un’altra estate

Viandanti stanchi i battiti
fischi sui binari
coincidenze perse
chissà per quanto l'attesa.
Panchine vuote per troppo caldo
di pietra è raro trovarle,
si stinge il colore del cielo
slava in celeste biancastro.
Nel getto di una fontana
si forma arcobaleno,
goccioline nebulizzate
refrigerio che non disseta
le briciole ai piccioni
non fanno un panino,
si sopravvive con poco
senza integrità di emozioni.

Daniela Cerrato
“surreal wind” by Aris Fasoulis

Autore: Daniela

http://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

14 pensieri riguardo “un’altra estate”

  1. Ho visto la città deserta, le panchine vuote, per il caldo o (nei mesi precedenti) per la pandemia, ho visto gli sguardi vuoti, persi, il cielo che ha perso i colori e sbianca espellendo il blu, i volti coperti, gli occhi che fissano il vuoto, che osservano senza guardare. Questa poesia è un quadro dipinto con pennellate perfette.

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