…e il resto alla malora

Presso una rivendita di ortofrutta (che a breve chiuderà per evitare il fallimento) nel mercato coperto cittadino, giorni fa ho ascoltato anche il racconto della figlia di un anziano contadino che l’anno scorso chiuse la sua azienda agricola per le difficoltà assommate tra il calo vendite e le norme obbligatorie sulla fatturazione elettronica. Situazioni che testimoniano la difficile possibilità di sopravvivenza dei piccoli imprenditori sempre più schiacciati dalla concorrenza dei grandi market e discount iper-mega che offrono in qualsiasi periodo dell’anno prodotti anche fuori stagione a prezzi inverosimili e di lontana provenienza. Meditando su quanto è stato detto ho scritto queste righe.

Potessi urlare sulle vostre facce
a ruota libera sfogherei la mia furia.
manigoldi da strapazzo, teste di cazzo
che muovete a stento braccia infrollite
e legiferate a scapito di masse impoverite.
Ho schiena curva e dita spaccate
calli alle mani, ai piedi suole infangate,
ravanai nella terra sin da bambino
con sole e neve imperlai la fronte
ora rugosa e crucciata per altri pensieri.
Dai primordi sino all’altro ieri un contadino
faceva il suo mestiere senza l’obbligo
di saper usare computer e cellulare,
vorrei proprio vedervi vangare al posto mio
obbligati da una legge che richiama
bianche camicie a curvarsi sulla terra.
Mollo tutto, baracca e burattino ch’è follia
vivere per somigliarvi pur in minimo tratto,
fossi matto a marionettare alla mia età
per mangiare dover mungere da una tastiera.
D’ora in poi dimenticate la qualità degli orti
godetevi pomodori anche a Natale dai discount,
sono infuriato e amareggiato al tempo stesso
son nato contadino, non fesso e il resto alla malora!

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Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

11 pensieri riguardo “…e il resto alla malora”

      1. per non farsi debiti anticipano il pensionamento pur non avendo ancora raggiunto l’età., percependo ancor meno del previsto mensile già magro .

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      1. Guarda, ci sarebbe talmente tanto da dire al riguardo, ma tanto, politici ed economisti non solo non ci ascolterebbero, ma se ne fregano altamente chiamando “progresso” questo obbrobrio schifoso.

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  1. Bellissima poesia. Soffro nel vedere la scomparsa di tanti piccoli negozi. E i non luoghi prolificano a scapito della cultura e della bellezza, del piacere di acquistare una mela dalle mani sporche di terra che hanno tanto da insegnare ed io tanto da imparare. Nel non luogo del supermercato mi sento invece schiacciato, massificato, alienato da prodotti senza colore, senza sapore, senza la vita. Buona notte, carissima Daniela.

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