Natali infranti

Natali ritrovati in foto virate,
fili indorati di nostalgia, luci,
palle di vetro fragili allo sfioro
e altre impastate con la mollica,
creta pulita per mani impazienti
di rubare canditi al panettone,
odor di mandarini e vino, deschi
lunghi una dozzina d’ore, il vociare
proporzionale al tasso alcolico.
Le smorfie infantili a rifiuto di portate
che non lasciavano scampo,
campi di battaglia fino alla fine
ma per i dolci c’era sempre posto.
Natali di strenne d’ogni augurio
di promesse da allungare il naso,
erano attese di ampio respiro, anche
per vedere cadere un po’ di neve.
Tutto s’è sciolto, senza sole,
schiacciato dalle ruote del tempo.
Molte voci estinte, i tavoli accorciati.
E nemmeno nevica più.

  • Daniela Cerrato

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

18 pensieri riguardo “Natali infranti”

  1. Natali stupendi. Deschi che abbondavano di arance mandarini frutta secca, candita, dolci. Pranzi con quindici venti persone, e noi, i bambini, felici di prendere un cioccolatino pur rischiando di essere sgridati dalle nostre madri. Sì, la grande bellezza.

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