poesie di Rodolfo Wilcock (1919- 1978)

La canzone degli impostori

Noi siamo gli impostori mimetici

che girano nell’ombra dei casolari

per sostituire i volti familiari

con altri volti simili ma ermetici.

Con la scusa di viaggi e di gite

c’introduciamo nelle altre vite

trasformando le loro relazioni

in un inferno di confusioni.

Poi seminato il germe del rancore

ce ne andiamo, soddisfatti e clementi

noi siamo i roditori dell’amore

i pervertitori dei sentimenti.

***

Abbi fiducia nella vita

e non nelle ideologie:

non ascoltare i missionari

di quest’illusione o quell’altra.

Ricorda che c’è una sola cosa

affermativa, l’invenzione:

il sistema invece è caratteristico

della mancanza d’immaginazione.

Ricorda che tutto accade

a caso e che niente dura,

il che non ti vieta di fare

un disegno sul vetro appannato,

nè di cantare qualche nota

semplice quando sei contento;

può darsi che sia un bel disegno,

che la canzone sia bella:

ma questo non ha certo importanza,

basta che piacciano a te.

Un giorno morirai; non fa niente

poichè saranno gli altri ad accorgersene.

***

Amanti

L’amore che fa dolce chi aspro era
non si concede ai gregari.
L’amore che ordina le varie percezioni
non resiste alle musiche volgari.
L’amore che fa azzurri l’acqua e l’aria
non può tutto transustanziare.
L’amore che dà senso al mondo esterno
ama il silenzio, la solitudine, il mare

Tu fuso di fuoco interno,
casta rosa radioattiva,
che il transitorio in eterno
muti nella fiamma viva,
effluvio della materia
per te spirito rifatta,
e della nostra miseria
singola ricchezza astratta,
tu brace di ghiaccio emani
la tua immortalità
solo a chi ha pure le mani
dalla comune viltà.

***

Voglio paragonarti solo al vento

Voglio paragonarti soltanto al vento
che vola per l’aria e rallegra le foglie,
e dirò che la mia anima nel vento si stende
mentre i tuoi gesti aprono fiumi diversi di luce

È lo stesso rumore con cui il sole attraversa
soavemente le nuvole e le sfere azzurre
il tuo nome, ed è il nome ch’io do al silenzio
notturno, mentre girano le stelle del cielo
con passi maestosi.

***

Notte tranquilla


La punta delicata delle tue dita, il finissimo
silenzio delle mie labbra che su di esse
trova il brillìo delle acque, la luna
che sorge da uno stagno di larghe foglie
più in alto passa il vento, per gli alberi,
e nel cielo la notte.
                           Adesso guarda
come è dolce la vita, come si allontanano
le orbite eteree abbandonando
una luce sulla nostra fronte.
                                     Io ti amo
e le ore salgono; ascolta il fruscìo
sconosciuto della notte e infinito
Lentamente, nelle mie braccia, senza turbare
l’eternità che l’aria sta formando
con i suoi cerchi immobili, contempla
il pallido riflesso che ondeggia tra le foglie,
questo istante che siamo sulla terra
sospeso.
           Lassù, per gli spazi azzurri
vagano suoni leggeri, e le stelle.


JUAN RODOLFO WILCOCK nasce a Buenos Aires il 17 aprile del 1919, da padre inglese e madre argentina (di origine italiana e svizzera) e studia alla facoltà di Ingegneria Civile nell’Università di Buenos Aires. Nel marzo del 1940, la sua prima raccolta di poesie, Libro de poemas y cancione; tra il 1941 e il 1942 ha inizio l’amicizia con Silvina Ocampo, Adolfo Bioy Casares e Jorge Luis Borges. Dal 1942 al 1944 dirige la rivista letteraria Verde Memoria, e poi, dal 1945 al 1947, la rivista Disco. All’inizio del 1943 si laurea in Ingegneria Civile ed entra come ingegnere nelle Ferrovie dello Stato. Partecipa alla ricostruzione della ferrovia Transandina e alla costruzione della linea ferroviaria San Rafael-Malargue. Si dimette verso la metà del 1944. Nel 1945 pubblica, a proprie spese, due libri di poesie: Ensayos de poesía lírica e Persecución de la musas menores. Nel 1946 pubblica Paseo sentimental, che ottiene la Fascia d’Onore 1946 dalla Società Argentina degli Scrittori. Verso la fine dello stessto anno pubblica Los hermosos días. Nel 1951 intraprende un lungo viaggio in Europa in compagnia di Silvina Ocampo e di Bioy Casares, e arriva per la prima volta in Italia. Nel 1953 esce il suo sesto libro di poesie Sexto. Tra il 1953 e il 1954 risiede a Londra dove lavora come traduttore dell’Ufficio Centrale di Informazioni, e come critico letterario musicale e artistico del Servizio Latino Americano della B.B.C. Nel 1955 si trasferisce a Roma, dove insegna letteratura francese e inglese e collabora all’edizione argentina dell’Osservatore Romano. Ha tradotto in spagnolo più di trenta libri dall’inglese, francese, italiano e tedesco. Pubblica articoli vari, saggi, racconti, poesie sulla rivista Tempo Presente, e poi sul settimanale Il Mondo, di Mario Pannunzio. In questo primo periodo diventa amico, oltre che di Nicola Chiaromonte, di Elsa Morante, di Alberto Moravia, di Ennio Flaiano, di Elémire Zolla, di Roberto Calasso, di Ginevra Bompiani e di Luciano Foà. In seguito scriverà anche per il giornale La Nazione di Firenze, per L’Espresso, e per i quotidiani romani La Voce Repubblicana, Il Messaggero, Il Tempo e altre riviste letterarie. Nel 1975, Wilcock chiede la cittadinanza italiana; gli viene concessa post mortem il 4 aprile 1979. Wilcock muore il 16 marzo del 1978 nella sua casa di campagna, nel Comune di Lubriano, in provincia di Viterbo, nell’Alto Lazio. È sepolto a Roma, nel cimitero acattolico vicino alla Piramide.

 Opere in Italiano:

Il caos, 1960
Parsifal, 1974
Fatti inquietanti, 1961, 1992
Luoghi comuni, 1961
Teatro in prosa e versi, 1962    
Poesie spagnole, 1963
La parola morte, 1968 (Poesie)
Lo stereoscopio dei solitari, 1972, 1990
La sinagoga degli iconoclasti 1972, 1990
Il tempio etrusco, 1973    
I due allegri indiani, 1973
Italienisches Liederbuch 34 poesie d’amore, 1974
L’ingegnere, 1975
Frau Teleprocu (In collaborazione con Francesco Fantasia), 1976
Il libro dei mostri, 1978

Poesie 
Tutte le poesie in italiano, 1980, 1993, 1996
L’abominevole donna delle nevi e altre commedie, 1982
Le  nozze  di  Hitler  e  Maria  Antonietta  nell’inferno (In  collaborazione  con Francesco Fantasia), 1985  

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

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