Poesie di Roberto Ingle

Questo vento sulla schiena

è lo stesso dei cortili di oratorio

sopra i campanili,

bimbi a primeggiare già d’allora

mi piaceva essere l’ultimo .

Cercavo lo stupore.

Al massimo trovavo

luce negli occhi.

Oggi ho imparato a

distinguere

prosa da poesia

ma non mi sento un uomo migliore.

Aspetto ancora un abbraccio di stupore

ma lui non mi trova mai.

.……………………………………………………

Tutti quei fiori

quegli alberi

quelle montagne,

come ti stanno bene addosso.

Ci sono radici che non muoiono mai.

Tu sei quella terra.

Vorrei condurti a vedere

gli spazi infiniti

tra inverni e primavere

tra ulivi e querce in fiore.

La pace dell’erba.

Tu sei quella terra.

……………………………………………………

Mi trovo nel mio quartiere popolare, ho dodici anni

forse non sono ancora nato.

Indosso stivaletti bianchi in vernice che so di amare una volta vivo.

Mi prenoto l’esistenza.

A sedici anni scrivo poesie sui muri.

A venti organizzo matrimoni al cimitero.

A quaranta decido

di sorprendermi,

come la luce all’uscita dalle gallerie.

Solo al buio si è felici.

La felicità è vedere le pecore volare.

Forse sono pazzo.

Essere pazzo è la mia preoccupazione minore.

…………………………………………………

Conosco un diavolo

orfano di genitori

incline alla poesia

ambiguo,

mi sorveglia quando scrivo.

Mi elogia di oscurità

scrivo bene di morte

dice.

Mi invita al banchetto delle salme.

L’ultima cena.

Non gli basta massacrarmi,

sul cadavere vuole infierire.

È un diavolo dilettante

non sa i miei orgasmi nel morire.

poesie scelte dalla sua pagina fb https://www.facebook.com/roberto.ingle


Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

12 pensieri riguardo “Poesie di Roberto Ingle”

      1. Nel senso che non hai un profilo pubblico? Io non ho proprio un profilo, nel senso che, dopo aver eliminato il vecchio, ne uso uno, segreto, solo per consultazioni. Tu almeno hai questo blog, così posso leggere le tue poesie, comunque, se voglio.

        Torno a spulciare… e levo le tende, per ora, così torna il sole, magari (mi prendo in giro da sola, già).

        😀

        Piace a 1 persona

  1. però posso fare la criticona?
    io dico che non basta andare a capo per fare poesia…

    “Questo vento sulla schiena è lo stesso dei cortili di oratorio sopra i campanili, bimbi a primeggiare già d’allora mi piaceva essere l’ultimo. Cercavo lo stupore. Al massimo trovavo luce negli occhi.
    Oggi ho imparato a distinguere prosa da poesia ma non mi sento un uomo migliore. Aspetto ancora un abbraccio di stupore ma lui non mi trova mai.”

    a parte la punteggiatura mancante, mi pare quasi meglio così.
    Sorry… parere mio…

    Ciao Danielina. Tutto ok?

    Piace a 1 persona

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