Gioielli Rubati 131: Anna Maria Scopa – Franco Antonio Canavesio – Gianfranco Isetta – Sara Capoccioni – Felice Serino – Giovanni Sepe – Nicolò Luccardi – Massimo Botturi.

Questo numero della rubrica è reperibile anche qui: https://almerighi.wordpress.com/

Pensarti al mattino
dentro querce di nuvole
mentre ancora ripongo
un altra vita dentro
un vecchio cappello divelto
Più spesso
da quale parte restiamo?
Nel vento forse
Amore
In radici di colza
Perchè maturino gli occhi o i semi
nella sassaia dei giorni
che non abbiamo pianto
Dicono
che so amare
prima ancora d’essere felice
Oggi eri nel mio
stomaco
Amore
e crescevi forte.

di Anna Maria Scopa, qui:
https://www.facebook.com/annawrite79

*

La serrò tra le braccia, il blu

La serrò tra le braccia, il blu
e l’amò nel giardino della settima vita
ancora su, per le scale
sul pianerottolo tra i quinto e il sesto
alla luce delle finestre
una volta ancora
oltre la porta dell’ultimo piano

Salì al terrazzo portandola a braccia
la luna, più in alto
capogiro d’amore
e lo stupore del volo, un fiato di stelle
dispari
il brillio dell’orsa maggiore

l’amò, fino a vederla svanire
nel bianco colore.

di Franco Antonio Canavesio, qui:
https://francocanavesio.wordpress.com/2014/12/15/la-serro-tra-le-braccia-il-blu/

*

SEPARAZIONE

In quel profumo buio che ora aleggia
nei dintorni e si abbrevia l’orizzonte
sto esalando il respiro non sapendo
bene quel che m’attende e non m’importa
forse perché il corpo ha il suo destino.

Le nostre strade stanno per dividersi
auguro un buon viaggio ad ogni tua parte
per i nuovi percorsi che le attendono.
Ora mi sto chiudendo come a riccio
e una luce si spegne nella bocca.

Di un silenzio divino ora ho bisogno
un pensiero nascosto che protegga
quella operosa fucina di notti
sospirose per scelte non concluse.

E mentre si avvicina non prevalgono
né ansie né rimpianti e si rimane
in attesa che giunga tempestiva
come nel sogno una definizione.

di Gianfranco Isetta, qui:

https://www.facebook.com/gianfranco.isetta

*

Dev’esserci una poesiola
piccola spicciola
da qualche parte
tanto per sostenersi
ad andare avanti
quando non c’è motivo
per star male
ma neanche tanto
per star bene
perché il silenzio di certi giorni assorti
non ha neanche
la forma della croce
eppure va portato
come fosse lieve vivere

di Sara Capoccioni, qui:
https://www.facebook.com/sara.capoccioni

*

L’albero di Giuda

tagliando per la pianura
non trovavi più il cuore
sulle punte delle stelle ti volevi
trafitto
e il sangue quasi ricamasse
una scritta ingloriosa
ma il tuo albero
ecco venirti incontro
e già il cappio
vederlo
-sinistro

Di Felice Serino, qui:
https://www.facebook.com/felice.serino

*

Ho chiesto amore a un albero
ho giunto i piedi in terra
per chiedere parola alla radice
Ho chiesto di morire al cielo
di questa morte passeggera
con dentro il mio labiale miracoli
da tramandare al cuore.
Ho chiesto a un albero l’amore
ho avuto indietro il suo dolore

di Giovanni Sepe, qui:
https://www.facebook.com/giovanni.sepe3

*

MEMORIE

Ho bisogno di tempo
ho bisogno d’amore
per seppellire nel regno del pianto
la tristezza di un morire innocente.
Un silenzio attraversa il mio sguardo
è il dolore che in noi alberga
qui la morte è ladra di tutti i sogni
nei campi aperti della felicità .
Bagnati dalle lacrime in separate colonne
i nostri sguardi smarriti nella paura
s’incamminavano verso la morte
minacciati da urla disumane senza pietà
i carnefici ubriachi di odio
frustavano l’aria e le nostre anime
mentre nel cielo annerito dal fumo dei camini
saliva al cielo la mia solitudine
nel debole respiro della carne.
Siamo Memorie di numeri impressi sulla pelle e nel cuore
di un paio di scarpe e una ciocca di capelli
siamo la vita di chi
era luce in uno sguardo d’amore
e ora è solo una stella da cercare nel cielo.

di Nicolò Luccardi
https://www.facebook.com/luccardin

*

TIRO SU I MIEI QUATTRO STRACCI

A volte tiro su di gran lena i quattro stracci
perché le mani fredde ricordano la morte.
E io voglio scaldarmi con gli anni che ho davanti
con le giornate lunghe di luce. Allora sputo
mi grido dentro i pugni come di gran segreto
le affido a te in un ansimo estremo. Te che, bianca
cammini come neve sui prati senza piedi.
A volte tra i ginocchi le tengo come un tempo
la notte dei bambini che temono il Signore
le malattie e i più bui abbandoni. A volte tocco
di me quell’allegria che mi credevo morta,
immagino sia tu liberata dalle pene
la voglia che hai di ridermi in faccia mentre sali
a prenderti l’amore come diritto e pane.

di Massimo Botturi, qui:
https://massimobotturi.wordpress.com/2021/01/10/tiro-su-i-miei-quattro-stracci/

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Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

7 pensieri riguardo “Gioielli Rubati 131: Anna Maria Scopa – Franco Antonio Canavesio – Gianfranco Isetta – Sara Capoccioni – Felice Serino – Giovanni Sepe – Nicolò Luccardi – Massimo Botturi.”

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