Gioielli Rubati 135: Daniele Corbo – Aljoša Curavić – Manuela Di Dalmazi – Ileana Zara – Ettore Massarese – Santo Aiello – Luca Parenti – Mauro Contini.

Questo numero della rubrica ideata da Flavio Almerighi e a cui collaboro è visibile anche qui: https://almerighi.wordpress.com/

Fiamma che non arde

Mi chiedo quando i vivi smetteranno di esser morti,
un ciocco che arde lentamente non riscalda
ma sta lì solo e non brucia
e neanche i legni secchi si infiammano,
chi è vicino non sente strepitare
dorme insieme al fuoco,
si abbandona ad un torpore lento
che sfuma in un pianto antico privo di amore.
Ricordo un treno che fischia in lontananza
che mi parlava di partenze e cambiamenti,
oggi anche il passero ha paura di cantare
e non annuncia più la domenica di festa,
il suo silenzio porta via le speranze di risveglio
di una società che va a rilento
e divora le opportunità di chi ancora non nasce,
ma io che a novembre guardo nelle case goloso di Natale
ho dentro di me luci ad intermittenza
che colorano anche l’angolo più buio e tenebroso
e aspetto sicuro che la vita si risvegli.

di Daniele Corbo, qui:
Fiamma che non arde

*

Istria. La nostra micragnosa storia
Convulsa come guati appesi all’ amo
E’ nata su banchi di arenarie marnose.
Ti odio e ti amo o carogna rossa
Di terra e carnosa per quel che in te
Non è storia ma ossa.

di Aljoša Curavić, qui:

Aljoša Curavić – Scadenzario minimo di un viaggio senza fine

*

Gli addii

Gli addii
non si annunciano
si compiono
in un battimano
la violenza
è inevitabile
bacile
esangue
come quando
si muore
e del silenzio
di ciò
che seguirà.

di Manuela Di Dalmazi, qui:
https://manueladidalmazi.wordpress.com/2021/03/02/gli-addii/

*

Adesso vivo in alto
in cinquantametri quadri,
troppi per una solitudine.
Mi manca il giardino l’orto
la terra da massaggiare
la cura che ogni pianta
dava al mio restare.
Sono nata di marzo
e la primavera mi nasce
tra le mani. I fiori in verticale
saranno il mio futuro
fino a raggiungerti.

di Ileana Zara, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100001877028070

*

Dei teatri e d’altri viaggi.

E continuerò a raccontare
d’antiche mura, d’ombre e suoni.
E viaggerò con sorpresi compagni
tra singulti di risa e teneri pianti.
Narrerò delle notti tra fuochi e balli
e di gradinate scoscese tra le valli.
E chiamerò l’eco lontana di melici cori
al battito unisono di sanguinanti cuori.
Oh,, dammi, divinità del cosmo,
di Dioniso la sfrenata ebrezza
del rituale antico…
fammi sacerdote con destrezza.

di Ettore Massarese (fu Franz), qui:
https://infinitis8.wordpress.com/2021/03/01/dei-teatri-e-daltri-viaggi/

*

Io vorrei morirti dentro
come un bisogno acceso
spegnermi nella notte
come una stella dietro le nubi
come un sipario rosso di pudore
vorrei morirti dentro come la luna
all’alba, nel silenzio delle ore
come un bacio nel buio
silenzioso
come un addio, uno sguardo furtivo
un sottile dolore.

di Santo Aiello, qui:
https://www.facebook.com/santo.aiello.52

*

18772

noia d’essere vivo
tra i morti. in piedi
forte tra deboli
di cuore e mente.
lo svilimento dell’infanzia
il coma surreale dei padri
il corto circuito dei credenti.
l’azzurro cielo ancora
canto degli uccelli
ed io silente attendo
quella gloria purificatrice
della luce -prima o poi
viene e l’aria delinquenziale
depura e cede: il branco
un’aberrazione ed il cielo
sopra e sotto -dentro
la morale con quel suo
dolce viso di fanciulla
il sorriso lieve, intelligente
che dalla mente viene
ed è il bene. prima o poi
vince -come una brezza
costante di buon senso.

di Luca Parenti (Yoklux), qui:
https://yoklux.wordpress.com/2021/03/09/18772/

*

DAL TUO ESILIO

Ci misura tutto il grande silenzio
che abbiamo attraversato,
i portoni socchiusi
nell’ora incerta del pomeriggio,
l’attesa esatta di un destino annunciato,
discontinuo il cielo sui luoghi raccolti
intorno alla discrezione di un privilegio,
– oscura la sua genesi,
scosceso il suo tragitto –
si alimenta la nostalgia
nei meandri della consapevolezza,
scandisce il ritmo delle ore meridiane
la campana del quartiere antico,
irrompe nell’enigma il paradiso
intuito tra le rughe,
nella sospensione delle epoche,
in una determinazione del sentimento
che accompagna il passo,
riposa una somma d’ombre
tra le aiuole di un giardino di memoria
che vide corse e grida di un’infanzia
disposta alla deriva della dimenticanza,
un tempo senza direzione
non ha lontananze da colmare,
tutto è fermezza e visibilità
nel barlume in cui coincidono
pensiero e rivelazione,
” scrutami, riconoscimi,
sono qui, in un sopravvissuto
luogo d’innocenza “,
dal tuo esilio emergono le ore,
per noi irrompe nel deserto
la tua voce nomade
tra pacificazione e bellezza.

di Mauro Contini, qui:
https://www.facebook.com/mauro.contini1

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

13 pensieri riguardo “Gioielli Rubati 135: Daniele Corbo – Aljoša Curavić – Manuela Di Dalmazi – Ileana Zara – Ettore Massarese – Santo Aiello – Luca Parenti – Mauro Contini.”

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