Shakespeare e la peste

Un’articolo interessante su come ai tempi di Shakespeare si affrontava l’emergenza della peste che colpì a più flussi tra il 1500 e il 1600

Shakespeare, una vita all’ombra della peste

(immagine tratta dall’articolo)

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Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

27 pensieri riguardo “Shakespeare e la peste”

      1. scaricare le colpe sugli altri è senza dubbio più facile, e fregarsene delle regole mostrando in pubblico la spavalderia de “io sono il più furbo” è alla base del nostro quotidiano. Ho visto poco fa, non senza incazzatura per cui poi ho spento la tv, un servizio mandato in onda dalla Sette in cui a Bolzano c’era gente al ristorante che mangiava tranquillamente in compagnia senza separatori esenza mascherina; al microfono il microcefalo in collegamento si vantava del fatto che poteva mangiare tranquillamente fuori casa. NON COMMENTO!

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      2. Sì, visto anch’io.
        Purtroppo il problema è che non si sa mai chi decide e chi deve far rispettare le regole.
        “Statuto speciale”? O tutti o nessuno, non qualcuno sì, qualcuno no…

        Ieri sera, quando ho sentito la notizia, se ci fosse stato da firmare, avrei accettato di asfaltare tutto l’Alto Adige.

        Ma stiamo divagando… 😛

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      3. lo statuto speciale fa loro comodo, ma quando a loro conviene diventano parte del tricolore…eh cazzo a me non sta bene. O TE NE VAI PER I CAZZI TUOI IN ETERNO O RIMANI E TI ADEGUI ALLE REGOLE COMUNI.

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      1. però sono poi quelli che se capita la disgrazia personale inveiscono contro le istituzioni…insomma fare sempre gli scaricabarile fregandosene delle proprie responsabiltità non è da cittadini ma da stronzi

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      2. si ma la situazione richiede almeno in questo caso un minimo di sforzo, non si può solo pensare allo stadio o alla piscina; ci sono situazioni in cui si deve scordare il piacere personale

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  1. molto interessante l’articolo e speriamo che come “Shakespeare sembra aver condiviso lo scetticismo di Nashe sul fatto che non ci sarebbe mai stata una soluzione medica alla peste – ” Il fisico stesso deve svanire” – e, da quanto sappiamo della scienza del suo tempo, questo pessimismo era giustificato,” non succeda anche per questo notro maledetto virus!

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  2. Probabilmente non ne ha mai fatto tema portante di un opera perché a quel tempo era semplicemente normale vivere in un mondo che passasse da una pestilenza all’altra. Considerando poi ciò che erano le grandi città in fatto di igiene era già tanto un miracolo essere vivi ma quella era la normalità, come le guerre, le carestie, il clima freddo. Raccontare la normalità probabilmente non avrebbe interessato nessuno e così si limitò a raccontare tragedie.
    Certo, a livello di profilassi non è che ne sapessero tanto ma in qualche modo avevano capito che non bisognava accalcarsi (a parte la chiesa che non ha mai capito un cazzo!) e ancora oggi qualcuno fa fatica a capirlo…

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