Quel tempo è in soffitta

Era tempo di sane risate
di merende e marmellate
il buio faceva un po’ paura,
mai quanto la luce di oggi
che spegne sete d’avventura
intimorita dai miei pari;
era tempo in cui smaliziati
si correva per vasti prati
fino a che il fiato in gola
aiutava a respirare, poi giù
a terra, rotolando in capriola;
così alla vita ci si approcciava,
scorribande in compagnia o sola
c’era il vento che soffiava
sui capelli che solo a scuola
rispettavano giudizio e ordine.
Erano tempi di maggior respiro
per tutti, non per i bimbi soltanto;
se avessi saputo che quel tempo
sarebbe diventato il migliore ricordo
da raffrontare con l’odierno limbo,
avrei puntato piedi a terra urlando
(mio uso per non farmi fotografare)
e avrei corso ancor più forte per
sconfiggere il tempo e il suo mutare.

Era il tempo di fragoline di bosco,
oggi è un tempo che disconosco.

Daniela Cerrato, 2017

Fotografia di Magdalena Berny
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Dale Chihuly, artista del vetro

Dale Chihuly, è uno scultore americano e anche uno dei più noti al mondo per la lavorazione del vetro; era studente in Architettura d’interni quando scoprì la magia delle bolle di materiale incandescente da cui nascono, per la  bravura liberata in  un soffio, oggetti preziosissimi artisticamente strepitosi.
“Sono pochissimi i materiali che fanno filtrare la luce: plastica, acqua, ghiaccio e vetro”, spiega Chihuly che ancora adesso, pur essendo tra i nomi più conosciuti in questa arte, continua attraverso il vetro a esprimere la sua creatività. Una tecnica artistica che per secoli è stata saldamente associata agli artigiani veneziani, ma che ora ha trovato un importante polo di riferimento a Seattle. Proprio lì ha il suo laboratorio e per anni ha insegnato la lavorazione del vetro alla Pilchuck School of Glass. Non è un caso, però, che l’artista si sia formato proprio a Venezia, presso la Fabbrica Venini, nel 1968.
“Prendi della sabbia, ci aggiungi il fuoco e l’insieme diventa un liquido che si rapprende come miele» dice Chihuly, descrivendo la magia del soffio umano che trasforma il vetro in un numero infinito di forme: «La storia del vetro è una storia che va indietro di oltre duemila anni”.
Sul suo sito internet (http://www.chihuly.com) si possono ammirare molte sue opere, una carrellata di fragili bellezze dalle forme più curiose ispirate alla natura, ai vasi della belle epoque, al mare, alle composizioni ikebana. Qui ne pubblico alcune che incontrano il mio gusto personale, per le altre date un’occhiata al suo sito.

Chichuly at the Victoria and Albert Museum, London558030873Through-the-Looking-Glass-3-Dale-Chihuly-May Green Ikebana with Royal Lily Stem, 1992Rose Seaform Set with Onyx Lip Wraps, 2014Chihuli Silvered Cadmium Lemon Venetian with Coils and Leaves, 1993Chihuli Gold Venetian with Rose Spotted Ruby Flowers, 2010Chihuli Blue Topaz Venetian, 2011Dale ChihulyDale Chihuly_Sky_Chandelier_77387_No_Frame

Inettitudine

Mani grandi sorreggono
vita nuova, la fasciano
d’amore apprensivo
e dolce, si fanno scudo
ai pericoli di cadute,

mente e cuore sono la forza
che sostiene quelle mani,
e se il senno manca loro,
su progenie si impedisca
di aver la padronanza;

ingenuità di tenera prole
ignora del mondo adulto
la stoltezza che improvvisa,
ad ignoranza vita non s’immola
chè già venire al mondo è cosa dura.

Inettitudine è mostro assai nocivo
violenta e uccide, d’amore è privo,
certo non son Dio per poter giudicare
ma tanta amarezza lasciatemi sfogare.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Emile Nolde
Emile Nolde 4

Orvieto. Il Giudizio finale di Lorenzo Maitani

Camminare nella storia blog

La facciata del Duomo di Orvieto è ornata da quattro grandi lastre di marmo che raccontano in bassorilievo le storie del vecchio e del nuovo testamento, dalla creazione dell’uomo fino al giudizio finale. Lorenzo Maitani e i suoi aiuti le scolpirono e le collocarono sui quattro pilastri che inquadrano le tre porte del Duomo all’inizio degli anni trenta del Trecento. Le scene del Giudizio universale si articolano in cinque fasce sovrapposte, separate da tralci di vite, con foglie e grappoli d’uva.

Il Giudizio finale di Lorenzo Maitani

La prima fascia contiene la visione del tribunale e del Giudice che pronuncia il giudizio finale. Gesù Cristo è scolpito all’interno della mandorla sorretta dagli angeli, seduto sull’arcobaleno; ha una barbetta e lunghi capelli ed esibisce i fori dei chiodi e la ferita sul costato. In cielo appaiono gli strumenti della Passione, segni della sua venuta: la croce, la canna con la pugna…

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Colori in laguna

Verso sera in laguna
si riflettono sull’acqua
tinte forti che paiono
striature dei preziosi
cristalli soffiati di Murano,
il multilingue vociare diurno
si placa per le calli
incassate tra i palazzi
che raccontano storie
millenarie e al soffio
del grecale aumenta il rollìo
delle barche ormeggiate,
dondolano alcune gondole,
cullandosi al romantico
eco di amorevoli sospiri
e altre sfilano ancora,
sotto i ponti dei canali,
affascinate dalla luna
che richiama la notte.

Daniela Cerrato, 2017

Carlo Carrà ( 1881-1966), Venezia, 1907.

Carlo Carrà (Italian, 1881-1966), Venezia, 1907.

Fabbisogno

A contrastare incidenze
di ronzii, frastuoni e lai
d’intollerate frequenze,
e l’insana più tumultuosa
centrifuga di pensieri
che letizia d’animo fiacca,

c’è la semplicità d’alcuni istanti
di sospensione, boccaglio
a cui m’appiglio, aria fresca
che inalo a ingordo respiro;
un cercar libertà che sorvola
quel ponte tra realtà e sogno,

ove di mente il vagabondar lice
solo in amene spensierate novelle,
ch’al nero e grigio voltan le spalle.
E m’inebrio in tal felice delizia
impermanente, ma l’antico detto dice,
e qui l’adatto, che per ogni nequizia
il poco ma buono è già fabbisogno.

Daniela Cerrato, 2017

(Immagine da pinterest)

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Dietro il sipario

Questa poesia di Marcello Comitini è un canto di tenero amore, una dolce carezza che si posa oltre il pallore di un viso raggelato dalla morte che ha perduto la capacità di trasmettere lo spettro emozionale della vita. Oltre quel sipario sceso, l’interpretazione, le risate e i pianti forse continueranno, in un luogo in cui questa dolce carezza la raggiungerà … è una voce soave ed intensa della straordinaria sensibilità poetica di Comitini.

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Mariella lo giudice 02 Mariella Lo Giudice , Attrice di teatro (1953-2011) (Foto di Sandro Nicolosi)

Dietro il sipario che si chiude lentamente

al mite soffio della tua memoria

come una lama che vuole separare

dalla scena la platea sommersa dalle acque nere

dove sprofondiamo nel suo fondale oscuro

scompaiono lontani i volti delle tue compagne

le maschere dei sogni i desideri inappagati.

Hanno vibrato dentro la tua anima con sussurri e urla

t’hanno segnato il viso con risate e pianti.

Hai seminato di parole acuminate

come punte di diamanti che s’addensano in ricordi

l’immenso mondo di emozioni e sentimenti

tutta la nostra vita che non vedremo più sbocciare

dalle tue labbra come petali vermigli.

Nel tuo corpo il morso

lento e tenace di demoni o di dei

ha stravolto ogni tuo slancio

ha sgretolato ogni presagio dei tuoi giorni.

Ora a sipario chiuso la tua anima

nel silenzio della platea trova la pace,

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Una passeggiata tra i boschi 

natura ed arte, incantevole connubio in cui immergersi, interessante percorso naturalistico suggerito da Travel With The Wolf

Travel With The Wolf

Sulla cima del monte verità a pochi passi da Ascona nel Canton Ticino , si trova un incantevole percorso tra i boschi che si dirama in tanti altri , il principale è il sentiero delle sculture , un parco per tutti di circa tre chilometri , con aree attrezzate per barbecue , le sculture in legno di alcuni artisti ticinesi , sono molto ben fatte , per i più audaci c’è un bellissimo percorso vita con angoli dove fare allenamenti specifici , insomma una piccola gita oltre confine decisamente diversa …..Buon Viaggio

O

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Un’immersione nella natura con Frederic Bazille

Sole cocente e qualche notizia indigesta anche oggi, nulla di meglio che immergersi nella bellezza dell’arte, la sola che riesce a risollevarmi il morale ( oltre alla mia quattrozampe felina … ).
Così rivedo volentieri con voi , aprendo una cartella del mio corposo archivio,  le opere impressioniste del pittore francese Frédéric Bazille (1841-1870), amico di Renoir e di Monet, che purtroppo ebbe vita breve in quanto morì in battaglia a soli 29 anni.
Lui stesso nel 1867 fu ritratto da Renoir, che pianse insieme agli altri amici artisti questo amante della pittura plein air, di cui sapeva rappresentare meravigliosamente la luce che ne completava la vivace tavolozza;  riusciva  anche a rendere piene di vita  le sue splendide nature morte…

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