Gioielli Rubati 153: Edoardo Pisani – Mimì Burzo – Chiara Marinoni – Gino Scartaghiande – Luca Gamberini – Giancarlo Stoccoro – Cesare Bocci – Bernardo Negro.

Con questo numero termina la mia collaborazione alla rubrica. Ringrazio Flavio Almerighi e saluto i lettori e gli autori che continuerò a seguire sui vari blog e pagine facebook. Buona domenica e buon proseguo d’estate

Questo numero della rubrica   è visibile anche qui: https://almerighi.wordpress.com/

Contabilità stellare

Da questa distanza siderale
sembrate davvero
un gioco da finire
e non l’umanità.

Non penso ai volti amici.
Non penso ai miei ricordi.
Solo astri e meteoriti
e cifre da segnare.

.

*

.

Non ho mai visto i tuoi piedi

.

Sulla Propaganda.
Bozze di un pensiero in epoca di buio e di dissenso.
Soverchiare la morale. Spingere verso l’extramoralita’. Attingere all’orizzonte per arrivare ad un oltre. Staccarsi dal quotidiano delle televisioni, i personaggi mediatici, le storie sospese fra rivendicazione e pubblicità.
L’extramoralita’. O dell’anarchia. O degli occhi che amo. O della gioia infinita senza mai riposo.
Siamo già in guerra.
Siamo già all’assassinio.
Non peccare di ipocrisia per mancanza di coraggio. Fare l’amore con la verità.
Leccarla tutta la verità. La verità dei corpi sospesi e delle orecchie violate.
È un assassinio gridare contro una bambina – ti stupro zingara. È l’assassinio della serenità. La mortificazione della poesia dell’infanzia.
Il turbamento di un solo attimo è già lesione. L’abbassarsi del cielo a livello della sotto corteccia. Evoluta anch’essa per carità!
Sentire il ritmo.
Provocare orgasmi di scandalosa libertà.
Accogliere.
Proteggere.
Creare comunanze come ventre di donna o di balena o del pianto dei cani di Maldoror.
Farsi venire la pelle d’oca.
Armare di addii la non curanza, la mala creanza, e l’ignoranza.
Distorcere il panico in azione panica.
Aprire le case. Lavare coperte. Profumare il sonno dei bambini.
Tornare alla regola – i bambini sono di tutti. E tutti li proteggono.
Creare un nuovo urbanesimo. Pranzare con i barboni di via Marsala. Affondare nella puzza di piscio e di feci.
Affondare.
Affondare.
Affondare.
Ora bisogna risalire lungo un arcipelago di arcobaleni ed aquiloni. Dire di no. Saper dire di no. Sapere. Sapere di sapere senza paura di sapere di sapere. Purezza.
O dello scandalo. Purezza. O delle tue mani gia qui dentro di me. Soggetto io verso un oltre non mio, verso l’universo impavido delle idee e degli eroi. Ridefinire l’urbanistica dell’eroe. Del mito. Del dissidente. Parlare da soli. Esclamare da soli. Pregare da soli il dio della pioggia.
Non posso portarti il sole.
Non posso portarti la legna.
Non posso portarti il camino.
Fiammelle. Fiammelle libertarie di tenerezza e amore. Urbanistica dell’amore senza freno. Strada per strada. Mattone per mattone. Irruenza per irruenza.
Propaganda. Autotassarsi per comprare libri e distribuirli per strada.
Libri e libri e libri e libri e libri.
Teorica rivolta che anticipa la prassi.
Teoria della rivolta e radice dell’intelligenza.
Propaganda fattiva.
Propaganda attuata per ogni millimetro di ossa e di sangue. Carezza. Sorriso. Carezza. Idea sull’idea di una idea di dono. Il dono come moneta di scambio. Il PIL umano.
Rottura con la democrazia. Bellicosa poesia. La democrazia è una utopia. Una bassa utopia. Propagandare poesia. Bellezza. Diversità.
Coraggio e donne. Coraggio e sopravvissute.
Coraggio e amore mio.
Coraggio. È ora di rivolta. Per strada please!
Riprendiamoci le strade.

.

di Mimì Burzo, qui:

https://mimiburzo.wordpress.com/2021/07/06/non-ho-mai-visto-i-tuoi-piedi-2/

.

*

.

Ricordi

.

Il fiato del giorno

spigola tra il verde

di morbide nuvole

che ascoltano il silenzio

specchiandosi nelle acque

dei ricordi, come rugiada

a disegnare il calore

di nostalgiche mattine.

Tenere carezze

che generano

ghirlande ancora vive

nel sospiro di una presenza

mai sfiorita

anche nel più cupo inverno.

di Chiara Marinoni, qui:

https://chiaramarinoni.wordpress.com/2021/05/30/ricordi-2/

.

*

.

Quando s’apre non si
ripercorre nel sogno suo
insabbiandosi come un folto
di luci già entrato e pronto
alle voci raccolte intorno.
Poi qualcuno certo si spaventa
a vederlo ma lancia una striscia
solida di conservazione
e attende gli uccelli ad ogni
bordo forcaiolo che li dissangua.
Uscire ora sarebbe entrare.
Ho concesso senza perdermi,
parlando piano lungo una parete
che subito mi riassorbiva.

.

di Gino Scartaghiande, qui:

http://poesia.blog.rainews.it/2020/10/gino-scartaghiande-poesie-scelte/

.

*

.

DESTINAZIONI

.

Che poi sì, si potrebbe lavorare

aver da avere e tu dirmi

caro, riposa che sei stanco.

Ma il mio mestiere è cane

dare un volto alla nuda finestra

e un cuore al noce.

Per te, a me cara come questa terra

-che cucina a rilento i suoi frutti-

ho in serbo le mie dita, fino a dieci.

Prometterti di più mi farebbe gregge

permetterti di più mi farebbe strada.

.

di Luca Gamberini, qui:

.

https://www.facebook.com/luca.gamberini.7

.

*

.

Ci si pone come gli occhi

davanti agli imprevisti

la vessazione del cielo

la curva incollata alla strada

il sogno depredato all’alba

Ci si veste di nero

dimenticando l’ombra

che ha smesso di farci scudo

e resta ferma

Immobile sul ciglio

Vorremmo un solo corpo

per le parole sottratte alla bocca

lo sguardo liquido

che conquista lo spazio

indifferente a tutto

.

di Giancarlo Stoccoro, qui:

https://www.facebook.com/giancarlo.stoccoro

.

*

.

MUFFA DELLA SERA

.

L’attesa si è fatta

certezza

del tuo non ritorno.

Mi sento

muschio delle pietre

del mulino di Stiappa:

denso

morbido

intrecciato

sfilacciato,

quasi muffa verde.

Se alzo gli occhi

persino dal cielo buio

intuisco filare giù,

come steli

di ginestra del Sargentino rovesciati,

le stelle

in altri momenti

vive di luce.

La tac è stata crudele

nella sua verità:

il mio cuore è spugna

non assorbe linfa vitale

siero rosso denso,

ma lacrime.

Persino i grilli

stasera non cantano

i loro lieder straussiani

ma scandiscono

la fine di un oggi

senza domani.

Scrivo

seduto su una sedia

bassa di focolare,

curvo

ripiegato su me stesso,

indifeso

per la tua mancanza.

.

di Cesare Bocci, qui:

https://www.facebook.com/cesare.bocci.3

.

*

.

VERSO SERA

.

Verso sera si tingono le ombre

col rossore di mille smagliature.

Il tramonto si espande in frammenti

che il cuore inutilmente annoda,

mentre gli sguardi flettono il bujo.

Bra scopre a poco a poco il mutare

dei tetti tra poche ore stellati;

una canzone trilla come i grilli;

il vento circuisce i ritorni a casa;

al brusio del bar lievita il caffe’

come fa il risveglio sulle visioni.

So che Trevi ha vinto il Premio Strega

e la sera gorgogliava in gola;

l’attesa degli “Europei” muta frenesie;

Isadora Mendes attinge i volti

a Dante tra passi di rime in Bra:

è la poesia che sa il percorso

già tentato dal fiore dell’anima.

Verso sera interrogo silenzi

che hanno ceduto la luce del giorno.

Ora tocca a noi parlare alla sera,

chiedere alla sorte ancora una stella.

.

di Bernardo Negro, qui:

https://www.facebook.com/bernardo.negro.18

.

***********************************************************************************

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

8 pensieri riguardo “Gioielli Rubati 153: Edoardo Pisani – Mimì Burzo – Chiara Marinoni – Gino Scartaghiande – Luca Gamberini – Giancarlo Stoccoro – Cesare Bocci – Bernardo Negro.”

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.