Temporale in pianura

Com’era cupo il cielo
di quel dì agostano
nuvole buie striate di giallo
presagivano grandine,
dunque affrettammo il passo
per non farci sorprendere
in aperta campagna
mentre la pioggia già avvertita
dal sentore mutato nell’aria
si fece sempre più fitta,
così opportuna apparve
nell’emergenza una baracca
e fra attrezzi e vario ciarpame
trovammo riparo da quella furia
che si scatenò di lì a poco
un fracasso di qualche minuto
frastornò le orecchie
pari a una raffica di proiettili
deviati da una debole tettoia
– che ritenemmo poi dover ringraziare
per la sua benevola tenuta –
e ritornata semplice pioggia,
fugato ogni timore,
attendemmo la fine del temporale
in quel luogo angusto
ove immancabili tenerezze
pari a raggi di sole
riscaldavano i nostri cuori
prossimi all’amore.

Daniela Cerrato,2017

dipinto di Károly Lotz ( 1833 –  1904)

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https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
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5 risposte a Temporale in pianura

  1. Franz ha detto:

    Riesci a condurci, per mano , nei passi dei tuoi sogni di colore siano essi vissuto o passi d’altre vite possibili…bellissimo

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