una voce chiama il 19 ( la risata)

La luce sembra non voler cedere tempo
alla sera, un silenzio fuori norma
accompagna nei cassetti i riti
quotidiani, l’occhio cade sul lunario
in odore di ricorrenza. In primavera o estate
si concentrano i compleanni di famiglia,
solo il mio preannuncia l’inverno
vestendo sciarpa ed eccezione.
Pescando tra le date di luglio splende
il giorno in cui nacque la tua allegria
da cui attinsi senza poterti emulare,
non è un caso che ti pensi sorridente
con gli occhi sgranati davanti a una torta
inzuppata di liquorosa festa. S’arresta
al nascere l’aria mesta, ti prometto
di serbare tristezza per altri istanti,
ora rido alle novantuno candeline
e al fiato che ti ci vorrebbe a spegnerle.
Madre mia quanti anni d’ininterrotto amore
da quanti manchi allo pseudo adolescenziale
egoismo nel pensarti immortale, ma le lacrime
non sono solo di sale, a volte sgorgano dolci
come panna di una saint honorè o la tua
voce che mi risuona in eco nel cuore
riportandomi al pieno sorriso. Non ti dono
che questa mia poesia piena di baci orfani
posati sulle dita e soffiati al cielo,
son certa ti arriveranno tra buffi di vento.
È quanto basta per farmi il cuore contento.

-Daniela Cerrato

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Autore: Daniela

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