosia !!! Che assurdo, offensivo, maledetto tentativo di dare un senso ad un’azione distruttrice….

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  5. sak2010 ha detto:

    Non posso esprirermi… per motivi di censura (ogni parolaccia sarebbe, comunque, superflua)!!

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  6. marinaraccanelli ha detto:

    sconvolgente

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  7. giomag59 ha detto:

    Tutto il mondo è paese, dunque. Avevo appena scritto di quei due ragazzi che hanno dato fuoco per gioco ad un uomo, a Siracusa… Qui è la solita storia: Tu sei mia, e devi essere solo mia, o mia o di nessuno. Tutti i giorni, tutti i giorni, tutti i giorni… a quattordici anni, come a venti, a cinquanta, lapidate, bruciate, sfregiate… eppure sono figli di donne, fratelli di donne, e magari quelle guai a chi gliele tocca. Incapaci di dominare pulsioni e aggressività, pazzi in altre parole, ma capaci di intendere e di volere. Assassini, che scaricano la colpa sulla loro vittima: è lei la traditrice, lei che mi ruba i figli, lei che mi ha abbandonato, lei che, lei che… donne, penso che siate troppo buone. Chiedete voi strumenti e leggi per arginare ed infine mettere fine allo strazio quotidiano. Coercizione severa, rieducazione psichiatrica, castrazione chimica, divieto di patteggiamento, attenuanti e benefici di pena, credo che sia ora di prenderle in considerazione seriamente perché le leggi attuali e la loro applicazione non mi pare siano un deterrente sufficiente.

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  8. Julian Vlad ha detto:

    Episodio di una brutalità agghiacciante, che sconcerta. Ma temo che parlare di follia sia fuorviante. Sono troppi i casi di cronaca analoghi, con vari livelli di sadismo, per poterli circoscrivere come anomalie occasionali, violente eruzioni morbose dalle quali noi che leggiamo e commentiamo possiamo implicitamente sentirci immuni (non in quanto vittime, ma in quanto potenziali carnefici).
    Credo vada accettata l’idea che l’umanità sia anche questo, che esistano leve sottili che in circostanze imponderabili facciano scattare i lati più oscuri e abominevoli che la nostra natura nasconde. Con questo non voglio certo giustificare o minimizzare nulla, ci mancherebbe altro.
    Ma confesso la mia disarmata impotenza nell’ipotizzare un qualche genere di prevenzione davvero efficace.

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    • Daniela ha detto:

      prevenire penso sia impossibile però accertati i responsabili credo non si debba transigere su pene esemplari

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      • Julian Vlad ha detto:

        Ecco, sulle pene esemplari mi vengono in mente idee un po’ estreme (ho letto troppi romanzi e visto troppi film, lo so), che per fortuna non si possono (più) applicare, anche se da qualche parte nel mondo c’è ancora chi lo fa, e noi li consideriamo dei barbari incivili, arretrati e tribali. Forse lo sono davvero, ma io temo che in fondo sotto sotto lo siamo un po’ tutti, che la cosiddettà civiltà sia solo una sovrastruttura patinata che può saltar via come niente; la differenza sta nel fatto che per la maggior parte non avremo mai motivo né occasione di scoprire questo potenziale nascosto, distruttivo e terrificante.
        Ma sto divagando. Le pene certe e commisurate al “potenziale” espresso da simili orrori servono non solo a fare giustizia ma a impedire che alla prima vittima se ne aggiungano altre, e questo vuol già dire molto, significa salvare delle vite, anche se non tutte. Però manca un vero effetto deterrente, che aiuti a salvarne di più. Forse non esiste, o non può essere concepito, a meno di non voler avallare metodi nazistoidi, e non mi pare proprio il caso. Non posso però fare a meno di provare sconforto, al pensiero che per scoprire il mostro manifesto occorra prima attendere che massacri una vita innocente.

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      • Daniela ha detto:

        ahimè,non posso che condividere questo tuo pensiero

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