poesie di Samuel Beckett (1906 – 1989)

Cascando (1936)

Perchè non meramente l’occasione
senza speranze e distillare
parole
meglio non è abortire che essere sterili.
Plumbee dopo che tu vai via le ore
cominceranno sempre troppo presto
uncinando alla cieca
a dragare il letto del desiderio
recuperando le ossa i vecchi amori
orbite un tempo riempite di occhi come i tuoi
forse che tutto è sempre meglio troppo presto che mai
coi volti bruttati, dal nero desiderio
nuovamente dicendo in nove giorni mi riemerse l’amato
né in nove mesi
né in nove vite.

—————————————–

Vorrei che il mio amore morisse
che piovesse sul cimitero
e sui viottoli per cui vado
piangendo quella che credette di amarmi.

————————————–

Musica dell’indifferenza
cuore tempo aria fuoco sabbia
del silenzio crollo d’amori
copri le loro voci dacché
io non mi senta più
tacere

—————————————–

Seguo questo corso di sabbia

Seguo questo corso di sabbia che scorre
tra i ciottoli e la duna
la pioggia d’estate piove sulla mia vita
su me la mia vita che mi sfugge mi insegue
e finirà il giorno del suo inizio.

Caro istante ti vedo
in questa tenda di bruma che indietreggia
dove non dovrò più calpestare quelle lunghe soglie mobili
e vivrò il tempo di una porta
che si apre e si richiude.

—————————————

L’età è quando ad un uomo
Rannicchiato presso il fuoco
A tremare acché la strega
Lo scaldino metta al letto
E poi porti il grog fumante
Sopraggiunge nelle ceneri
Lei che amata non fu presa
O che presa non fu amata
O consimile altro impiccio
Sopraggiunge nelle ceneri
Come in quella vecchia luce
Quella faccia nelle ceneri
Vecchia luce delle stelle
Nuovamente sulla terra

……………………………………………………

Che farei senza questo mondo senza faccia né domande
dove essere non dura che un attimo dove ogni istante
si versa nel vuoto nell’oblio di essere stato
senza quest’onda dove alla fine
corpo e ombra sprofondano insieme
che farei senza questo silenzio abisso dei bisbigli
ansimante furioso verso il soccorso verso l’amore
senza questo cielo che si innalza
sulla polvere delle sue zavorre

che farei mai farei come ieri come oggi
guardando dal mio oblò se non sono solo
a errare e girare lontano da ogni vita
in uno spazio burattino
senza voce tra le voci
rinchiuse con me.

—————————————

Vecchiezza

Vecchiezza è quando accoccolato
Sputacchiando sui tizzoni
Il tempo che la strega
Finisca di rigovernare
E ti porti il tuo vino caldo
La vedi venire
Nelle ceneri che amata
Non fu conquistata
O conquistata non amata
O un altro guaio del genere
Venire nelle ceneri
Come in quella vecchia luce
La faccia nelle ceneri
Vecchia luce delle stelle
Là fuori sulla terra
Di nuovo Sparsa

– Silenzio.

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

2 pensieri riguardo “poesie di Samuel Beckett (1906 – 1989)”

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