Senryu 27.11

Notte randagia,
l’adunata felina
è a raccolta.

Daniela Cerrato, 2017

Opera di Quint Buccholz, 1995
Katzenversammlung (The Cats_ Assembly) by Quint Buccholz, 1995

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Not(t)e di colore

Nottetempo ho dipinto, comodamente dal letto
ispirata dal sogno che m’ha condotta lontano
senza arnesi, pennelli o cavalletto,
ho steso velati pastelli sul Fabriano

a orizzontale sviluppo e formato gigante,
s’è composta così in veloce scioltezza
una delicata marina da osservare distante
per gustarne appieno dimensione e bellezza,

per cielo e mare giù di zaffiro, smeraldo e turchino
di rossi aranciati e  gialli su case e limoni
sagomate vele e barche, e più da vicino,
un lungomare con balaustra e lampioni.

Lì appoggiato, con le braccia al belvedere,
di spalle un uomo distinto con panama bianco
il cui capo coperto non era dato a vedere,
nessun’ altra figura nè lontana nè a fianco,

un solitario fruitore d’ameno paesaggio
le cui sfumature per toni e fantasia
a pensarle soltanto già provo allegria;
e mentre asciugava del colore il fissaggio

mentalmente ho partecipato allo scenario vivente,
percorrendo il bicromatico mosaicato suolo
sino a sagoma umana con guardo a orizzonte.
Chissà se m’attendeva e per questo era solo…

so che ancora son nitidi i delicati frammenti
dell’opera onirica, dei dettagli vibranti,
però a ben pensarci è rimasta incompiuta
senza cornice nè firma, nè luogo nè data.

Daniela Cerrato, 2017

Che sia giorno mi rode

Non fa differenze
festive o feriali
lo spazio di perfida luce
che tra le cinque e le sei
si insinua nel sonno,
infrange la sacralità
dell’ ultimo abbraccio
alla notte sfuggente,
mezza palpebra aperta
lo intercetta poi rapida
si richiude e finge
di non aver ceduto
a quel tocco apparente,
cerca ancora quel buio
che dei sogni è custode.
Ma di riflesso la mente
ha già le pantofole ai piedi
e rumoreggia in pensieri
sbozzolati a rinfusa.
Così breve è la notte,
che sia giorno mi rode.

Daniela Cerrato, 2017

Santa Claus, facce sogna’…

Carrozzoni d’oro su piazze e vie
addobbate a festa, nebulizzano sogni,
ridicolizzando un natale
sempre più sordo e cieco
nella sua glassatura e lucentezza,
e stridono in nervoso suono
col mio animo allergico
alla follìa collettiva,
che spasmodica si connette
a roboanti occasioni regalo;
truffa chi spaccia per sole
l’umidità di una bruma
e senza mezza misura, candidamente,
crea per altri il tempo che vuole.
Spero che Santa Claus provi rabbia e sdegno
verso il commercio scempio senza ritegno
e sarei lieta per dirla tutta
che lasciasse gli esosi a bocca asciutta.

Daniela Cerrato, 2017

Illustrazione di Roberto Mangosi

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EDUARDO DE FILIPPO

Per chi ama ( e come si può non amarlo? ) la genialità e napoletanità di Eduardo De Filippo, il prezioso articolo di Paolo Politi. Buona lettura e buon ascolto.

paolo politi

Uno dei maggiori artisti italiani del Novecento; poliedrico, originale, rivoluzionario; grazie alla sua tenacia e alla sua sensibilità è riuscito a consegnare alla nuova generazione un immenso materiale e infiniti spunti su cui riflettere. Interprete di una realtà elusiva e a tratti crudeli ha rappresentato la durezza della vita sulle tavole di un palcoscenico celebrandone al contempo la bellezza. “Lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro.”

Percorrendo per intero Spaccanapoli, costeggiando Castel Sant’Elmo e proseguendo in direzione del maestoso mare azzurro che si presenta agli occhi increduli come un sottile manto screziato di colori e ombre, ansanti, si giunge all’antichissimo quartiere Chiaia, posto ai piedi del Vomero, il quale sotto l’efflusso spasmodico dei raggi di un sole che si appresta a nascere, e dal riverbero del bagliore che lambisce la superficie delle acque del Mediterraneo, scomponendosi lentamente in una moltitudine…

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Note sensoriali

Il bosco in autunno
è scenario brillante
forza cromatica, effervescenza
di profumi penetranti,
effluvio intrigante
che sprigiona note di vita
di licheni e marcescenze
di humus ravvivato
dalla recente pioggia,
testoline di funghi
a siluro o ad ombrello,
castagne sprigionate da ricci
caduti ad aguzzare terreno,
fiori minuti ma resistenti
al clima per favorita ubicazione;
e come scritto nelle migliori fiabe
c’è sensazione di presenze,
di spiritelli invisibili
che si dileguano scocciati,
disturbati dagli umani passi grevi
e da voci di cani sguinzagliati
a sfogare i loro entusiasmi
nell’inseguire qualche animaletto
sfuggito all’umana attenzione.
E tra i sentieri un intreccio di incanti
di fruscii che solo l’udito fino,
che vuol seguirli sino a loro scomparsa, ascolta.
Entra nel cuore la naturale magìa, ancora una volta…

Daniela Cerrato, 2017

 

 

 

Fonìe di un cuore

L’attenzione si posa
sulle fonìe di un cuore
e odo ipotetici tocchi

d’accompagnamento al pianoforte,
uno spartito di sottili confidenze
trasmissioni osmotiche tra anime
di eguale sintonia,
il pensiero si trasforma
in condivisa emozione,
medicina per palpiti
febbricitanti di passione
che sale o si smorza
se più o men dura è la scorza.
Di tal vulcanica dote
che par dono divino
tu non disperdere l’uso,
anzi fa che il tuo verbo
tra modulate varianti
si trasformi in abuso
di calde note suadenti,
e tra gioie e dolori, l’inciso
narri il desiderio mai perso
d’esser d’amore sommerso.
Nel marasma di rumori
che assordano cardiache ritmìe
necessitano voci più cortesi
che bilancino gli orrori
di sciagurate fetenzìe
e spingano verso emozioni la cinesi.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Rima Salamoun

pintura de Rima Salamoun

Angelo custode

Ma dove sei fuggito,
da quanto manca
il tuo occhio vigile
custode attento alle mie spalle?
il tuo silenzio non è riserbo
ma assenza preoccupante,
forse ti sei tediato
di sorvegliare i miei giorni
o non hai gradito una voce
pronunciata tra l’ira
e la stanchezza…
palpabile la tua mancanza
la luce si converte in ombra,
ciò che è liscio par sempre ruvido,
e la storta luna non mi s’addice,
c’è aura di apatìa inconcludente
desiderio di temporanea letargìa
rimedio dal Caos, unica terapia.
Forse anche tu hai chiuso le ali
sul volto stanco, ti sei assopito
per non appestare l’anima tua
con stortura e livore umano,
purtroppo ormai pane quotidiano
che ruota anche attorno a chi
per indole ne prende distanza.
O chissà, forse assai più pimpante
sei insieme ad angeli tuoi pari,
su una nuvola , attivo astante
a far sciopero ad oltranza
per questa umanità impazzita
tormentata da sua stessa sostanza.

Daniela Cerrato, 2017

nell’immagine una scultura di Ed Elliott

scultura giardino greer angelo scultore ed elliott