A Isadora

Sfortunata ribelle
dai piedi scalzi
con chiome sciolte
volteggiavi libera
in pensieri e corpo
pari a libellula
in controvento
fluttuavi come onda
in un mare di note
e quel movimento
di grazia diversa
in pepli leggeri
stupiva per modernità
e naturale energia
sin che sciarpa fatale
impigliata nell’auto
al tuo collo avvolta
spezzò il tuo respiro.

Daniela Cerrato,2017

Isadora Duncan ( 1877 – 1927)

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Notturno

Idee  in marea piatta
tamburellano le dita
su carta che non canta
seppur silenzio invita
ma la mente non s’accende
il brusìo non si fa voce
intanto notte scende
e stanchezza cangia in croce
pesante, su occhi arresi
già rapiti a mia insaputa
da Morfeo che ridendo scruta
scarsa mia difesa a lumi accesi,
mano a  visiera  invero è poca cosa
e l’encefalo in parte già riposa
la penna cade mi lascio sì rapire
dal buio e dai sogni,beato divenire.

Daniela Cerrato,2017

dipinto di Boleslas Biegas, Chopin, 1919

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Una casa romana a Omrit, in Israele (reblog)

Una casa costruita tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C. è stata scoperta nel sito archeologico di Omrit, in Israele. Una squadra diretta dall’archeologo Daniel Schowalter (Carthage College) ha scavato l’edificio e rinvenuto degli elaborati affreschi con scene di natura. Le immagini sopravvissute raffigurano immagini di alberi, arbusti, volatili, pesci e […]

via Scavata una casa romana a Omrit, in Israele — Il Fatto Storico

Umanità letale

Da una notizia Ansa del 21 febbraio 2017:

“Sos elefanti, in 10 anni 25mila esemplari uccisi in Gabon
Il bracconaggio continua a decimare gli elefanti africani. L’ultimo allarme arriva dagli studiosi della Duke University, secondo cui in appena 10 anni si è ridotto dell’80% il numero di esemplari presenti nel parco nazionale di Minkébé, in Gabon.In base ai dati, illustrati sulla rivista Current Biology, tra il 2004 e il 2014 i bracconieri, provenienti principalmente dal Camerun, hanno ucciso 25mila elefanti del parco. Il dato, sottolineano i ricercatori, è allarmante: “Visto che la metà dei circa 100mila elefanti presenti nelle foreste dell’Africa Centrale si trova in Gabon, la perdita di 25mila esemplari in questo santuario è una battuta d’arresto considerevole nella conservazione. La specie è a rischio estinzione se i governi e le agenzie di protezione non intervengono”.Sebbene dal 2011 il Gabon abbia fatto “sforzi lodevoli” per proteggere gli elefanti dai bracconieri, “servono aree protette internazionali e un’applicazione della legge coordinata a livello internazionale per perseguire chi commette reati in un altro Stato”, evidenziano gli studiosi. Inoltre “la comunità internazionale deve fare pressione sui Paesi in cui ancora non è vietato il commercio d’avorio”.
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sull’orrore per questo continuo elefanticidio e per l’ assoluta mancanza di amore per questo nostro pianeta di cui tutti gli esseri viventi fanno parte commento così:

Specchio di morte
crudeltà che uccide
per lurido lucro
quelle lunghe zanne
potevano uccidere…
sono invece testimoni
dell’insana mattanza
condotta dall’uomo,
il pachiderma mai incise
sull’umana estinzione
e benchè grosso e possente
cadde vittima esangue
ucciso da un assassino
che merita almeno uguale
(se non peggior) destino.

Daniela Cerrato.2017

Immagine:Across the ravaged land, Ranger with tusks of killed elephant, Amboseli 2011. By Nick Brandt.

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Tra i ricordi non sei

Meno buie le notti
illuminate dalla tua voce distante
narrante innumerevoli albe
nei tuoi viaggi obbligati,
quanti ritagli del giorno
sorrisero dei tuoi sorrisi
da est a ovest si mossero
le anime nostre e poi i corpi
strumenti di potente passione
amanti coscienti del tempo
che sarebbe arrivato inclemente
a scoccare l’ultima ora
…prima o poi…
non v’era stanchezza in quelle notti
in cui  si accarezzava l’amore
tra tenui sfumature di voci
quanti ritagli del giorno segnati
dal bisogno di cose da dire
tra i sussurri del cuore pulsante,
così continuò il trasversale incanto
senza intoppi per varie stagioni
tra un vedersi e un sentirsi,
poi d’improvviso il distacco
come doccia gelata sul cuore
svanì la magia che ci tenne legati.

Molti anni trascorsi, tra i ricordi non sei
ma sulla pelle tra le tracce dei miei nei.

Daniela Cerrato,2017

Hans Erni ( 1909-2015),”Lovers”, 1964

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Wild Fire,Laura Marling

WILD FIRE

Chasing down a wild fire
Are you trying to make a cold liar
Out of me?
You want to get high
You overcome those desires
Before you come to me
I think your mama’s kinda sad
And your papa’s kinda mean
I can take that all away
You can stop playing it out on me
Me-eee, Me-eee

She keeps a pen behind her ear
Because she’s got something
she really really needs to say
She puts it in a notepad
She’s gonna write a book someday
Of course the only part that I want to read
Is about her time spent with me
Wouldn’t you die to know how you’re seen
Are you getting away with who you’re trying to be?
Trying, trying, to be

Of course there’s things upon the Earth
That we must really try to defend
A lonely beast
A kind heart
Something weak and on trend
I’d do it all for her for free
I need nothing back for me
There no sweeter deed may be
Than to love something enough
to want to help it get free

Is there something on your mind?
Something you need to get by?
D you cry sometimes?
Do you cry sometimes?

You always say you love me most
But I don’t know I’m being seen
Maybe someday when God takes me away
I’ll understand what the fuck that means
I just know your mama’s kinda sad
And your papa’s kinda mean
I can take it all away
You could stop playing that shit out on me
Free-eee, Free-eee

Is there something on her mind?
Something she needs to get by?
Do you cry sometimes?
Do you cry sometimes?

You always say you love me most
When I don’t know I’m being seen
Well maybe some day
When God takes me away
I’ll understand what the fuck that means
I just know your mama’s kinda sad
I know your papa’s kinda mean
I can take it all away
And you can stop playing that shit out on me
Me-eee, Me-eee

Is there something on your mind
Something you need to get by
Do you cry sometimes?
Do you cry sometimes?
I know your mama’s kinda sad
I know your papa’s kinda mean
I would take it all away
You can stop playing that shit out on me
Me-eee, Me-eee

Incantesimo – di Antonia Pozzi

Alti orli ghiacciati
si disfecero al mondo.

Solcava
lenta e lieve la barca
laghi d’oro,
andando così noi nel sole
abbracciati.

Gracili reti bionde
imprigionavano l’ora.

E nacquero brividi;
crebbero
voci tristi;
fischiò
a sponda il dilacerarsi delle canne.

Belve chiare
guardarono dal folto
a lungo
il tramonto nell’acqua,
andando così verso l’ombra
io libera
e sola per sempre.

(22 dicembre 1935)

Antonia Pozzi (Milano 1912-1938) poetessa e fotografa
per una sua biografia lascio qui il link: http://www.antoniapozzi.it/?page_id=2

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