«Le Metamorfosi» della nostra realtà – se vi interessa prenotatevi

«Le Metamorfosi» della nostra realtà
– Cristina Piccino, 18.04.2020 da Il Manifesto
Cinema. Il film di Giuseppe Carrieri domenica 19, alle ore 20.00, su mymovies.it, Napoli, il mito, Ovidio, una bimba nascosta in una balena, l’apocalisse e il quotidiano. Un racconto fantastico al presente Nella sue note al film il regista, Giuseppe Carrieri, anche produttore e docente universitario, definisce questo suo lavoro dedicato a due bambine rom «diventate mare» una «docu-fiaba in cui la realtà si intreccia con la finzione in un presente che deve ancora avvenire». E il titolo, Le Metamorfosi, che rimanda a Ovidio non è una semplice assonanza, anzi la voce del poeta che cantò gli infiniti e tempestosi passaggi delle figure nel mito, è quella narrante che tiene qui insieme le storie in una lingua passata dal latino al napoletano la cui interpretazione si deve a Marco D’Amore.
Perché questo film è un racconto di trasformazioni sognate, intuite, forse mai accadute o invece che accadono in silenzio e troppo spesso ogni giorno in un paesaggio quotidiano che somiglia al nostro ed è insieme una visione fantastica ma come abbiamo scoperto proprio questi giorni può essere molto reale in qualsiasi istante.

SIAMO a Napoli, l’orizzonte è quello di una città deserta dove è tornata la peste, o una qualche apocalisse, una bambina rom, sopravvissuta rifugiandosi dentro a una balena radioattiva , cerca il padre che ha perduto nell’incendio appiccato alle loro baracche, a Cupa Perillo, la periferia nord di Napoli. Deve fuggire, inseguita da misteriose creature, la sua meta e salvezza è la Montagna di Zucchero dove sa che il papà l’aspetta.
Poi ci sono un pescatore che scopre di essere malato e vorrebbe trovare un mezzo per essere immortale, e un ragazzo che viene dal Camerun, sta in Italia da poco, la moglie è morta e lui che non aveva i soldi per il funerale è stato costretto a «seppellirla» nel mare.
IL LORO MONDO però è quello che conosciamo, siamo oggi o ieri o chissà se domani. Eppure c’è un legame tra questi universi, un incontro, qualcosa che conduce dall’uno all’altro, forse una «metamorfosi»?
Presentato alla scorsa edizione della Festa di Roma in Alice nella città, il film di Carrisi è uno di quegli «oggetti» eccentrici che hanno dato al cinema italiano negli ultimi anni una personalità differenziata, vitale. L’occasione per vederlo arriva grazie alla programmazione di http://www.mymovies.it/iorestoacasa dove sarà presentato domenica alle ore 20.00 https://www.mymovies.it/film/2019/le-metamorfosi/live/, registrandosi si possono prenotare i posti nella sala virtuale del sito e accedere alle proiezioni in streaming).
NON perdetelo perché è davvero una sorpresa a cominciare dalla sua scommessa di cercare una forma nel genere come riferimento possibile per raccontare il presente. Che in questa astrazione appare con più evidenza, conquista le sfumature che altrove rimangono sfocate, mostra i conflitti, le assurdità, le violenza sommerse senza retorica o enfasi in una dimensione quotidiana.
Dal mito si entra nell’oggi, in quell’archetipo dell’umanità Carrieri che è anche autore della sceneggiatura prova a intrecciare i fili del nostro mondo e della sua rappresentazione che non può essere cronaca ma deve cercare qualcos’altro, puntare alla profondità, all’essenza della sua narrazione. E questa «metamorfosi» inizia nelle immagini, in un fare cinema alla ricerca di un confronto, disposto all’ascolto con i mezzi dell’invenzione, poco incline a sottomettersi alle distanze dei «codici» per romperne le barriere, perché la realtà è insieme documentario e finzione, e la sua natura imprevedibile è quanto ne permette la verità.

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

5 pensieri riguardo “«Le Metamorfosi» della nostra realtà – se vi interessa prenotatevi”

  1. L’ho visto: è bello però mi è piaciuto solo l’inizio e la fine. La parte centrale, al di là delle metafore con la realtà, mi è sembrata staccata dl contesto surreale e favolistico. Sostanzialmente a mio avviso poteva benissimo essere un “corto”, ma la voglia di farlo diventare un film a tutti gli effetti ha portato l’autore verso un minutaglie aggiuntivo esagerato, che alla lunga stanca. Perlomeno io l’ho assorbito così. Tu cosa ne pensi?

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    1. ti dirò, ho resistito eroicamente sino ai 3/4. L’inizio mi ha invogliato per la duplicità tra realtà e sogno, ma si è appesantito il tutto strada facendo, tra il dover seguire i sottotitoli per non perdere il senso e i tempi lunghi di alcune sequenze. Poteva essere snellito, peccato per l’occasione sfumata di narrare una realtà difficile da rappresentare senza cadere nel docu-inchiesta

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