In attesa del portalettere

Inchiostro scorreva
dal pennino alla carta
con calligrafia migliore
per dettati del cuore
e per dolce ambasciata
impregnate le fibre
di delicato profumo
si affidava alla busta
l’accorata speranza
di batticuor ricambiato.
La missiva
giunta a sorpresa
intrisa di sospiri
d’amore era pregna
in tangibil materia
pertanto si secretava
in luogo sicuro
come oro prezioso
posto ad altri il veto.
Ora freddi caratteri
appaiono impersonali
su dispay similari
con parole sincopate
scopiazzate sciupate
da faccine banali
niente corsivo
di bella mano
ma stampatello
un po’ villano
manca lo stile
buon gusto e poesia
che i tempi
si son portati via.
Daniela,2016

Foto per gentile concessione di Sak2010  (www.flickr.comphotoszak3000 )

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Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

18 pensieri riguardo “In attesa del portalettere”

      1. Infatti: ci permette di comunicare con chi sta dall’altra parte del mondo, ma ci scordiamo chi è vicino.
        Che poi io sono il primo a dire di non “accontentarsi” di frequentare persone che non si sopportano, solo perché sono più vicine geograficamente; però una volta che si trovano anche nel virtuale, pure se fossero vicine, non ci si schioda dal display.

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  1. L’impressione è che certi valori vadano perduti per sempre. Tuttavia, siccome la vita, l’esistenza e la storia, paiono avere uno svolgimento circolare, c’è sempre la speranza di un nuovo inizio, che per sua natura sarà traumatico. Spero di non essere stato troppo contorto…

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  2. Che magnifico regalone mi hai fatto! 🙂
    Grazie per aver usato una mia foto!!!
    Che nostalgia della carta e della penna; quanti ricordi quando si usava ancora la “cannuccia” con il pennino “Tour Eiffel” che regolarmente si rompeva quasi subito e facevi una doccia di inchiostro blu quando il primo giorno di scuola era il più bello, il profumo dell’astuccio si mescolava a quello della carta dei quaderni e dei libri e di mandorla della Cocoina.

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      1. Purtroppo no! ero in una scuola di preti esclusivamente e tassativamente maschile (solo da poco si sono aperti alle fmminucce) ma sono contento di esserlo diventato adesso!

        P. S. allora non ero il solo a “sniffare” alle elementari 🙂

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      2. E non sono i soli “profumi” delle primine ad essere scomparsi ti ricordi quello della benzina e della macchina nuova? Purtroppo anche quelli sono scomparsi fisicamente ma rivivono nella nella memoria come le Madeleines proustiane; a proposito a quando un te insieme?
        Intanto augurixxxxxxi per l’anno che verrà “siccome sei molto lontana più forte ti scriverò…”

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  3. Mi trovo in piena sintonia con questi tuoi versi delicati, ma che fotografano poeticamente e criticamente la realtà del “virtuale” nel comunicare odierno. Certo, per chi ha superato la soglia di quella che un tempo si chiamava la terza età, non può non essere forte la nostalgia del bel tempo passato a scrivere lettere d’amore, di amicizia, addirittura con quella famosa stilografica regalata alla prima comunione… Per carità non voglio scivolare nel libro Cuore, ma stiamo parlando di tempi ormai chiusi nella memoria; oltretutto devo essere riconoscente a questi mezzi tecnologici, vivendo in una zona molto a sud del Chile, mi sarebbe impossibile raggiungere ed essere raggiunto così tempestivamente… Grazie dunque al web, ma con una punta di malinconia, ripensando a quelle emozioni del passato… Grazie! Serenità per il nuovo anno!
    Luigi Maria

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    1. non ho ancora raggiunto la soglia della mezza età ma ricordo perfettamente che nel periodo scolastico per imparare meglio l’inglese si corrsipondeva con coetanei d’oltremanica e nelle buste oltre le lettere si trovavano francobolli,foto,cartoline e vari altri gadgets .Anche quello è un bel ricordo,ora esistono allegati di email che però sono impalpabili.
      Grazie per il tuo bel commento e Felice Anno Nuovo anche a te.
      Daniela

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  4. Credo che le lettere importanti si debbano ancora scrivere a mano.
    Ne ho conservato l’abitudine, o se vogliamo il vezzo.
    Peccato che, troppo spesso, le persone a cui sono destinate finiscano per apprezzarne la forma, in luogo (e assai più) del contenuto.
    Anche saper leggere, come il saper scrivere, è un’arte in via di estinzione.

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