Zampillo

Dal beccuccio di ottone ossidato
acqua scende lenta, zampilla
dalla fonte e qualche stilla
schizza sul bordo della vasca

rinfresca i colombi accaldati
che grugano e vanno zigzagando
pare si muovano rallegrati
dalla frescura e quasi danzando

salutano la fontana della piazza
antico sollievo fra odorosi tigli
impettiti e schierati a contornare
le bancarelle del mercato rionale

che la domenica lascia spazio vuoto
silente e religioso, benefico riposo
in cui il traffico  meno sostenuto
offre miglior respiro e se occhi poso

sulla prospettiva del largo alberato
pare quasi si accenda la memoria
di quando la città aveva più fiato
e la pedalata era d’uso, obbligatoria.

Daniela Cerrato, 2017

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7 risposte a Zampillo

  1. Questa tua è molto bella perché a me ha portato indietro nel tempo…che per me vale molto più del presente.

    Liked by 1 persona

  2. vikibaum ha detto:

    che bella poesia, dani…mi pare di essere lì, con te….

    Liked by 1 persona

  3. erospea ha detto:

    D’un tempo antico…contemporaneo…

    Liked by 1 persona

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