Gioielli Rubati 132: Gary J. – Ettore Massarese – Eliane Michaud – Giovanni Luca Asmundo – Nicola Grato – David La Mantia – Carlo Molinari – Benito Ciarlo.

Questo numero della rubrica è visibile anche qui:
https://almerighi.wordpress.com/

Syzygy

Questo momento, questo secondo
era considerato un’eternità minore,
volo di passeri, giovani in collisione,
una farfalla,
non riuscivi a cogliere quel sorriso
che ancora non è niente.

Di Gary J., qui:
https://steele646.wordpress.com/2021/02/09/syzygy-5/

*

Cataclisma astrale

E vennero a dirmi di vivere sereno
quieto in me stesso…
nel mio ultimo tempo appieno.
S’io ne scrivo è perché a ciò mi ribello
questo tramonto
mi chiama altre albe in un tempo bello.
Oh, struggente curva del desiderio
inesausta sostanza di inappagata devianza.
Questo planare senza curve a velocità costante
rallenta il ritmo del mio cuore amante…
Sii tu dannata teoria dell’Universo…
quante porte…
nella curvatura dello spazio/tempo mi son perso?
Dov’è quel combaciare, in piega, di bordi distanti?
Mi dirai tu:
esiste solo ai margini di un cataclisma astrale
Dunque è mio destino e destrezza
vagare nel cosmo
per sfuggire alla banalità di questo male.

di Ettore Massarese, qui:
https://infinitis8.wordpress.com/2021/02/08/cataclisma-astrale/

*

Un tipo di quelli tirati su dalla mamma
perché possano guardarsi allo specchio ogni
mattina per odiare ciò che vedono.
Vuole scoparmi.
Vuole scoparmi coi suoi dannati alessandrini.
Vuole scoparmi anche in culo.
Vuole scoparmi con tutta quella sua filosofia che sa di merda.
Per questo, ho risputato tutta lo sperma ingoiato,
l’ho risputato contro la poesia zoppicante.
Non sono la sua musa.
La vita mi sorride.
Non sono la musa di nessuno.

di Eliane Michaud (trad. Carmine Mangone) qui:
Éliane Michaud, “C’è una verità che muore a ogni pompino”, 6 poesie

*

Tra quattro canti e cunti
la brezza della cala
le dita sulla sua poesia carezze
come la luce è miele ai fichidindia.
Teatro che ruotava
volteggi gialli e azzurri
tra bronzi floreali
notti splendenti, zise.
E la città restituita
si addobbava a festa
donava pace agli anni
e il cielo navigava nei suoi occhi.

di Giovanni Luca Asmundo, qui:
https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2021/02/13/giorno-x-giorno-amore-giovanni-luca-asmundo/

*

La cornacchia vola bassa sul campo
ghiacciato nel primo mattino: grigio
di nubi vaporose l’orizzonte.
La vecchia è morta sola, ha lasciato
una figlia che sente troppo il tempo
che però in quella casa pare fermo.
La casa del cantoniere è piena di foto,
fiori finti, cartigli, buste aperte
e lui prega sul calendario vuoto
di giorni e di mesi perché sbiadito
come il muro della chiesa abbattuta
fatto d’azolo e pietre che dicevano
le storie alle donne, tanti anni fa…
Poi il mulino e il fiume interrato,
il tempo passato, le ore sole:
anche se il fiume è un ruscello che sta
sottoterra fa danno, come tarma
rosica case, pietre, assi, travi:
risalirà in superficie e sarà
finimondo nel mondo.

di Nicola Grato, qui:
https://www.labellapoesia.info/2020/12/nicola-grato.html

*

Son stati anni belli, anni e vento,
verdi di spigoli adorati, versi.
Siamo stati bene abbracciati
a quegli anni immensi, bravi a perdere
promesse ed ombrelli nei bar,
a premere campanelli, donarci
nomi ogni volta diversi,
sacrificare urla, raccogliere
in volo randagi, perle, gli zuccheri.
Poi, quegli anni sono cessati,
con vergogna, senza baci
alla stazione dei bus, accecati
all’ombra della cattedra, nel plexiglass
stanco. Ora restano giorni microbi,
acidi al palato, da condividere
con poche altre formiche, ancora
qui con la nostra fatica opaca,
con l’ingiustizia sacra ai deboli
nei secoli dei secoli

di David La Mantia, qui:
https://www.facebook.com/david.lamantia.71

*

Ancor si trasuda agonia
Ancora piove.
Queste gocce, come creta
in mano al vasaio, mi forgiano
l’anima indolente, incalzante,
che ha sete d’onde di mare
e vacilla al suon del tormento,
e trasuda d’amor e di pianto muto!
Quanto si squassano le vene
e il cuore, le tempie rantolanti
e le rughe di pelle, indugiando
che generosi venti spazzino via
nubi e penurie di stelle, amene,
e che s’apra il tendaggio d’aurora
sul giorno che cauto vagheggia!
Niente ormai danza in cerchio
da troppo tempo, lugubre e cieco,
se non l’agonia di vittoria, superba,
e la pietà innata d’averti tra le mani
e far di te una corteccia di pesco,
pronta a sputar fuori incanti di fiori
ed effluvi, che gridino anche per me.

di Carlo Molinari,qui:
https://www.facebook.com/carlo.molinari.37

*

Tu,vita mia ritrovati

Spore e micelio sfuggono, è normale,
e le certezze uccidono le attese
Tu, vita mia, ritrovati frenando,
lungo le strade gialle del tormento
gonfie d’assurde polveri e ventose.

Un puledrino asmatico nitrisce
vicino al bosco che ti vide allegra:
fuoriesce un brivido dalle mie vene
rosso come era rossa la memoria
al tempo desolato dell’ingiuria.

Tu, vita mia, ritrovati correndo
lungo le strade rosse dell’ingiuria,
pregne di solitudini e rimorsi.
Spiega le ali e vola un’altra volta
lasciando qui le tue fatiche e il pianto.

di Benito Ciarlo, qui:
https://wordpress.com/read/blogs/188256142/posts/199

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Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

15 pensieri riguardo “Gioielli Rubati 132: Gary J. – Ettore Massarese – Eliane Michaud – Giovanni Luca Asmundo – Nicola Grato – David La Mantia – Carlo Molinari – Benito Ciarlo.”

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