Nel giardino del tempo

Nel giardino del tempo
si perde orizzonte,
ogni passo un secondo
per infiniti sentieri,
riferimenti in stele marmoree,
monumenti datati in stinta memoria
eventi distinti slegati
o legati ad azioni trascorse;
per ora anonime le future emozioni
dalle fresche impronte
di un oggi ch’è già ieri.
Ed è continuo rodimento
quel ticchettìo che spintona
non permette sosta, incalza
a lancette spiegate come vele
gonfie di prepotente bora,
e nell’occhio dell’acqua
si specchia beltà di natura
per vedere se il vento
ne ha spettinato i contorni.
Di chiome virano  calde tinte
di alberi e lande che non sfuggono
all’alternanza delle stagioni,
come ogni essere umano è cosciente
di sua docilità o ribellione
verso la legge dettata dall’alto,
nessuno sfugge a preciso rintocco;
frantumate o liquefate un quadrante,
cancellate meridiane, svuotate clessidre,
strappate i battacchi di chiassose campane,
rimarrà un ticchettìo sonoro pur distante
a ricordare che il tempo prosegue
nel medesimo walzer incessante
sino a che il nostro cuore si spegne.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Salvador Dalì, 1981

The Garden of Hours, 1981, Salvador Dali

 

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

7 pensieri riguardo “Nel giardino del tempo”

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