Poesia di Mauro Contini “Un’ora di bellezza”

La profondità dei versi di Mauro Contini non costituisce semplice poesia ma percorso per inseguire ritrovare e ricongiungere le tracce del proprio Io disgregato in frammenti effimeri di vissuto ad altri istanti subentrati nel frattempo, nella fugacità di ogni emozione che ci abbandona già negli attimi in cui la viviamo. Non solo una buona lettura ma una visione filosofica sugli umani accadimenti

Canova, Eterna Bellezza

Prima di sera
inseguire un’ora di bellezza,
scoprire l’effimero nel vento
che scivola tra gli alberi
e le case abbacinate
dall’incombenza degli ultimi raggi,
un appuntamento antico
riemerso tra batticuore
e parvenza d’altra vita,
nell’imminenza di una svolta
perdersi tra le ere frammentate
in calendari dimenticati,
confondere la gioia
col sentimento disperso
in un gorgo sospeso di memoria,
cercare nella tua assenza
un’oasi che ospiti le pause,
un luogo d’innocenza ritrovata,
uno scuotersi di tende
a rivelare il segreto del sipario,
” eccomi, sono qui,
a incontrare la tua sembianza,
alla fine dell’attesa “,
giunge da un senno senza tempo,
dentro il groviglio degli eventi,
una saggezza né remota né postuma,
un gesto che sfiora la tua essenza,
la luce intuita di una nuova consonanza,
prima di sera
si dispongono ad armonia
i silenzi, i dialoghi, le inquietudini,
i barlumi di riconciliazione,
i sentimenti inesprimibili
nel cuore delle stagioni,

– indistinti una voce, un volto,
un indizio d’altra storia –
” lo sai, lo so,
ci riconosciamo nell’unità,
nel molteplice condotto
all’uniforme compiutezza,
nell’ora scampata
allo sconcerto di un destino “,
nell’isola folgorata
dall’ultima luce del giorno,
nell’apparire del tramonto
il placarsi di ogni vicissitudine terrestre,
nell’istante in cui si appaiano cielo e mare,
e si dispongono le stelle
a indicare la magia di un tragitto,
” perché tutta la maturità
tende alla riconoscenza,
perché la consapevolezza
inchioda a un’identità “,
questo vorrei dire
all’interlocutore muto
che mi accompagna,
ombra assorta
nella dimora dell’anima,
” tu che racconti di un tempo
sfuggito alla misura di clessidra “,
fai la tua parte, non negarti all’enigma,
nel dibattersi tra l’essere e l’esistere,
tra desiderio e mutamento.

Mauro Contini

https://www.facebook.com/mauro.contini1

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

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