guerra allo smartphone

Se il cielo ha carenza di blu
è il respiro umano che lo ingrigisce
con materia cerebrale in dispersione.
Scatole craniche sempre più vuote
come le tasche, tanto c’è l’app
che non abbandona, ognuna è buona
per sostituirsi al ragionamento,
e che importa guardare le stelle
su smartphone ci sono anche quelle
carica e installa e il resto si fotta.
Ma dimmi un po’ adoratore del silicio
c’è anche l’app che ti assicura lavoro
o lo smartphone lì non prende e s’arrende?
quel giocattolo scarseggia in campo utile,
tutto ciò che t’offre ha tolto umano buon senso
anche il gesto di pagare un cono tregusti
con moneta sonante, avvicina al pos il supergenio
e mezzo mondo saprà che lecchi crema e croccante
in tempo reale, cos’altro si può chiedere alla vita?

-Daniela Cerrato

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

15 pensieri riguardo “guerra allo smartphone”

  1. Qui concordo ma in parte.Vorrei essere breve ma è difficile.Parto da una scena iconica della tv che certamente ricorderai: Sandra e Raimondo, a letto.Lui con l’immancabile Gazzetta…lei che parla…lui che non l’ascolta.Salto temporale all’indietro, vecchie foto anni 30 che non ritrovo( ma che avrai visto) di gente in treno, tutti con libri in mano o giornali. Gente che si isola e legge. Libri e giornali. Supporti di memoria su cui viaggiava e viaggia ancora l’informazione. A questi se ne sono aggiunti altri. Il discorso non cambia di molto se non per la potenza e la quantità di dati disponibili, pochi megabyte in un quotidiano, centinaia in un libro e virtualmente infiniti in uno smartphone. E fin qui diciamo che è solo l’aspetto tecnologico della cosa. Si potrebbe discutere della qualità ma quello è un discorso soggettivo e comunque complesso. Difficile giudicare e nemmeno si può dire ah ma un libro è un libro vuoi mettere? Ok…e se il lettore sta divorando il Mein kanpf o una qualche altra cazzata tipo la verità sulla terra piatta? Insomma…il discorso come ho detto e complesso. In definitiva non criminalizzerei il mezzo o i mezzi perché indubbiamente vi sono vantaggi nel loro uso ma possono anche esserci degli svantaggi. Quindi alla fine dipende da ciascuno di noi.E qui entrano in ballo mille altri fattori. A me ad esempio, quando viaggio non piace mettermi a parlare perché per lo più di già che mi scatteranno istinti omicidi dopo le solite frasi fatte sugli extracomunitari, sulle tasse ecc ecc.Allora evito e mi isolo, accendo il pc e guardo un film, o leggo un libro o ascolto musica sullo smartphone.Dipende. Probabilmente sono anche un po’asociale. Insomma, parlo per me. Ma non posso condannare tutti se fanno come me, magari hanno le loro ragioni per isolarsi. Però…e qui c’è la parte in cui un po’sono d’accordo con te, sicuramente viviamo in un tipo di società nevrotica, poco incline a relazioni umane, con vicini di casa di cui non sappiamo nemmeno il nome. Viviamo vite vuote e in una stessa famiglia, tra moglie e marito e figli non ci si parla. Ma la colpa, non è dello smartphone, non è del pc, della tv, dei libri/giornali/riviste, dell’hi-fi. No, la colpa è di un modo di vivere che di fatto chi ha resi tutti vuoti e vi è una incomunicabilità di fondo che affligge tutti. Come superare tutto ciò non lo so però so che quando trovo delle persone con cui è piacevole parlare lo faccio e lo smartphone lo dimentico senza problemi!☺

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