poesie di Paul Klee

(…)
Per i dolori di molti e per i miei
io ti giudico,
per ciò che non hai fatto.
Ti giudica
il tuo figlio migliore,
il tuo spirito più audace,
a te affine eppure
tanto da te diverso.

***

EPIGONO

In me scorre il sangue di un tempo migliore.
Sonnambulo del presente
dipendo da una vecchia patria,
dalla tomba della mia patria.
La terra inghiotte tutto
e il sole del sud non lenisce i miei dolori.

***

Ci sono giorni
come battaglie sanguinose.
Ora è notte fonda ,
ma non per me,
per gli altri,
per gli ottusi
che non sentono la battaglia.
Loro fanno musica,
volgari e leggere canzoni,
poi si buttano a letto.

Io non prendo sonno.
E’ fuoco in me,
in me arde ancora
qua e là.
Cercando frescura alla finestra
io vedo fuori tutto spento.
Sono molto lontano
arde ancora una piccola finestra.
Forse là c’è qualcuno?
Allora non sono
completamente solo!
Di là viene ancora
il suono di un vecchio pianoforte,
il lamento
dell’altro ferito.

***

AD EVELINE

Ti ho promesso di essere
un uomo onesto. Io voglio
sopportare il tuo sguardo. Devo
inginocchiarmi davanti a Dio.
Poi Eveline salvami tu!
Perché non ho nessuno!

Giocavo col veleno
e mi sono avvelenato,
perché ho voluto chiamarmi fuori?
Ma in fondo tenevo troppo
al bene. Maledetta
colpa, forse è maggiore
di quanto pensassi.
Dimenticare lei con te!
Ma prima, se puoi,
mi dovresti perdonare.
Ti saluto in lontananza.

***********

Il pittore Paul Klee (1879 – 1940) era figlio di artisti, il padre Hans Klee, tedesco, era professore di musica, la madre era la cantante svizzera Ida Frick: lui stesso fu eccellente violinista, oltre che grande ammiratore della musica di Bach, Mozart, Beethoven e Wagner. Anche se decise di dedicarsi maggiormente alla pittura la sua ricerca poetica è comunque tutt’altro che marginale rispetto alla sua principale attività; rappresenta caso mai uno spazio di indagine ulteriore che gli consentì di penetrare i meccanismi formali della creazione cosmica. Sia essa letteraria, musicale o iconica, l’arte di Klee appare animata dal desiderio di individuare le forme elementari e archetipiche, la struttura della realtà che prescinde il tempo. In una pagina di diario, Klee scrive “nel mondo terreno non mi si può afferrare poiché io abito bene sia tra i morti che tra i non nati. Più vicino del consueto al cuore della creazione eppure, ancora non vicino abbastanza”.
Dalle parole ai fatti, dalla poesia all’arte astratta, il mondo della creazione artistica di Paul Klee appare come un universo complesso e stratificato. «La sua rimane costantemente una sperimentazione che gioca tra armonie e trasparenze, evocazioni e contenuti letterari» scrive Philippe Daverio nel suo libro Il secolo spezzato delle avanguardie del 2014

La raccolta Poesie, è stata pubblicata in Italia a cura di G. Manacorda per Guanda, Parma 1978-1995.

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

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