un cortometraggio e alcune poesie di Abbas Kiarostami

Abbas Kiarostami (1940- 2016) regista, sceneggiatore, montatore, poeta, fotografo, pittore e scultore iraniano. Nato a Tehran, Iran, dopo aver vinto un premio di pittura all’età di diciotto anni, si è laureato all’università di Belle Arti della sua città e prima di intraprendere la carriera di regista,ha lavorato come graphic designer nella pubblicità e nell’illustrazione di libri per bambini. Proprio quest’ultimi diventeranno infatti protagonisti pressoché costanti di molte sue pellicole e la delicatezza e il rispetto usato da Kiarostami nel dirigerli, diverrà quasi un suo marchio di fabbrica. Da grafico pubblicitario ha girato , nella metà degli anni sessanta, più di 150 spot per la televisione di Stato. Nonostante le varie vicissitudini vissute dal suo paese, compresa la Rivoluzione del ’79, è restato a Teheran e superata la trentina ha intrapreso la carriera cinematografica. I suoi esordi riguardano per lo più cortometraggi ispirati al cinema Neorealista italiano. Il suo primo lungometraggio di rilievo s’intitola Il viaggiatore, girato nel 1974, dove il protagonista, un piccolo adolescente, cerca in tutti i modi di procurarsi un biglietto per vedere allo stadio la partita della nazionale a Teheran. Una costante, nella sua carriera sarà sempre la direzione di documentari, spesso a sfondo didattico, negli anni ottanta girerà infatti numerosi cortometraggi a sfondo educativo. Nel 1997 ha vinto la Palma d’oro per il miglior film con Il sapore della ciliegia. Nel 2005 ha diretto un episodio di Tickets assieme ad Ermanno Olmi e Ken Loach.Ha anche pubblicato dei libri di poesie che sono istantanee di una macchina fotografica che illumina la scena: ne risulta una poetica delle piccole cose, delicata e breve, dove spesso brillano le cose più semplici, per questo è universale. Sue raccolte sono “Con il vento” del 2002 e “Un lupo in agguato” del 2003. È morto il 4 luglio 2016 in una clinica parigina dove era ricoverato per un intervento chirurgico.

Dalla feroce sorte
il rifugio è poesia
dalla crudele amata
il rifugio è poesia
dalla palese tirannia
il rifugio è poesia

Decine di chiavi
da tanti anni dimenticate,
non ho il coraggio di buttarle
e dire che non hanno serrature.

Torno da un funerale
le scarpe mi stanno strette
ho voglia di fare all’amore
con qualcuno che non conosco.

Non sono tornati
fiumi che scorrevano
verso il mare
soldati che andavano
in guerra
amici che partivano
verso terre lontane.

Sei sorrisi finti
sono stati stampati
in una foto ricordo

L’occasione oggi
è andata persa
come ieri
non ci resta
che dolerci del tempo.

Quando non ho nulla in tasca
ho la poesia
quando non ho nulla in frigo
ho la poesia
quando non ho nulla nel cuore
non ho nulla.

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

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