Al belvedere

Certe strade irte e pietrose di antichi borghi, con avvallamenti che ingannano l’occhio protetto da lenti scure, sono quasi un deterrente per procedere oltre; eppure, lassù in cima, sull’antica rocca del paese ci si arriva ugualmente, carichi di sincera curiosità, lieti di aver accettato la sfida del caldo assassino che rallenta il passo.   Dalla terrazza raggiunta, si scruta il  verde che si perde a vista d’occhio, fino all’orizzonte, nelle varianti tonalità che si fondono con pochi altri colori, e ci si rallegra per quel ridicolo sbuffo di vento che dà la sensazione al viso accaldato di essere quasi miracolato.
Dopo la visita alle antiche mura, testimoni di passate glorie, scendere sembra addirittura  uno spasso; ma il pensiero non accompagna le suole giù per la discesa, rimane sospeso tra le emozioni fresche lassù raccolte, avvolte in carta regalo, con quel souvenir di sapore antico, che s’appenderà in casa, come un trofeo.

– Daniela Cerrato, 2017

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7 risposte a Al belvedere

  1. vikibaum ha detto:

    che bello dani, mi pare di essere già al mio paese leggendoti…ancora 8 giorni di attesa :Dbuona giornata

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  2. fulvialuna1 ha detto:

    Grazie per questa “escursione”, anche poetica 😉

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