Gustave Kahn, “I rifugi degli innamorati” (traduzione di Marcello Comitini)

Note Biografiche : Gustave Kahn (1859 -1936) è stato uno scrittore ebreo francese nato a Metz in Lorena e trasferitosi a Parigi nel 1870, debuttò ancora giovanissimo nella vita letteraria; dopo un soggiorno in Africa, fondò insieme con J. Moréas le riviste d’avanguardia  La vogue e Le symboliste. Dal 1888 fu direttore della Revue indépendante, poi giornalista al Mercure de France. Ebbe parte notevole nel movimento simbolista, di cui ripercorse i momenti salienti (Symbolistes et décadentes, 1902; Les origines du symbolisme, 1936), e fu uno dei primi a rivelare l’arte di Paul Verlaine. Fu anche il primo teorico del verso libero, da lui sistematicamente usato nella raccolta Les palais nomades (1887). Artista sensibile e raffinato, abbondò di parole rare, d’immagini e metafore attinte particolarmente dall’Oriente.
Oltre a dedicarsi alla poesia  Kahn è stato un intellettuale che ha scritto romanzi , opere teatrali,  critico letterario e  anche critico d’arte (scrisse un libro su Felicien Rops) ; è stato anche un discreto  collezionista che seguì lo sviluppo della pittura e della scultura fino alla sua morte. Inoltre ha giocato un ruolo in una serie di dibattiti su questioni pubbliche, tra cui l’anarchismo , il femminismo , il socialismo , e il sionismo .Sua moglie Elizabeth si convertì all’ebraismo in segno di protesta contro l’ antisemitismo , cambiando il suo nome a Rachel.
Dopo la  morte  i suoi manoscritti sono stati collocati nella collezione della biblioteca della Hebrew University di Gerusalemme .
Sul numero di Febbraio del 1905 della rivista internazionale “Poesia” fondata nello stesso anno da Filippo Tommaso Marinetti e Sem Benelli fu pubblicata la poesia di Gustave Kahn dal titolo “Le refuge des amoureux”. La riporto qui di seguito in versione originale e tradotta da Marcello Comitini che pubblicamente ringrazio per la traduzione e per averne concesso la pubblicazione.

I rifugi degli innamorati
(di Gustave Kahn,traduzione di Marcello Comitini)

I rifugi degli innamorati
tutti ombrosi di foglie verdi
tutti profumati di violette,
i palazzi degli innamorati!…
Le finestre si aprono sull’erbetta
e sugli ampi viali deserti
d’un grande parco dai nidi numerosi.
I nascondigli degli innamorati
li abbiamo scoperti,
o bella dei miei anni
d’amore, di lotta e di sconfitte,
e di vittorie riportate
alla luce cara dei tuoi occhi!
La carrozza degli innamorati
è avanzata verso i nostri desideri.
Ottobre era il nostro inserviente
tanto cerimonioso e serio
che ti fece sorridere.
La corona degli arboscelli
s’ingialliva di foglie d’oro.
Il sole parsimonioso
centellinava le sue monete dorate
al bel suolo rossastro e rugoso
dove avanzavano i nostri passi incantati.
Era l’anno del nostro amore,
un ottobre grave e serio.
La nostra barca verso Citera
fu uno orribile battello
che tra le onde grigie e senza luna
beccheggiava all’occhio rosso d’un faro;
ma il sogno che tutto ammanta
imbelletta la vecchia Cibele
e dardeggia con raggi d’agosto
sull’inverno di malinconiche lagune
che evocano nel mezzo della notte nera
le voci calde delle Nereidi
per salutare la gioia senza rughe
della nostra fortuna di partire.
La nostra casa d’innamorati
è piccola e senza lussi;
da lì si scorge un imbonitore,
un teatro e quel che basta
della strada per vedere passare i carri
di gioia crassa e infelice;
ma è la casa degli innamorati
che si stringono per aver più tepore
e resistere meglio all’inverno.
E voi che fate quando il tempo è caldo?
Noi partiamo, mia cara cara signora,
e ci portiamo dietro la nostra Citera
col treno e con la nave.

 

Le refuge des amoureux

Les refuges des amoureux
tout ombreux de feuilles vertes
tout parfumés de violettes,
les palais des amoureux!…
Leurs vitres s’ouvrent sur l’herbette
et les grandes avenues désertes
d’un grand parc aux nids nombreux.
Les cachettes des amoureux
nous les avons découvertes,
0 belle de mes années
d’amour, de lutte et de défaite,
et de victoires remportées
à la clarté de tes chers yeux !
Le carrosse des amoureux
s’est avancé vers nos désirs.
Octobre était notre coursier
tant grave et cérémonieux
que cela te fit sourire.
La couronne des arbrelets
se jaunissait de feuilles d’or;
le soleil parcimonieux
ménageait ses écus d’or
au beau sol rougeâtre et rugueux
où passaient nos pas charmés.
C’était l’année de notre amour,
un octobre grave et serieux.
Notre barque vers Cythère
ce fut un affreux steamer
qui par les flots gris et sans lune
tanguait vers l’œil rouge d’un phare;
mais le rêve qui pavoise tout
à la vieille Cybèle met du fard
et darde des rayons d’aout
sur l’hiver aux mornes lagunes,
évoquant parmi la nuit noire
des voix chaudes de Néréides
pour saluer la joie sans rides
de notre heur en notre départ.
Notre logis d’amoureux
est étroit et pas fastueux;
on en découvre un emballeur
un theàtre, et, du boulevard
assez pour voir passer les chars
de la joie grasse et sans bonheur;
mais c’est un logis d’amoureux
qui se serrent pour avoir plus chaud
et mieux résister à l’ hiver.
Et que faites vous aux temps chauds?
Nous partons, chère madame ma chère,
et transportons notre Cythère
par chemin de fer et bateaux.
(Gustave Kahn.)

Gustave_Kahn,_portrait Nella Foto: Gustave Kahn

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10 risposte a Gustave Kahn, “I rifugi degli innamorati” (traduzione di Marcello Comitini)

  1. marzia ha detto:

    Straordinaia lirica..
    Se non fosse così lunga, le dedicherei un montaggio, Daniela, sai…

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  2. vikibaum ha detto:

    bel cantico…felice di averlo letto, ciao dan

    Liked by 1 persona

  3. marcello comitini ha detto:

    Grazie Daniela della pubblicazione..
    Mi hai suggerito questo poeta che non conoscevo e che ho tradotto molto volentieri. Aspetto altri suggerimenti 🙂 🙂

    Liked by 1 persona

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