Note sensoriali

Il bosco in autunno
è scenario brillante
forza cromatica, effervescenza
di profumi penetranti,
effluvio intrigante
che sprigiona note di vita
di licheni e marcescenze
di humus ravvivato
dalla recente pioggia,
testoline di funghi
a siluro o ad ombrello,
castagne sprigionate da ricci
caduti ad aguzzare terreno,
fiori minuti ma resistenti
al clima per favorita ubicazione;
e come scritto nelle migliori fiabe
c’è sensazione di presenze,
di spiritelli invisibili
che si dileguano scocciati,
disturbati dagli umani passi grevi
e da voci di cani sguinzagliati
a sfogare i loro entusiasmi
nell’inseguire qualche animaletto
sfuggito all’umana attenzione.
E tra i sentieri un intreccio di incanti
di fruscii che solo l’udito fino,
che vuol seguirli sino a loro scomparsa, ascolta.
Entra nel cuore la naturale magìa, ancora una volta…

Daniela Cerrato, 2017

 

 

 

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

8 pensieri riguardo “Note sensoriali”

  1. Ognuno di noi ha una stagione che ama. Io preferisco l’autunno, con i suoi colori tenui e iridescenti, delicati e pacati come il clima che lo avvolge. Amo i suoi silenzi. Amo il silenzio che rigenera, che consente a ognuno di noi di respirare e ritrovarsi.
    Nella quiete a ciascuno è dato di confrontarsi con la propria strada, sentendosi chiamato a una vita vera. Accettare questa ospitalità non comporta di chiudersi in se stesso, nella propria interiorità. L’autentico incontro con il silenzio non ci sequestra nell’isolamento, anzi ci rimanda verso gli altri con la piena coscienza della nostra responsabilità.
    Il silenzio ci fa nudi. Nudi ed esposti, senza protezione. Ma in questa nudità assoluta, in questo affidamento totale alle energie dell’universo, scopriamo il nostro vero “nome”, il nome che collega la nostra finitezza all’Infinito.
    Il silenzio è un dono che facciamo a noi stessi, ci aiuta innanzitutto a liberarci dalla smania di riempire tutto, ci permette di stabilire una pausa, ci aiuta a recuperare e sottolineare ciò che davvero conta.
    E’ necessario costruire la nostra scialuppa di salvataggio per affrontare il diluvio di parole. Il primo effetto è su di sé, la prima tappa nella navigazione è rivolta alla sorgente, alla nostra identità. Nel silenzio siamo capaci di riconoscere alla perfezione chi siamo, osserviamo le nostre ombre e le nostre luci, le nostre cattive qualità e i nostri pregi, con la stessa spietatezza che ci viene dalla sincerità di accogliere, contemplare, respirare la splendida Natura d’autunno.

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