“L’Ora arida” di Albert Mockel, traduzione di Marcello Comitini

L’Ora arida (tratta dalla raccolta Clartés)- Traduzione di Marcello Comitini

L’aria diafana è un cristallo
Incorruttibile e duro – nulla palpita in lei.
Nella rigidità immobile del luogo
il sole sulla sabbia ha fuochi di metallo
e il mio sguardo esita, bruciato dalla luce.
Archi dalle trasparenze blu!
Oh vertigine della certezza – chiarità!
All’orizzonte scivola di lega in lega
un’onda di fiamma dove nulla sorge né abita:
il sole senza sosta fora i cieli sottomessi
soffocati dal torrido fiato dell’estate.
È svanita l’ora in cui le ombre meditano.
Mezzogiorno crepita di mille sciami di scintille.
Oh pensiero ! e la mia fronte s’irrita alla sua bellezza.
Terre! Sabbie ardenti e ricche pepite,
le mie dita invano hanno cercato nella vostra aridità
l’oro sparso lontano dai tuoi estremi rami
etereo mare della Serenità…
Da troppo tempo le mie voglie, ebre di un male oscuro,
hanno logorato i fili d’oro che il dolore dipana;
agli abissi del giorno dove l’azzurro s’è inaridito
il mio desiderio sfinito non ha toccato che il vuoto
Oh ditemi! Non vi è più, sotto le nuvole fuggite,
per questa fronte per questi occhi inariditi dalla febbre,
un po’ di consolanti lacrime di pioggia –
una goccia d’acqua per le mie labbra?

Immagine : Lou Goodale Bigelow- Ruth St. Denis, “Greek Veil”, circa 1917-18

Lou Goodale Bigelow- Ruth St. Denis, “Greek Veil”, circa 1917-18

 

“L’Heure aride” (in Clartés)
L’air diaphane est un cristal 

incorruptible et dur – rien n’y palpite. 

Dans la rigidité immobile du site 

le soleil sur le sable a des feux de métal 

et mon regard, brûlé par la lumière, hésite.

Courbes aux transparences bleues ! 

Oh vertige de la certitude – clarté ! 

À l’horizon de lieue en lieue, 

glisse une onde de flamme où nul songe n’habite :

le soleil sans répit perce les cieux domptés

qu’étouffe la torride haleine de l’été.

L’heure est évanouie, où les ombres méditent. 

Midi par mille essaims d’étincelles crépite, 

ô pensée ! et mon front s’irrite à sa beauté. 

Terres ! sables ardents et riches pépites, 

mes doigts en vain cherchaient sous votre aridité 

l’or épars au lointain de tes branches limites,

éthéréenne mer de la Sérénité…

Mes vœux ont trop longtemps, ivres d’un mal obscur, 

effilé l’or subtil que le regret dévide ; 

aux abîmes du jour où se tarit l’azur 

mon désir épuisé n’a touché que le vide. 

Oh dites ! n’est-il plus, sous la nuée enfuie, 

pour ce front, pour ces yeux que dessèche la fièvre,

un peu des consolantes larmes de la pluie – 

une goutte d’eau pour mes lèvres ?

 

 

 

 

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Informazioni su Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
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10 risposte a “L’Ora arida” di Albert Mockel, traduzione di Marcello Comitini

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Bellissimi i versi, meravigliosa l’immagine.

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  2. mariarosariadiario ha detto:

    Anche a me è piaciuta molto questa poesia e anche l’immagine che l’accompagna.

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  3. marcello comitini ha detto:

    Grazie di questa pubblicazione, Daniela. Hai scovato un poeta francese di tutto rispetto. E le tue proposte di traduzione mi entusiasmano. Hai anche scovato un’immagine assai appropriata.
    Grazie anche a fulvialuna1 e a mariarosariadiario per il loro apprezzamento che attribuisco ANCHE alla mia traduzione. 🙂

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  4. Simona ha detto:

    Bella proposta Daniela 🙂 Buona domenica ❤

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