mani fredde

com’erano piccole le mie orme
affiancate alle sue, enormi.
nonno gigante e io bambina
stretta alle sue mani grandi
ruvide e calde come le note bluastre
del suo sigaro puzzolente.
eppure niente niente quel gigante
era stato ragazzo, le sue orme
sedicenni pestato freddo fame
sangue morte e poi fatica fisica
su altrettanta fatica, nel comprendere
e riprendere vita dopo numerosi lutti.
tutto taciuto, trattenuto in cento lire
messe nella mia tasca, nella caramella
scartata e offerta a dolcificare l’istante.
le orme giganti svanite nel letto d’ospedale
quando i miei anni non erano ancora intrisi
di coscienza verso il destino umano.
Anche ora al suo ricordo mi sento un nano
e ho mani fredde a cui manca quel ruvido.
– Daniela Cerrato

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

15 pensieri riguardo “mani fredde”

  1. El amor de los abuelos es el mejor. No los dan sin ninguna obligación por eso es pura ternura. Tus versos dejan traslucir ese sentimiento tan intenso y que nunca se olvida. Una hermosa poesía que rinde tributo a un ser extraordinario en todo el sentido de la palabra. Saludos

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