Gioielli Rubati 147: Grazia Palmisano – Ilaria Palomba – Massimo Botturi – Mauro Contini – Maria Felicia Gelonesi – Vetera Decastro – Rita Bonetti – Enrico Marià.

Questo numero della rubrica cui collaboro  ideata da Flavio Almerighi  è visibile anche qui: https://almerighi.wordpress.com/

Auguro buona domenica ad autori e lettori

Polline

.

Vola il polline nel caldo di maggio
Di giornate sfiancate, sfrante, sfrontate,
Che ritornano a capo da un paragrafo all’altro
Si impiglia nelle ciglia, si apposta negli angoli, e vigila il polline
Mi si attacca anche addosso, sui vestiti, nei capelli,
una neve fasulla, bianca solo per finta.
Non feconda e non cresce
Dove passa quel polline, impegnato e serissimo
Sta cercando la terra che lo accolga e lo tenga
Come me che a ogni maggio me ne andavo in novena
Oh Maria Immacolata, ma davvero sei vergine?
Mi guardava Maria, sorrideva beffarda,
tratteneva anche il riso, la mascella un po’ storta,
che gran donna Maria, io la stimo e l’ammiro,
si è lasciata portare nelle strette deserte angustiate viuzze
del più becero falso lordume.
Lei lo sa che è inventato, lei lo sa che è normale, lei lo sa,
e ridendo mi ha detto
manca il polline poi ho tutto.
Nella chiesa in quell’angolo, sul suo abito azzurro,
c’era polline e cera, sulle fiamme cadeva e bruciava alle volte.
Lei mi ha detto
sei in gamba, lascia stare il dovere.
Sono uscita un po’ affranta, era vero? era finto?
Io nemmeno lo accetto quel credo obbligato
Ora il polline gira, giocherella col vento, non mi guarda neanche
È salito di grado, se ne va
Ed è laico anche giugno.

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di Grazia Palmisano, qui:

https://graziapalmisano.wordpress.com/2021/05/19/polline/

*

Gioia di restare è un gesto,
residuo di esistenza bucata.
Siamo inchiodati alla stessa croce,
estasi è separazione,
Vivaldi di notte, un verso di Alejandra
e dopo l’acqua stilla,
evapora, non possiamo berla.
Dire acqua è dire nulla,
non estingue la sete, la parola
rivela un corpo estraneo.
Se io ti vedessi su questa radura
ti chiamerei rivale, e se tu
mi dicessi che non posso
evadere ti chiamerei Io.
Non sempre ci si abbevera
alla sorgente diafana, ma so che
in quelle acque l’Altro sono Io.
Estasi è scissione, ricongiungimento.
L’erba fredda sdrucciolevole su cui
mi spogli: bagnàti i capelli, accarezzàti
i seni, le mani sull’addome. Aspettami,
presto ti confiderò che vivere è morire.

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di Ilaria Palomba, qui:

https://carminemangone.com/2021/04/22/ilaria-palomba-gioia-di-restare/

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NOI L’AMORE

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Adesso le lucertole son roba da museo:

tra l’edera e le beole sui passi son sparite.

Non serve più gridare ai figlioli là nei prati

il sole detta orario come una lavandaia

e il vento spinge i fiori al capanno.

Troppo chiasso

ha provocato incendi nel bosco

inondazioni, là dove il fiume andava veloce.

Dammi retta

poggiati con l’orecchio alla terra è già ricchezza

il granoturco avrà le sue vette

noi l’amore.

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di Massimo Botturi, qui:

https://massimobotturi.wordpress.com/2021/05/26/noi-lamore/

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UN’IMMINENZA ANTICA

.

Si cela nel cuore un’imminenza antica

dimenticata negli specchi del passato,

un gioco di sgomento e di speranza

scuote l’alternarsi delle stagioni,

progredisce nella penombra

una voce che scruta le mie pause,

l’immagine di te scandisce le ore

di un’altra primavera,

o è una parvenza tra le trame di persiane

che sprona e che consola,

alberi si disponevano a una fede

nella vastità del vento,

convinti a una durevole fermezza

nella densità dei pomeriggi,

giunge ora da remote costellazioni

il tuo silenzio verso il bagliore

d’una gioia senza causa,

la riconoscenza promessa,

il segreto compimento,

una rondine distende le sue ali,

destina il suo volo senza fiato

alla dimora delle origini,

nelle cattedrali di un tempo

che incalza e interroga

dispersa in vaniloquio l’innocenza,

confusa la fragilità con la colpa,

concorde a te la legge dura dell’attesa,

indugi davanti a uno spiraglio

di tollerabile trasparenza,

altre luci a visitare il cielo,

confluiscono i sentieri

verso il primigenio approdo,

sparisci alla visione,

nell’ora del dubbio e del desiderio

speri sia sollievo il tuo sentire

oltre l’inquietudine di una dissolvenza.

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di Mauro Contini, qui:

https://www.facebook.com/mauro.contini1

*

Rami di ulivo

argentati

affinano nuvole

Lasciano in sospensione le sere

a vagare su pagine di libri

di un maggio incerto.

Aria pulita sul canto dei passeri

Dalle piume protetti

Cosa racconta questo cielo

alle nuche piegate

A raccogliere cocci di sale

A intiepidire il sapore amaro

del mattino

La bocca chiede clemenza

Se si ascolta sulla lingua il suono.

.

di Maria Felicia Gelonesi

https://www.facebook.com/maria.gelonesi

*

Allora io capii ch’ero perduta

non ci fu un segnale

nessun premonimento

non c’erano cani nei cortili ad abbaiare

e tutto era sereno come giorno di festa

un giorno non proprio

era quasi all’imbrunire

e le ombre diventavano più lunghe

dove vai

la luce era radente

non ho detto niente passò l’ultimo minuto

nessuno ha udito

ed io non dissi niente

guardavo solo la strada del ritorno

pensavo alle parole non le avevo dette

e quanto mi pesava aver taciuto

proprio allora

prima che finisse quel suo respiro

in un rantolo a stento trattenuto

le parole non dette

pesavano come grida agli orecchi

ed era tardi il giorno quasi finito

e finiva senza una parola

l’avevo preparata e non la dissi

pensata a lungo prima del momento

ero perduta

e non lo sapevo

quando il giorno finisce e si fa tardi

vado correndo

mi insegue col silenzio

passi felpati strascicati di ciabatte

urla e non sento

ascolto la mia voce

le parole non dette ed  era il momento

allora o mai

ed io mai le dissi

e perduta mi sento all’imbrunire

d’un giorno di festa.

.

di Vetera Decastro, qui:

https://www.facebook.com/vetera.decastro

*

.

Quando i tramonti sdraiati sul mare

spengono maggio

e svelano l’estate

.

quando la rosa spinosa

sciama sui giardini

e dona potere all’aria

.

io sono nata

.

come la frutta rossa germoglia

al primo sole che scalda la pelle

unico bocciolo di rami vetusti

.

sono dentro una parola

né foglia né piuma

chiusa nella piega di uno spazio sfaldato

.

di Rita Bonetti, qui:

https://www.facebook.com/ritu.ritabu

*

.

Dopo il mondo sarà d’amore

la colpa di essere vivi

e non la luce che non scrive

ma l’alba, le sillabe del fuoco.

.

senza titolo di Enrico Marià, qui:

https://www.facebook.com/EnricoMaria2

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Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

9 pensieri riguardo “Gioielli Rubati 147: Grazia Palmisano – Ilaria Palomba – Massimo Botturi – Mauro Contini – Maria Felicia Gelonesi – Vetera Decastro – Rita Bonetti – Enrico Marià.”

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