album: Accadueo, Eugenio Finardi, 1998

COSTANTINOPOLI

Ho alle spalle giorni e mesi di deserto
Leggendo stelle ad occhi chiusi e cielo aperto
Cercando doni, incontrando predoni che affrontai
Lei mi parlava di una nuova società
Rinata sulle ceneri di una città
C’è un posto dove il sole muore,
Risplende e nasce già

La cercherò, la troverò, sentendo
Gioia e infelicità
Gioia e infelicità

Dopo la guerra non avevo visto più
Una città senza soldati ne tribù
Dio ha cento nomi, tra bordelli, ostelli e università
Lei non si trova ma mi appello ad una prova
Mi ha detto un saggio di una donna e un tatuaggio
Un segno tribale, nero e opale, duale avversità

Io lo toccai, lo decifrai, diceva
Gioia e infelicità
Gioia e infelicità

Vedo Costantinopoli
Sento Costantinopoli
Vedo Costantinopoli
All’orizzonte c’è

Il vento parla per le anime e il deserto
Lascio le mura e mi riparo nell’incerto
Lei è la colpa innocente,
Il sole che non muore ad occidente

La cercherò, camminerò
Sentendo
Gioia e infelicità
Gioia e infelicità
Gioia e infelicità
Gioia e infelicità

Vedo Costantinopoli
Sento Costantinopoli
Vedo Costantinopoli…

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

4 pensieri riguardo “album: Accadueo, Eugenio Finardi, 1998”

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