mio caro Vincent potessi dirti…

invero che importava tutto il resto,
a te bastava vestirti di luce
dal suo mattiniero risveglio fino
a spegnersi in tenebroso tramonto
e sentire cuore un caldo covone
lasciato al sole nel campo ad agosto.
Un cavalletto, una tela e l’entusiasmo
disegnava ciò che sentivi canzone,
nella tua mente nessun dissesto
nè alcuna follia, solo voci chiare
di tanta natura che pareva scoppiare.
I bagliori, le estasi tramutate in colore
l’anacronismo del tuo interpretare,
fatali equivoci giudicati con disprezzo…
fu più facile puntare il dito contro l’uomo
che tentare di capirne la genialità racchiusa,
schiacciato dal mondo incapace di contenerti
giungesti alla morte senza gloria ed onori,
solo dopo l’arresto del tuo cuore straziato
ci si accorse di Vincent. L’uomo era morto
ma il suo discusso genio si era salvato.

-Daniela Cerrato

Wheat Field,  Vincent van Gogh, 1888

Wheat Field, 1888, Vincent van Gogh

 

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Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

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