“A colei che non tradisce” di Albert Mockel ,traduzione di Marcello Comitini

Leggendo qua e là mi imbatto talvolta in autori sconosciuti e ne nasce una curiosità dettata dal periodo storico in cui sono vissuti, epoca che mi affascina moltissimo in vari ambiti artistici; è il caso di questo autore belga di cui ho inizialmente trovato una poesia e poi a seguire altre similmente interessanti. Pensando di poterne fare un post mi sono avvalsa dell’indispensabile e preziosa gentilezza di Marcello Comitini, che cortesemente si è occupato della traduzione del testo con la solita maestria che molti di voi ormai conoscono.
Prima della poesia inizio a presentarvi l’autore con una foto e una breve biografia.
Albert Mockel

Albert Mockel (1866 -1945) è stato uno scrittore belga, poeta, giornalista, docente e critico letterario, con studi su Mallarmé e Verhaeren e membro dell’Accademia reale del Belgio.
Originariamente dalla periferia di Liegi ha fatto il suo esordio letterario pubblicando una rivista, Vallonia, che s’avvalse della collaborazione di scrittori sia belgi Emile Verhaeren, Charles Van Lerberghe che francesi, Viele-Griffin e André Gide. In essa sosteneva un attivismo autonomista di cui è divenuto portavoce e nel 1919 ha scritto anche una proposta di riforma dello Stato che teneva conto di ciò che  Léon Troclet aveva sostenuto qualche tempo dopo nello stesso anno.
Dopo un lungo soggiorno in una Germania wagneriana che lo aveva affascinato, si è trasferito a Parigi nel 1890. La sua prima raccolta di poesie, “Chantefable un peu naïve” (1891) è stata pubblicata a Parigi senza il nome dell’autore.
In “Propos de litterature” del 1894 Mockel ha esposto le caratteristiche di un’estetica poetica che trae spunto dai riferimenti musicali e costruisce una teoria del simbolo i cui elementi di base sono Armonia e Ritmo che contraddistinguono il senso ristretto che viene dato a queste parole in un contesto puramente musicale. In particolare Mockel ha affermato che il simbolo è il risultato  di una sintesi che, in virtù di un percorso soggettivo dell’autore, situato al di là del razionale, permette di porre in evidenza il rapporto ideale tra le forme. La sua forza suggestiva garantisce all’opera una pluralità di significati e li offre all’interpretazione del lettore.
Ha contribuito a molte riviste e giornali: “Le Mercure de France”,”Durendal”, “La Plume”, “L’Express di Liegi”.
La morte di Mallarmé gli ha offerto l’occasione di una esegesi e un omaggio  in “Stefano Mallarmé un eroe”; altre sue opere importanti sono “Clartés” (1901),”Fiabe per i ragazzi di ieri” (1908), “La fiamma sterile” (1923), “La fiamma immortale” (1924). Albert Mockel ha avuto un ruolo importante nella storia della letteratura belga, rappresentando lo spirito di una simbolismo raffinato. I suoi primi lavori sono caratterizzati da evocazioni di sogni, si cantano le fate, figure evanescenti e diafane come impressioni fugaci, totalmente preso dalla teorie musicale  che vuole ogni poesia non come oggetto verbale ma come una sorta di ode alla sonorità.In età più matura ha scritto poesie più appassionate e ferventi, intrise di sentimento e sensualità contagiosa, maturando incredibilmente il suo stile poetico.
Membro dell’Accademia di lingua e letteratura francese fin dalla sua nascita nel 1920, nel 1936 è tornato in Belgio per diventare curatore del Museo Wiertz fino al 1940. Si è spento a Bruxelles nel 1945 ed è sepolto nel cimitero di Robermont.

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A colei che non tradisce – di Albert Mockel, traduzione di Marcello Comitini

Tu che popoli le mie notti, spettro eterno del Tempo,
Ombra enorme e muta, mostro dalle molli ossa,
I cui passi invano spiamo nelle tenebre,
So che mi sei accanto e ti attendo e tremo.

O bontà ! Dunque ho paura che i tuoi disprezzi assolvano
Quest’anima dove vertiginoso penetra il tuo sguardo? …
E tuttavia il mio viso d’adolescente sognava
Che nel tuo seno tutti i miei dolori si sarebbero dissolti.

Morte, sacerdotessa del Tempo, il mio vile terrore ti offende.
Triste un’onda si gonfia nei tuoi profondi furori
E il grido della carne s’immerge nelle onde
Che cozzano tra loro fra le tue esplosive risate…

Ma io t’invoco, o incantatrice dalle braccia di piovra
E offro al tuo cuore severo un cuore forte e tranquillo –
Se è vero che l’Amore si erge sulla morte
Come un giglio stretto da un nodo di vipere.

 

À celle qui ne trahit jamais di Albert Mockel

Toi qui hantes mes nuits, spectre éternel du Temps,

Ombre énorme et sans voix, monstre aux molles vertèbres

Dont on épie en vain les pas dans les ténèbres,

Je te sais près de moi ; je tremble et je t’attends.

Oh bonté ! ai-je donc peur ? Que tes mépris absolvent

Cette âme où ton regard vertigineux descend…

Et pourtant il songeait, mon front adolescent,

Que toutes les douleurs en ton sein se résolvent.

Mon lâche effroi te hait, Mort, prêtresse du Temps.

Un flot morne se gonfle en tes fureurs profondes,

Et le cri de la chair s’étouffe dans ces ondes

Qui se heurtent parmi tes rires éclatants…

Mais je t’appelle, ô fascinante aux bras de pieuvre ;

J’offre à ton cœur sévère un cœur tranquille et fort, —

S’il est vrai que l’Amour s’érige de la Mort

Comme un lys enlacé dans un nœud de couleuvre.

Poesia pubblicata sulla rivista “Labeur et Liberté”, Parigi, 1910

Infine una splendido dipinto di Félicien Rops ( 1833-1898 ) altro valente artista belga.

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18 risposte a “A colei che non tradisce” di Albert Mockel ,traduzione di Marcello Comitini

  1. marcello comitini ha detto:

    Grazie della bella pubblicazione, Daniela. Orgogliosamente la ribloggo nel mio blog

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  2. marcello comitini ha detto:

    L’ha ribloggato su marcellocomitinie ha commentato:
    Un poeta simobolista da me tradotto e pubblicato sul blog di Daniela Cerrato “Il Canto delle Muse”.

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  3. Mylo(cus) ha detto:

    Molto bella Daniela! Saluti

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  4. mariarosariadiario ha detto:

    Interessante il tuo post. Il quadro è meraviglioso.

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  5. gabriarte ha detto:

    bellissimo post e complimenti a marcello ciao buona serata

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  6. vikibaum ha detto:

    intanto grazie per la scoperta dani, l’autore era sconosciuto anche a me. certo la poesia è bella ma, un po’ pesante, ridondante -gusto mio molto naif- preferisco la leggerezza. bacione mattutino

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  7. fulvialuna1 ha detto:

    La curiosità è un grande dono, arricchisce.
    Non conoscevo questo autore, i suoi versi sono meraviglia, mistero, contemplazione dell’ignoto.
    Grazie.

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  8. Ciao Daniela, credo sia la prima volta che visito il tuo blog 🙂 Sono nuova su WordPress ma da anni bazzico da Blogspot. Comunque sia, accattivante l’illustrazione!

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