Gioielli Rubati 145: Guido Mazzolini – Abner Rossi – Anna Maria Bonfiglio – Diego Osvaldo Ardiles – Mariangela Ruggiu – Maria Teresa Bari – Laura Segantini – Amina Narimi.

Questo numero della rubrica cui collaboro,  ideata da Flavio Almerighi,  è visibile anche qui: https://almerighi.wordpress.com/

Auguro a tutti una buona domenica e buone letture.

Rossa di sangue rosso

Sei l’acuto angolo di un gomito
l’incavo netto sulla tua guancia destra
il profilo di mosaico bizantino,
frulli dita affusolate
mentre ridi d’argento
e sei cattedrale di arcobaleni
oltre un temporale estivo.
Sfiori il mio fianco
salutandomi l’affanno
con schizzi vermigli di una tela spenta.
Striscio come una serpe
mi accomodo in te
per distrarre l’allegria
vestirmi del tuo odore
divenire strazio, il più recondito
dolore, la ruga nascosta
nella piega di un ginocchio.
Vorrei essere ferita che mai guarirà,
una lieve screpolatura
rossa di sangue rosso
sulle tue labbra sottili e maliziose.

di Guido Mazzolini, qui:

https://vocisparse.wordpress.com/2021/05/12/rossa-di-sangue-rosso/

*

Albeggiando

Quel continuo albeggiare

che allontana e avvicina

mentre mi rende eterno

con tutte le catene elicoidali

che mi sommano e si trasmettono

da uno all’altra della mia specie.

di Abner Rossi, qui:

https://rossiabner46.wordpress.com/2021/05/10/albeggiando/

*

QUEGLI ANNI SETTANTA

Quegli anni settanta in penombra

nella stanza tre metri per due

battendo sui tasti Olivetti

ritagli di vita e d’amore

col sogno nel cuore di un cielo

che entrasse di sguincio dai vetri

a posarsi sul petto

e lucciole e rondini

ancora a vibrare nell’aria.

Ma anche nel sogno lo schiavo

non cessa di essere schiavo.

di Anna Maria Bonfiglio, qui:

https://www.facebook.com/anna.m.bonfiglio

*

Africa sul molo

Spazzini al mattino  

scortano uomini e donne,

e gabbiani col becco spalancato.

Fertili memorie di città e villaggi,

accampamenti, colonne variopinte di barche,

pozzanghere, capanne e ciarpame.

Luoghi d’altri natali

terre lontane

malinconia e allegria

fame e rumore,

corrosi desideri

di pace e lavoro.

Denutrita e tisica

superba Africa 

si abbeverano di pianto

oggi i tuoi fiori.

di Diego Osvaldo Ardiles, qui:

https://jakobiobiz.com/2021/05/14/africa-sul-molo/

*

ucciderò il poeta per tempo

sommerso dal silenzio

in stanze mute di poesia

la porta sprangata

la finestra chiusa

la poesia senza musica

dimenticata

mio poeta venuto e andato

che lasci le poesie sparse

aspettando un tempo

di dimenticanza

mio poeta amato

ho confuso il mio nome e il tuo

nel tempo incandescente

ora è cenere ogni parola

ma ti ho avuto sulla lingua

sapore di ogni bacio

profumo di desiderio

incanto dell’addio

di Mariangela Ruggiu, qui:

https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu

*

Se maggio potesse immaginare?

Avrebbe incendi di ciliegie

da raccontare,

negli orti rose profumate di spine

e sotto la cenere dei rimpianti

un fuoco acerbo di sguardi

da rianimare.

Avrebbe sorrisi fumanti di pane

sul bancone dei desideri

e dietro burberi silenzi,

nel rumore evanescente

di ogni fioritura,

una grandinata di stelle

da fotografare.

Avrebbe leggende in cui morire.

di Maria Teresa Bari, qui:

https://www.facebook.com/mariateresa.bari

*

Sai che sarò ancora qui.

A sfogliare le pagine,

a dissetare le foglie.

Di sera, magari, piangerò

sulle margherite già chiuse.

Cercando gli occhi della notte.

Ma con il sole, con il vento,

sotto una pioggia da cinema, io sarò ancora qui.

A scriverti, sui muri della mia anima.

Ad ammalarmi di solitudini,

a guarirmi da sola.

A riempire la noia di immagini.

Custodendo la gioia sui fogli.

A pensarti, lontano e impossibile.

E a dirtelo, senza alcuna paura.

di Laura Segantini, qui:

https://www.facebook.com/laura.segantini.96

*

Ho lavorato con la morte dei tuoi occhi,

la porta stretta di questo mio cercare.

Otto anni e un filo lungo di esercizi

stretti fra le dita, cristallini.

Ho fatto lunghi i miei capelli

ad ogni anello delle albere che amo.

Ora so sparire dalle stanze

risalire l’aria verso il buio

quando il tuo corpo danza sulla tela,

facendo un cerchio lento, con le dita,

quando vedo che respiri e stai per dire

qualcosa d’invisibile, la cura.

Sei la pianta che s’infila nei vestiti

per scambiare il sangue con la luce

dal punto di paura allo splendore.

di Amina Narimi, qui:

https://www.facebook.com/amina.narimi

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Autore: Daniela

http://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

9 pensieri riguardo “Gioielli Rubati 145: Guido Mazzolini – Abner Rossi – Anna Maria Bonfiglio – Diego Osvaldo Ardiles – Mariangela Ruggiu – Maria Teresa Bari – Laura Segantini – Amina Narimi.”

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