Poltrone di velluto

Eccolo nel suo elegante aspetto esterno, lo scomparso cinematografo cittadino di cui rimane traccia visibile in una foto bianconero che ne ravviva la memoria; ovviamente è stato chiuso diversi anni fa,considerato obsoleto,troppo piccolo come se non potesse proprio coesistere con le nuove realtà, eppure quanta storia è da lì passata. Ancora negli anni settanta era tappa domenicale per amanti del cinema vero, quello di Antonioni, Visconti,Fellini ecc., dove il successo finale era interamente merito di registi fotografi sceneggiatori ed attori e nulla era artefatto dalle elaborazioni digitali computerizzate che nei films dei nostri giorni rendono tutto più roboante e spesso irreale. A quei tempi andare al cinema era un appuntamento che sapeva di festa e di saltuario diversivo al televisore da pochi anni entrato in quasi tutte le case; alla cassa oltre ai biglietti ci si forniva al massimo di un pacchetto di caramelle e poi si sprofondava in una superimbottita morbida poltrona di velluto rosso in cui io bimba mi perdevo affondando. Oggi le multisale sono paragonabili a un centro commerciale, sono degli enormi spazi in cui si trova di tutto, dove si può bere e mangiare, giocare e naturalmente assistere alle proiezioni, molte delle quali con effetti 3D e con un’acustica che a tratti spacca il cuore oltre che i timpani, le poltrone a file più ravvicinate e più numerose possono offrire col supplemento di qualche euro il confort di una chaise longue, si può praticamente sgranocchiare e bere qualsiasi diavoleria, ma sinceramente preferisco di gran lunga la vecchia sala che ho nei ricordi di bambina e che ho ritrovato in una vecchia fotografia d’archivio di un giornale locale.
( Daniela Cerrato,2017)

Nella foto: Il Cinema Vittoria, dagli archivi fotografici de La Nuova Provincia di Asti

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20 risposte a Poltrone di velluto

  1. Vittorio Tatti ha detto:

    Soprattutto, si stava zitti durante la visione del film.

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    • Daniela ha detto:

      esatto!! un’altra nota a favore che ho omesso. Grazie Vittorio

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    • sak2010 ha detto:

      Forse e credo che tu sia troppo giovane per ricordare il Cinema Teatro Fossati di Corso Garibaldi a Milano quando era una zona malfamata non “sciccosa e trendosa” come adesso dove noi ragazzini andavamo sperando di incontrare “a gratis” la “mano morta” di qualcuna delle “signorine”
      che passeggiavano in zona*; ne rimane la bellissima facciata che meriterebbe un restauro se non altro come “monumento storico”.

      Le signorine ci sono ancora ma adesso sono anche loro “sciccose” ma si sono trasferite in Corso Como…

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    • sak2010 ha detto:

      un punto a favore a chi invece ha fatto la legge che proibisce di fumare almeno non si intravede il film nella nebbia e non si esce affumicati.

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  2. silviatico ha detto:

    Altri tempi, altro cinema: ci si andava col sole e se ne veniva fuori a notte fonda. Si facevano delle abbuffate di capolavori e di retrospettive, pure con un solo biglietto.
    Oggi, come ben descrivi tu: lo spettatore è solo una mucca da mungere. A quei tempi si era spettatori perchè si cresceva con le pellicole e ad ogni pellicola…
    Grazie infinite ed un fiore…

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    • Daniela ha detto:

      hai detto bene l’interesse è di spremerci il portafoglio per bene, poco importa il prodotto, l’essenziale è che si ricavino tanti danè…
      fiore raccolto,un sorriso per te !

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      • silviatico ha detto:

        Una volta c’erano i cinema d’essai. Lo stato li finanziava con una legge, affinchè potesse girare un cinema di qualità e che educasse i cittadini all’arte cinematografica. Oggi non ci sono più queste sale. Esistono cinema che si occupano del circuito culturale, di quei films che altrimenti non avrebbero patria in questa società. Ma, essendo demandata alla volenterosità di pochi, finisce che i costi sono proibitivi, per chi voglia dedicarsi al cinema d’autore come spettatore. E’questa la realtà all’oggi in Italia…

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      • Daniela ha detto:

        infatti l’ultimo che sono andata a vedere è stato “Segantini ritorno alla natura” un film rimasto solo due giorni nelle sale (poche peraltro) e il costo è stato di 10 euro a testa…

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      • silviatico ha detto:

        La cultura costa, anche perchè è sempre più ricacciata in ambiti circoscritti…

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  3. Simona ha detto:

    Bel post Daniela!

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  4. Nella seconda metà degli anni Cinquanta la televisione non era ancora entrata prepotentemente nelle nostre case, soprattutto nella mia. Mio padre prese in affitto un televisore (Philco), perché non si fidava troppo di quella diavoleria. Allora era il cinema che affascinava, lo schermo della tv troppo piccolo e poi non trasmettavano film. Quelle sale buie, piene di fumo, già perché allora non era proibito, anche se non di “prima visione”, avevano qualcosa di magico per noi ragazzini. Tra western, commedie americane, capolavori del neorealismo, drammoni alla Amedeo Nazzari, la comicità di Totò, quante emozioni in quelle due ore scarse, compreso l’intervallo con semi di zucca (salatissimi), luppini e altre “leccornie” da sgranocchiare durante la proiezione… Ricordi di un Italia forse più ingenua, forse meno colta, ancora con una forte percentuale di analfabetismo (il maestro Manzi, eroico!), ma almeno più pulita, o almeno questo è il ricordo di un ragazzino, più solidale… e questo lo si vedeva anche al cinema, che raccontava sogni, drammi, avventure, speranze…

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    • Daniela ha detto:

      era un cinema più vicino alla realtà dello spettatore, e le commedie all’italiana rispecchiavano la società dell’epoca e ci si emozionava ,si rideva e si sognava insieme ai protagonisti interpretati da attori divenuti entrati nel mito come Mastroianni, Gassman,Tognazzi e Sordi…ci si proiettava in mondi diversi coi film di Sergio Leone e con Totò si rideva di una comicità intelligente e unica,non per niente i suoi film, dal contenuto ancora straordinariamente attuale ,li guardiamo spesso ancora oggi e nonostante ne conosciamo le battute quasi a memoria ne siamo sempre attratti…

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  5. silviadeangelis40d ha detto:

    Anche se vado spesso alla multisala cinematografica, anche io preferisco i vecchi
    cinema rionali, così accoglienti e pieni di tanti ricordi del passato….
    E’ stato un piacere leggerti Daniela e spero che domani , martedì, il risveglio del
    mattino di primavera sia più piacevole per te…..un sorriso,silvia

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    • Daniela ha detto:

      grazie cara Silvia, sto notando che siamo in molti a preferire certi aspetti del passato, purtroppo ci si deve adeguare con un po’ di amarezza…Buon inizio di primavera anche a te,un’abbraccio!
      Daniela

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  6. Menti Vagabonde ha detto:

    Anche io conservo un bel ricordo dei vecchi cinema, quanti film ho visto in quello parrocchiale e in quello del mio quartiere. Quanto fumo passivo anche nella bella sala del centro che era una delle più grandi, ora anche quel cinema è diventato una multisala. Non che non apprezzi un sistema audio all’avanguardia, ma trovo insopportabile l’odore di pop corn e il vicino di turno che mangia tutto il tempo (ma non può fare una bella cena prima di vedere un film ?!?) e che continua a tirar su aria con la cannuccia da un bicchiere enorme e ormai vuoto di bibita!!!

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